Abbazia di Polirone

polironeNella piazza del piccolo borgo di San Benedetto Po, in provincia di Mantova, si trova l’Abbazia di Polirone, considerata una della più belle del territorio mantovano e che nella sua storia ha subito molte radicali ricostruzioni.

Le origini dell’abbazia risalgono al XI secolo, quando vi fu, dopo la vittoria alle Crociate, un rinnovato entusiasmo cristiano per tutta l’Europa, spingendo alla costruzione di nuove chiese, spesso destinate al culto dei santi locali.
Probabilmente fu proprio questo a persuadere i signori di Mantova a erigere l’abbazia, allora un edificio modellato sulle strutture romaniche e gotiche tipiche del periodo, ma di cui oggi non ci rimane più nulla.
Nel corso dei secoli il complesso subì numerose alterazioni, verso il 1130 la chiesa venne ricostruita secondo la tipologia cluniacense, motivo a cui si deve il soprannome di Cluny d'Italia.
fino a quando nel 1419 divenne parte della congregazione riformata di Santa Giustina, che aveva sede a Padova, e fu  trasformato in un edificio dalla chiara impronta gotica, con volte a crociera e quattro cappelle in ogni lato, oltre a un tiburio esterno ottagonale.
Per un secolo l’abbazia rimase immutata fino a quando, nel 1538, non venne affidata all’abate Gregorio Cortese, che decise di far demolire la vecchia chiesa e di far erigere un nuovo edificio, per rispettare le ultime volontà della marchesa Lucrezia Pico della Mirandola, che aveva chiesto questo come condizione per donare i suoi possedimenti ai monaci.
Come architetto per il nuovo complesso venne scelto Giulio Romano, che non solo era un grande amico dell’abate, ma che in quel periodo viveva proprio a Mantova per lavorare al Palazzo del Tè.
Per due anni, dal 1539 fino alla fine del 1540, Romano seguì alacremente il cantiere dell’abbazia, che aveva concepito come una sorte di “rivestimento” per le strutture del vecchio complesso, cercando di mantenere il più possibile le forme originarie, per non scontentare sia i cattolici che i laici, poco propensi all’abbattimento dell’abbazia.
Nel 1547, un anno dopo la morte di Giulio Romano, finalmente i lavori vennero completati e l’abbazia nella sua nuova veste venne solennemente inaugurata alla presenza della famiglia Gonzaga.

polironeAncora oggi il complesso è visitato da turisti provenienti da ogni parte del mondo, che possono ammirare questo gioiello medievale – rinascimentale.

Chi entra nella chiesa abbaziale, cuore del complesso, subito può notare le volte della navata centrale e del deambulatorio, oltre al soffitto riccamente decorato, alla maestosa cupola, posizionata sopra l’altare maggiore, risalente al Settecento, e al rosone centrale.
Da visitare inoltre  il tesoro spirituale, con oggetti simbolici donati ai monaci nel corso dei secoli, l’oratorio di Santa Maria, con un bellissimo mosaico pavimentale di stile romanico, la tomba della duchessa Matilde in alabastro e il coro in legno intagliato.
Oltre la chiesa sono da vedere il Refettorio, con un affresco del giovane Correggio raffigurante l’Architettura e il Chiostro degli Abati, porta d’accesso per il Museo Civico Polironiano, che offre il quadro della vita contadina nelle campagne mantovane agli inizi del Novecento.
Inoltre  da ricordare la collezione dedicata alla storia del monastero e quella, conservata nelle cantine, di antichi carri agricoli reggiani e modenesi.

Come arrivare
Per arrivare a San Benedetto Po si utilizza l’autostrada A4 Milano – Venezia, a Verona immettersi sulla A22, poi si esce all’uscita Mantova Sud.

ABBAZIA DI POLIRONE
piazza T. Folengo 22
46027  San Benedetto Po
0376623036
Orari martedì-domenica 9-12, martedì, giovedì, sabato e domenica anche 15-18

 

 

 

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