Trasporto pubblico milanese: le nuove tariffe ATM

Girava voce da un po’ e pochi giorni fa se n’è avuto la conferma: il Comune da settembre, dopo circa dieci anni, ha deciso di intervenire sui prezzi degli abbonamenti Atm. Il tutto perché la costruzione della nuova Metropolitana M5 comporta delle spese che pesano sul bilancio per decine di milioni di euro e Governo e Regione continuano a tagliare i contributi alla città, quindi per colmare le lacune si chiederà di più ai cittadini.

abbonamenti milano atm settembreNello specifico a partire dal 1 settembre l’abbonamento mensile costerà 35 euro, l’annuale 330 euro, il settimanale 10 euro e il giornaliero se avverranno ulteriori tagli dei fondi nel 2014 arriverà a costare 1.70 euro. Non mancano di certo le agevolazioni come nel caso degli Under 26 il cui mensile costerà 22 euro e l’annuale 200; gratuito invece l’abbonamento per gli Over65 con ISEE fino a 16mila euro, e quest’anno viene introdotta la novità per le donne Over60 e per gli uomini Over65: se si ha un ISEE tra i 16 e i 20mila euro l’abbonamento mensile è di 22euro e l’annuale di 200, se l’ISEE corrisponde a un valore che supera i 20mila euro l’abbonamento mensile costerà 30 euro e l’annuale 300. Inoltre, la promessa è quella di continuare ad assegnare i fondi per gli abbonamenti gratuiti dedicati a disoccupati, precari e cassintegrati attraverso bandi ad hoc.

Nonostante quest’aumento, Milano, resta la città italiana, accompagnata da Roma, con la tariffa dell’abbonamento mensile più economico, basti pensare che quello di Torino costa 38 euro e quello di Napoli 41,20. Ma al di là dei confronti che credo non facciano sentire il cittadino milanese più gratificato, i dati rilevano che dal 2010 è aumentata costantemente l’offerta del servizio pubblico.

Spero di non esser l’unica ad aver notato che la qualità del servizio non vada di pari passo agli aumenti sopra descritti. Punto primo non ci sono gli adeguati controlli: la gente scavalca i tornelli, o ci sono quelli che ti spingono per passare dietro di te a quelli automatici, sui tram molte ma molte persone soprattutto di diversa etnia non possiedono il biglietto. Punto secondo non esiste che, se viene indicato alle pensiline nelle tabelle degli orari che i tram passano ogni 10 o 11 minuti, sono costretta ad aspettarli 18 come rilevano poi i display, o nonostante paghi tanti soldi per questo eccelso servizio "faccio prima a farmela a piedi".

Prima di aumentare i costi, perché non ci si sofferma sulla qualità e su quanto si sa essere di parola? Confidando che l’orario estivo termini al più presto e che il rapporto qualità/prezzo diventi migliore, cari lettori vi lascio alle vostre riflessioni.

 

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