La Fase 2 del trasporto Lombardo: confusione tra i viaggiatori

ferrovia foto raffaele specchiaA pochi giorni dall'inizio della Fase 2, governa la confusione tra i viaggiatori su come saranno le modalità di viaggio, le distanze sui mezzi, chi farà rispettare il distanziamento sui treni e altri interrogativi che non hanno trovato risposta.

Di fatto, tanti viaggiatori non prenderanno il treno e ripiegheranno usando l’auto. Gli altri continueranno, obtorto collo, ad utilizzare lo smart working o il telelavoro.

Come spesso accade, Regione Lombardia ha affidato il lavoro di comunicazione a Trenord che ha pubblicato sulla sezione del portale come bisogna comportarsi, con il classico pacchetto confezionato: leggi le istruzioni, vedi il video postato su telegram e parti!

In buona sostanza, una miriade di informazioni buttate addosso ai viaggiatori, tra ordinanze regionali, dpcm, allegato nuovi orari, ordinanze del Comune di Milano.

Non sarebbe stato opportuno una diretta televisiva alla stregua di quelle che vengono fatte da Gallera, per spiegare lo stato del trasporto, spesso regalato sui post su facebook o solo agli addetti del mestiere?

Abbiamo voluto fare un viaggio virtuale tra i pendolari e i comitati per capire lo stato d’animo.

TRFranco Aggio rappresentante dei viaggiatori

Le nuove condizioni di viaggio probabilmente renderanno difficoltoso il viaggio stesso al limite dell'impraticabilità. Poi:

1) l'app per quanto utile non può fornire informazioni se non dell'ultimo minuto e quindi la pianificazione del viaggio è già andata a farsi benedire quindi devo cercare alternative di viaggio;

2) l'incarrozzamento sarà rallentato, aumenteranno di conseguenza i tempi di percorrenza dei viaggi;

3) l'offerta dei treni non è prevista neanche al 80% e sommata alla riduzione dei posti offerti causerà disagi a raffica;

4) sempre sugli orari si evidenzia come le linee minori siano state massacrate: l'offerta è ridotta del 70%;

5) sempre sugli orari: ci sono buchi di 2/3 ore senza treni, e non vengono ripristinati il primo e l'ultimo treno della giornata su ogni linea;

È proprio la gestione operativa del servizio (al netto di altre disposizioni) che evidenzia una incapacità palese di offrire un servizio degno di questo nome.

I treni devono esserci tutti e dove possibile aumentata la capienza, solo così si riuscirà a rispettare il distanziamento.

Francesco Ninno rappresentante dei viaggiatori

Purtroppo, come temevamo, il buon esito dei prossimi giorni dipenderà dal buon senso dei viaggiatori. Non tutti sono "tecnologicamente" avanzati. Ci saremmo aspettati cartelli chiari e segnaletica nelle stazioni ma, purtroppo, in quelle secondarie non c'è traccia di tutto questo.

Si sarebbe potuto prevedere in ogni stazione "decentrata" un paio di agenti della Polizia Locale a verificare, almeno nei primi giorni, che tutto filasse liscio (le scuole sono chiuse e quindi gli agenti non sono impegnati in prossimità delle scuole). Non siamo nemmeno certi che a bordo treno ci sia qualcuno che faccia rispettare le prescrizioni.

Quanto all'entrata e all'uscita da bordo treno, sarebbe stato meglio organizza una sorta di senso unico (ad es. la porta verso il locomotore per la salita e quella posteriore per la discesa).  Ci sono stati due mesi a disposizione di Trenord: si potevano impiegare per mettere dei contatori agli ingressi delle carrozze, così da poter essere aggiornati online sul numero delle persone a bordo. Ora non ci resta che attendere il 4 maggio e monitorare la situazione.

Giorgio Dahò rappresentante dei viaggiatori

A me sembra che, dopo quello della capacità, il problema più grosso sia quello dei guanti. In ogni caso, dovrebbe essere a carico del gestore distribuire i dispositivi di protezione se gli utenti ne sono sprovvisti. Ovviamente deve essere garantito il 100% del servizio sin dall'inizio.

Marco Longoni per UTP

Sono abbastanza logiche e comprensibili. Noto che è obbligatoria la mascherina e che i guanti (di nessuna utilità) sono per fortuna facoltativi.

Quello che non va è l'orario. Non è solo una questione di capacità, col 50% dei treni alcune linee sono inutilizzabili, anche linee principali (guarda la Valtellina) e, contrariamente alle indicazioni degli esperti e del governo, Trenord ha di fatto concentrato maggiormente le ore di punta, invece di diluirle.

