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Aeroporti di Milano: la storia di Linate e Malpensa

Gli aeroporti milanesi: Linate e Malpensa
Linate e Malpensa: due storie che cominciano entrambe agli albori dell'aviazione italiana.

Oggi partire con un aereo è divenuto usuale e, nella nostra regione, gli scali non mancano. Da Milano abbiamo l'aeroporto di Milano Linate e Milano Malpensa.

Chissà quanti che mi leggono avranno avuto modo di imbarcarsi in uno di questi due scali, ma quanti ne conoscono, anche se non approfonditamente, la loro storia?

Con questo articolo tento di rimediare alla lacuna, e per farlo inizio dalla storia dell'aeroporto di Linate.

La storia di Linate: dal Campo di Taliedo al Forlanini

L'aeroporto è intitolato a Enrico Forlanini (1848-1930), inventore, ingegnere e pioniere nel campo dell'aviazione: a lui si deve, nel 1877, uno dei primi voli documentati di un mezzo più pesante dell'aria a propulsione ad elica — un elicottero a vapore.

Lo scalo dista circa sette chilometri dal centro di Milano e collega le principali città italiane ed europee. Ha un solo terminal e due piste: una per il traffico commerciale, l'altra riservata all'aviazione generale.

Questo scalo deve la sua nascita a un precedente campo di aviazione, e precisamente al Campo di Taliedo che, all'epoca — siamo nel 1910 — si chiamava Aerodromo d'Italia ed era l'unico scalo per la città di Milano. Nel 1913 il campo divenne aeroporto militare del Regio Esercito, con le squadriglie del Battaglione Aviatori.

Già all'inizio degli anni Trenta il campo di Taliedo mostrava tutti i suoi limiti: troppo piccolo, ormai inadeguato per l'aviazione dell'epoca e circondato dalla città che avanzava. Si decise così di costruire un nuovo scalo sul territorio di Linate al Lambro, scelta che comportò l'abbattimento di diverse cascine storiche e la sottrazione di una vasta porzione di territorio comunale.

Il concorso per l'aerostazione fu vinto dall'architetto bolognese Gianluigi Giordani, che progettò un elegante edificio razionalista a due piani, concepito per servire sia l'aeroporto sia l'idroscalo: l'idea era un polo integrato tra velivoli di tipo diverso. Nel 1936 iniziarono i lavori dell'imponente hangar principale, una struttura a campata unica larga 235 metri e profonda 64.

L'inaugurazione avvenne il 21 ottobre 1937; lo scalo fu completato, con destinazione esclusivamente civile, nel 1938. Nel 1960 l'aeroporto venne notevolmente rinnovato e la pista fu prolungata fino al limite del fiume Lambro, causando l'interruzione della strada Paullese.

Perché si chiamava Taliedo

Il nome deriva dal fatto che la zona era tutta campagna, con moltissimi alberi di tiglio: in latino il tiglio è detto tilietum, e la trasformazione in "Taliedo" è facilmente comprensibile. Il nome fu poi assunto dalla cascina più importante della zona che, in seguito, lo estese a tutto il territorio circostante.

Malpensa: la storia di un "mal pensà"

Lasciamo Linate e parliamo di Malpensa, tra i principali aeroporti italiani. Comincio col dire che il nome deriva dalla vicina Cascina Malpensa, a Somma Lombardo, e la sua origine è una piccola beffa contadina.

Siamo alla fine del Settecento: la famiglia Tosi, industriali tessili di Busto Arsizio, acquista terreni nella brughiera grazie all'editto dell'imperatrice Maria Teresa d'Austria del 1779, che ordinava la vendita delle terre incolte a chi fosse intenzionato a renderle fertili. Ma il terreno era acido, arido, e faceva morire qualsiasi coltivazione — compresi i tentativi di coltivarvi il cotone.

I paesani, che probabilmente la sapevano più lunga degli industriali, definirono quell'idea un "mal pensà", cioè "mal pensata" in dialetto lombardo. Da lì al termine Malpensa il passo è breve. Ed è anche il motivo per cui, ancora oggi, si dice "la" Malpensa al femminile: perché il riferimento originario è alla cascina.

Curiosità: lo stesso toponimo si ritrova altrove in Lombardia — la Malpensata è un quartiere di Bergamo e il nome compare in diverse contrade del Lecchese.

aereo ita foto milanofreeI fratelli Caproni e i primi voli

Prima di diventare Malpensa, lo scalo fu conosciuto come Aeroporto Città di Busto Arsizio. Ma tutto comincia agli albori del Novecento, quando i fratelli Gianni e Federico Caproni cercavano una distesa di terreno sgombra da alberi per provare il loro prototipo. La brughiera di Malpensa era perfetta.

Il 27 maggio 1910, nella piana di Malpensa, decolla per la prima volta il Caproni Ca.1, il primo aeroplano di concezione e costruzione interamente italiane. Nelle vicinanze i Caproni costruirono anche la loro prima aviorimessa. Poco distante, negli stessi anni, Giovanni Agusta avviava le proprie attività, prima collaborando con Caproni e poi producendo in proprio.

Durante la Prima Guerra Mondiale Malpensa divenne un'importante scuola di volo e una base per la Regia Aeronautica. La Seconda guerra portò i suoi disastri: l'aeroporto fu utilizzato dai tedeschi e pesantemente bombardato.

Nel 1948 industriali e politici della zona, capeggiati dal cavaliere Benigno Ajroldi, si fecero carico del ripristino postbellico delle piste danneggiate: la pista fu allungata a 1.800 metri e venne allestita una piccola aerostazione, poco più di una baracca di legno. Nasceva così l'"Aeroporto Città di Busto Arsizio". Già l'anno seguente i passeggeri raggiungevano circa 12.300 unità.

Nel 1950 avviene il primo collegamento diretto con gli Stati Uniti, con New York. Nel 1952 il Comune di Milano, attraverso SEA, entra nella società fino ad assumerne il controllo. Nel 1960 l'aeroporto diventa intercontinentale.

I due scali oggi

Malpensa possiede due piste parallele lunghe 3.920 metri e larghe sessanta, ed è suddivisa in Terminal 1 e Terminal 2. Il Terminal 1 è servito da una stazione ferroviaria con il Malpensa Express, che collega l'aeroporto a Milano Cadorna, Milano Centrale e Porta Garibaldi. Ci sono poi i servizi di bus navetta che collegano lo scalo con la Stazione Centrale, con Linate, con Orio al Serio e con il Canton Ticino.

Linate, dal 2024, è collegato al centro città dalla metropolitana M4, la linea blu: la fermata "Linate Aeroporto" ha realizzato un progetto atteso per decenni, e ha reso lo scalo raggiungibile da San Babila in una manciata di minuti, senza traffico. Prima dell'apertura della M4, l'aeroporto si raggiungeva soltanto in auto o con i bus di superficie.

Tre barzellette sull'aereo

Voglio terminare l'articolo lasciandovi con tre divertenti barzellette che vedono protagonista proprio l'aereo.

  • Discorso intercettato tra torre di controllo e pilota. "Torre di controllo a pilota: altezza e posizione. Passo." "Pilota a Torre di controllo: sono alto 1,70 e sto seduto. Passo."
  • Un tizio telefona all'ufficio informazioni dell'aeroporto. "Quanto tempo impiega il volo Milano–Roma?" La centralinista: "Un attimo." E il tizio: "Grazie" e riattacca.
  • Ecco una simpaticissima battuta di Achille Campanile: "Qui giace L.M. pilota aviatore che, precipitando a terra, saliva al cielo."

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