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Affrontare un colloquio in inglese: non è solo questione di lingua

inglese speak englishChe si cerchi di lavorare in Italia o all'estero, capita sempre più di frequente di dover affrontare parte del colloquio parlando in inglese. Ciò già di per sé rende ancora più stressante la situazione per via della difficoltà di dover parlare in una lingua che non è la propria, ma non è solo a quello che si dice e alla pronuncia che bisogna fare attenzione, perché il linguaggio del corpo viene particolarmente preso in considerazione dai responsabili delle risorse umane nel mondo anglosassone.

A tal proposito i docenti madrelingua della scuola di inglese di Milano Porta Romana Wall Street English ci hanno fornito qualche utile consiglio per non farsi cogliere impreparati in questa occasione.

Se è vero che in un colloquio in inglese conta soprattutto ciò che si dice e come viene detto, bisognerebbe comunque prestare attenzione anche quello che non si dice. Ci riferiamo in questo caso a un aspetto secondario della comunicazione che gioca un ruolo importante in sede di colloquio e cioè la sfera del linguaggio non verbale del nostro corpo: non è inusuale infatti che, per quanto efficaci possano essere le parole sul nostro interlocutore, un atteggiamento che comunichi insicurezza o nervosismo finisce per avere la peggio sul risultato del colloquio.
I cittadini di Sua Maestà prestano infatti parecchia attenzione ai dettagli non verbali. Ammansiteli con un sorriso rassicurante, accompagnato da una stretta di mano ferma (ma non stritolate quella del vostro recruiter in una morsa ferrea!). Accomodatevi al vostro posto e mantenete la schiena dritta; cercate di non apparire insicuri o tesi, ed evitate di essere rigidi. Al tempo stesso, però, non lasciatevi andare sulla sedia sembrando disinteressati o superficiali. Se può aiutarvi, inclinatevi leggermente in avanti per mostrare interesse e concentrazione.
Nel colloquio in inglese bisogna evitare di giocherellare con gioielli, cravatte e acconciatura. Si tratta di azioni che trasmettono tensione e nervosismo, oltre a distogliere l’attenzione dal discorso e a farvi apparire poco interessati. Attenzione anche alla postura di braccia e mani: meglio non incrociare le prime, lasciando trasparire chiusura e poca volontà di comunicare; tenete invece le seconde aperte e con i palmi rivolti verso l’alto, dimostrando al vostro interlocutore onestà e apertura alle proposte. Gli italiani tendono a gesticolare parecchio e la maggior parte degli inglesi ne è ormai a conoscenza, ma è meglio non fare troppo affidamento sulla loro comprensione. Ricordate che il focus della conversazione sono le vostre parole – insomma, non trasformate il colloquio in inglese in un convegno per sordomuti! È fondamentale il contatto visivo diretto, da mantenere il più a lungo e il più naturalmente possibile così che l’interesse e il flusso di informazioni rimangano costanti durante la conversazione.
Da non sottovalutare è l’aspetto dell’abbigliamento: a meno che l’azienda non richieda espressamente di fare altrimenti, presentatevi ad un colloquio in inglese con una buona dose di professionale, sobria formalità. Non è facile cercare di vestirsi in modo abbastanza comodo e formale nello stesso tempo, ma è la scelta migliore. La semplicità è sempre una buona parola d’ordine in questi casi.

Un gentile ringraziamento per i consigli alla scuola di inglese di Milano Porta Romana Wall Street English, Viale Sabotino, 16 (ang. Via Agnesi) (MI) - Tel: 02.56.81.41.27 Sito web: http://www.wallstreet.it/scuola-inglese-milano-porta-romana/

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