Si deve arrivare quanto prima al rispetto dell'ordinanza di Regione Lombardia che impone il 100% del servizio.

Andrea Pernigotti Associazione Pendolari Novesi

A livello preliminare ti posso dire che sulla mia linea ad oggi ci sono essenzialmente due preoccupazioni.

1) essendoci meno treni (ma a noi sulla linea Tortona Milano è andata decisamente meglio che ad altri) la gente è preoccupata di non arrivare in orario al posto di lavoro.

2) Ricollegandomi al punto sopra tanti hanno paura di presentarsi in stazione e che non vengano lasciati salire sul treno.

Molti non hanno la macchina e tantissimi non possono fare smart working.

Poi c'è lo scandalo che dopo le 9 da Tortona non c'è più nulla fino alle 14:30, questo non riguarda Trenord ma Trenitalia Liguria che esercisce i RV sulla linea Genova <> Milano.

 

Giorgio Villa per il comitato S9/S11

L'unica chiarezza è che non è chiaro. Al di là delle facili battute: i comuni non sanno ancora bene come organizzarsi per afflusso e deflusso nelle stazioni (c’è anche il  deflusso perché c'è chi teme che il brutto vizio di intasare la piazza antistante, di per sé già piccola, per attendere i parenti/congiunti, aumenterà); noi utenti non sappiamo bene come gestire le salite a bordo, poiché dipenderà da quanta gente ci sarà e con un treno all'ora, non salire su quello giusto potrebbe creare problemi in ufficio.

Per questo ho sentito di gente che prenderà il treno prima. Ma anche di tanti che sceglieranno l'auto, almeno per questa settimana. Altri mi han chiesto se ci saranno guanti e mascherine a bordo o il gel.

Aggiungo poi le preoccupazioni per il rientro che, con le frequenze dichiarate e sempre possibili guasti, da quasi nessuno degli interpellati è stato definito diversamente da 'a rischio o 'incerto'.

In generale è però diffuso il timore di comportamenti 'non civili', degli "altri". Vuoi per salire a ogni costo, vuoi per le distanze.

Matteo casoni per il Comitato Inorario

Ancora non sappiamo come saranno gestiti i posti disponibili lungo la tratta. Come faremo a sapere quali carrozze hanno posti disponibili? Quali porte potremo utilizzare per salire/scendere? Se il treno è al completo, cosa succede? Al momento, secondo me, c’è ancora troppa confusione, alimentata da indicazioni non chiare sia dal ministero, che da RL, che dal gestore del Vettore. Speriamo che l’inizio della ripresa sia soft e che i primi giorni possano servire per calibrare meglio il servizio.

Davide Benzoni per il Coordinamento provinciale pavesi

Io ho le idee chiare il problema che non le ha chi gestisce trasporto e vigila su di esso. Un esempio dalla valle staffora dove vivo non ci sono treni solo autobus per raggiungere la prima stazione disponibile Voghera.

Ad esempio la mia compagna da lunedì riprende a lavorare a Milano. Non avendo la patente per raggiungere il posto di lavoro deve prendere un autobus, un treno e infine metro.

Visto il numero chiuso e non certo sul bus da quando parte non avrà la certezza di poter raggiungere Voghera. Una volta raggiunta la stazione solo tre treni ad orario di punta transitano da suddetta stazione contro i 9 anche se in ritardo in regime pre covid.

Infine dovesse riuscire a passare le due avventure avrebbe la metro con cambio verde/ rossa. Riuscirà a raggiungere il posto di lavoro? E se riuscirà all'andata il ritorno come sarà?

Quanto durerà questo tuffo nel buio visto che esisteva già in regime pre-covid con 60/70 corse a giornata e non eri certo di un arrivo e ritorno in tempi decenti sulla d-22 ora saranno solo 12 da orario trenord.  E se non dovesse sarà tutelata? Dopo 7 settimane di CIGD. Chi la tutela la Regione Lombardia che permette questo?

