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Perché lo sciopero per la sicurezza: ne parliamo con il Sindacato

A breve ci sarà una nuova agitazione sindacale proclamata dal sindacato dell’Or.S.A, come già avvenuto in altre circostanze, ma stavolta per la sicurezza.

Abbiamo voluto capire le motivazioni dietro questo nuovo sciopero e cosa si sta facendo per la sicurezza, ponendo alcune domande ad Adriano Coscia attuale segretario regionale dell’Or.S.A.

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Voi volete sicurezza, cosa è per voi la sicurezza? 

Il nostro sciopero di domani a cui hanno aderito anche UGL e CUB riguarda la sicurezza del lavoratore e la sicurezza dell’esercizio ferroviario, quindi interessa tutti ed è fatto per migliorare la sicurezza di tutto il sistema ferroviario. Per noi sicurezza è cercare di eliminare gli infortuni e purtroppo le vittime dei ferrovieri e di tutti coloro che lavorano nell’indotto ferroviario e garantire i migliori livelli di manutenzione sia dei rotabili sia delle linee infrastrutturali.

Occorre prevenire e correggere errori come quelli che si sono verificati a Pioltello a Caluso e Livraga Occorrono maggiori investimenti ad esempio ci sono linee ferroviarie regionali che hanno un livello di sicurezza inferiore rispetto a quella garantita da RFI.

Abbiamo il cronico ed irrisolto problema dei passaggi a livello il piano di generale soppressione dei PL non è stato ancora completato per insufficienza di risorse economiche. In ordine di tempo la scorsa settimana si è verificato l’ennesimo incidente ad un PL sulla Brescia – Iseo – Edolo che fortunatamente non ha causato vittime o feriti. Per noi sicurezza è avere un sistema che tende al raggiungimento del 100% pur sapendo che non si riuscirà mai ad ottenere in un settore dei trasporti ma possono esserci elementi per migliorare gli attuali standard che attualmente sono in discesa.

Ci sono cose e iniziative che si possono fare come il potenziamento della manutenzione e l’implementazione tecnologica.   

Come si pone l’ANSF nei confronti delle continue sollecitazioni che il sindacato dell’Orsa ha sottoposto all’agenzia sul tema della sicurezza a 360 gradi?

Nel recente incontro che abbiamo avuto con ANSF abbiamo segnalato e denunciato che il sistema ferroviario richiede il miglioramento degli attuali standard di sicurezza. Abbiamo evidenziato che questa segnalazione è contenuta nel recente documento nella corte dei conti in particolare quest’ultima riferisce che gli eventi (precursori) ovvero gli inconvenienti che in altre circostanze avrebbero potuto causare incidenti ferroviari, in Italia hanno un’incidenza del 40% rispetto ad una media dei Paesi U.E. dell’8%.

Ansf in merito alla sicurezza della circolazione ha il solo compito di far rispettare le normative ed introdurre misure mitigative al rischio vedasi riduzione di velocità in prossimità di PL non protetti e può emettere sanzioni nei confronti dei soggetti che non rispettano le norme. Purtroppo non ha altri poteri e non si occupa della sicurezza dei lavoratori che operano nel sistema dei trasporti.

Esistono squadre per prevenzioni disastri?

Purtroppo no. Dopo Livraga, dove incidente sembra causato da un errore umano dovuto ad un errato montaggio di un componente del deviatoio, abbiamo chiesto di dotare la rete di strumenti tecnologici per prevenire l’errore umano. A distanza di un anno non è successo nulla e non sono neanche stati fatti dei provvedimenti mitigativi per evitare il ripetersi di questi inconvenienti. Stessa cosa abbiamo chiesto di introdurre dispositivi tecnologici per segnalare l’indebito attraversamento dei PL, anche in questo caso nulla è stato fatto.

Quando fate uno sciopero, ormai c’è la convinzione da parte dei viaggiatori che voi non danneggiate l’azienda Trenord e non danneggiate Ansf che è  il principale responsabile della rigidità  sulla circolazione e troppa poca sicurezza sulla manutenzione.

Purtroppo è così. Molti viaggiatori non comprendono le motivazioni e le ragioni della nostra protesta bensì le conseguenze delle nostra azioni. Voglio evidenziare che la decisione di dichiarare uno sciopero non viene presa con leggerezza in quanto se da una parte i viaggiatori  subiscono disagi dall’altra i lavoratori hanno una perdita economica non indifferente. 

Certamente servirebbe una maggiore collaborazione e dialogo tra sindacati e utenti in particolare con le associazioni e comitati pendolari in quanto si potrebbero individuare delle azioni comuni. In Lombardia ci stiamo provando abbiamo anche condiviso un documento comune di analisi sul servizio svolto da Trenord che è stato inviato alla Regione. Purtroppo l’emergenza sanitaria ha bloccato l’iniziativa che personalmente mi auguro possa essere ripresa.

Una comune condivisione tra utenti – rappresentanti dei Lavoratori sulle cose da fare rappresenta una leva importante per migliorare il servizio e potrebbe portare certamente ad una riduzione degli scioperi.    

Riteniamo che la sicurezza sia un aspetto centrale nel dibattito politico e che l’attenzione debba essere altissima.

Ci sono state vittime e vite segnate.

La politica tenga alta la guardia e si ricordi le parole dell’ex Presidente Pertini “il  modo migliore di ricordare i morti è quello di pensare ai vivi”.

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