A passeggio per Milano. Tra Barona e Navigli

navigli milanoIn questo periodo, in cui siamo nuovamente in lockdown, ci piace pensare a una bella passeggiata da fare in un pomeriggio assolato, magari godendoci le bellezze della nostra città e, poi, fermandoci a cena da qualche parte. Milano, in questo senso, offre moltissime opportunità.

Di quartieri in cui unire il piacere dell’Arte e della Cultura con quelli del cibo, a Milano, ce ne sono moltissimi. Il primo che prenderò in esame è una zona a cui, personalmente, sono molto legato per motivi di lavoro, ma che, spesso, ho frequentato anche al di fuori degli orari d’ufficio.

Ci troviamo lungo il Naviglio Grande, oltre Piazza Negrelli, in quel quartiere che, convenzionalmente, è ancora Barona ma che, oggi, specie pensando ai locali serali e ai ristoranti, è uniformato alla zona Navigli. 

Punto di partenza culturale e perno del quartiere è la graziosa chiesetta di San Cristoforo sul Naviglio, suggestiva non solo per la sua mole in cotto, ma anche per la sua posizione lungo il Naviglio, nei pressi del ponte ferroviario in ferro sopra Via Lodovico il Moro. San Cristoforo ha origini antiche, e la sua posizione non è casuale, visto che, lungo la direttrice del Naviglio, i pellegrini giungevano a Milano da Vigevano e dal Piemonte orientale. Si tratta di due chiese affiancate: una prima, della fine del secolo XII, a cui ne venne aggiunta una seconda, nel 1398, con funzione di Cappella Ducale eretta come voto per la fine di una carestia. L’interno della chiesa è un esempio dell’architettura gotica, e vi si conservano numerose tracce di affreschi di scuola lombarda tra la fine del ‘300 e l’inizio del ‘500. Leggenda vuole che… in questa chiesa, Lodovico il Moro, duca di Milano, abbia conosciuto, per la prima volta, la sua futura sposa Beatrice d’Este. In zona, degne di nota sono anche le altre due chiese, quella dei Santi Nazaro e Celso alla Barona, ottocentesca, e il Santuario di Santa Rita da Cascia, grandioso edificio di fine anni ’30.

Passando dal sacro al profano, la zona è ricca di opere di Street Art, in particolar modo lungo i muri che costeggiano le vie Festo e San Cristoforo: qui, l’associazione culturale We run the streets, ha realizzato un racconto su muro dedicato al grande fumettista milanese Guido Crepax e alla sua mitica eroina Valentina, icona sexy per generazioni di italiani, calandola nella dimensione del quartiere, in un percorso immaginato come strada d’ingresso al vicino MUDEC di Via Tortona. Altri esempi di Street Art sono su Via Schievano, all’angolo con Piazza Bilbao, e nella vicina Via Bussola, opere del collettivo Artkademy, oltre che sulla rampa nord del Cavalcavia don Milani. Proprio in corrispondenza di quest’ultimo, troviamo un bellissimo esemplare di ponte in ferro sul Naviglio, oggi esclusivamente pedonale ma, un tempo, non solo: si tratta del ponte che univa la vicina ferrovia Milano – Mortara - Alessandria con la più grande industria presente in zona, la Richard-Ginori. Il ponte venne eretto nel 1908 con la stessa tecnologia della Tour Eiffel di Parigi e del suo omologo ferroviario di Paderno d’Adda, con lo scopo di condurre il caolino, necessario alla produzione di ceramiche, dal vicino scalo di San Cristoforo allo stabilimento, in origine situato nell’isolato compreso tra il cavalcavia (oggi Viale Richard) e le vie Lodovico il Moro e Morimondo. Si tratta di un vero e proprio ponte girevole, con due livelli, uno pedonale e uno ferroviario, che venivano alzati e abbassati in corrispondenza del passaggio dei convogli diretti in fabbrica e che, una volta terminata l’operazione, consentiva nuovamente il transito delle imbarcazioni sul Naviglio. Oggi lo si può attraversare a piedi e, nelle belle giornate, dalla sua passerella, la vista spazia fino alla Darsena e ai campanili di Santa Maria delle Grazie al Naviglio e Sant'Eustorgio.

La zona conserva ancora alcune tracce della fabbrica di ceramiche e porcellane Richard-Ginori, stabilitasi in quest’area per la prima volta nel 1842 per iniziativa dell’industriale svizzero Jules Richard, che vi fece costruire anche un piccolo villaggio per gli operai, di cui, oggi, restano la palazzina di servizio, in stile déco, all’angolo tra Lodovico il Moro e Morimondo, ma, soprattutto, il bellissimo asilo di Via Watt, che ha mantenuto la funzione originaria.

Chi vive o lavora in zona, non può non notare la costante presenza di runner sull’alzaia o la presenza di vogatori che si allenano sul Naviglio. Proprio qui, hanno sede tre delle maggiori società di canottaggio milanesi, oggi trasformatesi in palestre e centri fitness, ma che hanno mantenuto, in parte, la loro funzione originaria. Particolare attenzione merita la Canottieri Milano, ospitata in un edificio eclettico di inizio ‘900 con ricordi Liberty e Rinascimentali, mentre la San Cristoforo organizza anche romantiche gite in gondola.

Dove mangiare e bere?

A questo punto… viene fame. Dove mangiare e bere? Un punto di riferimento è sicuramente la pizzeria Woodstock, nata nel 1969 e situata di fronte alla chiesa di San Cristoforo, rinomata per le sue pizze al trancio o per i suoi wurstel e salsicce “alla tedesca”, ma anche per il suo ricchissimo assortimento di birre da tutto il Mondo, dalle italiane artigianali fino alle belghe trappiste, alle inglesi e americane, oltre alle immancabili bavaresi.

Un altro posto dove si mangia bene è, più avanti verso Piazza Negrelli, sull’angolo con Via Guintellino, la Taberna Vasca, ristorante spagnolo che offre specialità prelibate, come paella e vari tipi di tortillas. Merita anche Boscogrosso, locale situato su Via Watt, che offre sia un ristorante (sulla sinistra) che un’enoteca (sulla destra), con una ricchissima offerta di carne e di vini.

Dopo cena, infine, ci sta, specie d’estate, un bel gelato: merita una tappa la Gelateria della Musica, situata proprio accanto allo storico Woodstock. All’interno, tra fotografie di personaggi famosi del mondo della Musica rock, si può scegliere una notevole varietà di gusti di gelato!

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