Andrea Mazzucotelli per il Nodo di Saronno

La maggioranza dei viaggiatori userà sicuramente buon senso. Non si comprende la necessità di utilizzare i guanti poiché il virus non si trasmette per via cutanea. I guanti non sono forniti in stazione o a bordo. Non è chiaro chi controllerà il rispetto delle regole a bordo poiché i dipendenti Trenord sono lasciati da solo e spesso hanno paura di monitorare la situazione. Su alcune linee come S9, ma non solo, ci sarà sempre un problema con alcuni personaggi che sicuramente non rispetteranno le distanze. Gli orari decisi da Trenord sono incompleti, penalizzano la flessibilità di orario abbassando le frequenze e riducendo l'arco di servizio. Non è escluso l'affollamento a bordo treno o in banchina con litigi tra viaggiatori. Alcune corse impongono il cambio treno a Varese Nord con migrazione di tutti i viaggiatori contemporaneamente. Mancanze di programmazione da sanare entro il 31 maggio 2020. Aspettiamo la prova dei fatti.

Comitato pendolari Busto Nord

La massimizzazione del distanziamento si ha reintroducendo tutti i treni e, ad oggi, manca all'appello tutta la flotta Malpensa Cadorna e molti altri treni. È vero che viaggia meno gente, ma pre chiusure sui treni si viaggiava stipati. Un treno all'ora per Cadorna oggi è un azzardo.

Lorella Bardellotto per il Comitato della Bassa bergmasca

Secondo me le condizioni di viaggio non sono ottimali, soprattutto per i pendolari che salgono alle fermate intermedie ( nel mio caso Treviglio). In generale vedo:

-Incertezza sugli orari di arrivo;

 -Pochi treni;

-Pochi posti disponibili;

-Poca pulizia e controllo;

- Orari non chiari;

-Grande confusione generale.

Vedo come vanno i primi giorni ma quasi sicuramente, con questi presupposti, andrò in ufficio in macchina

 

Elvezia Gamba per il comitato Romano

Per quanto riguarda la fase 2 a livello di trasporti da pendolare ho le idee poco chiare sia per come Trenord si approccia e sia sulla gestione essenzialmente anche perché realmente non si sa il numero di persone che da lunedì torneranno sui mezzi. Personalmente non so cosa aspettarmi se non il solito fatto che per essere puntuale al lavoro e non incorrere in ritardi la mia partenza da casa dovrà essere molto anticipata.

 

Massimo Baldi Comitato San Zenone

Nulla di chiaro, nulla di esposto nelle stazioni ad oggi 2 maggio.

A me sembra che, dopo quello della capacità, il problema più grosso sia quello dei guanti. In ogni caso, dovrebbe essere a carico del gestore distribuire i dispositivi di protezione se gli utenti ne sono sprovvisti. Ovviamente deve essere garantito il 100% del servizio sin dall'inizio.

Filippo Pavesi per il Comitato dei Cremaschi

Per quanto ci riguarda, da Crema e Cremasco non è cambiato praticamente nulla rispetto alla situazione vissuta nelle ultime settimane di aprile.

Per andare a Milano ci sono un paio di treni in andata e un paio al ritorno.

Per chi deve fare coincidenza a Treviglio, verso Milano, Bergamo e Brescia le soluzioni sono eccessivamente ridotte e permane l’incognita del posto sul secondo treno.

Questo orario porta chi avrebbe voluto riprendere a utilizzare il treno all’utilizzo del mezzo privato (sempre che ne sia in possesso) in quanto in caso di inconveniente (ad esempio la perdita del treno) non vi sono alternative di viaggio.

 

Tutto questo si traduce in un non-servizio ferroviario e pertanto chiediamo a gran voce che al più presto venga ripristinato il 100% del servizio, al fine di assicurare il più possibile il necessario distanziamento sociale sui mezzi di trasporto.

 

B.F.

L'unica cosa che posso dire è che gestire i mezzi pubblici di una città come Milano è impossibile in una pandemia. Siamo troppe persone. L'unico modo x uscirne è che venga imposto lo sw a tutti gli impiegati pubblici e privati in modo da lasciare i mezzi a chi deve x forza recarsi in azienda. Io non vedo alternative. Qualsiasi soluzione non reggerebbe.

P.T.

E’ chiaro che sarà un macello. Sulle carrozze hanno previsto quello che è giusto che sia, ma chi decide sulla banchina chi sale e chi no? Io arrivo per un treno non riesco a salire, aspetto quello dopo e magari mi passa davanti chi è arrivato dopo di me! Devono fare qualcosa anche a livello di banchina, mettere dei conta persone sia sul treno in modo che per ogni stazione si sa chi può salire. La loro idea è che uno sale, si fa tutto il treno per vedere se c'è un posto e se no realizza che non poteva salire? A quel punto cosa fa?

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