Arluno: storia e arte

arluno piazzaQuesta volta, il comune considerato, è quello di Arluno.
La pronuncia milanese è Arlùn, arlunesi gli abitanti.
I santi patroni sono San Pietro e Paolo.
Sulla derivazione del nome non v’è chiarezza assoluta, chi lo vuole derivare dal celtico o gallico, chi dal latino, con significato di “altare della luna”, chi da un’antica famiglia insubre.  
Sappiamo per certo che tre piccole chiese erano presenti nell’anno 1200, così come l’identificazione di un’antica iscrizione rintracciata su una formella e che riporta una data in numeri romani, precisamente quella del 1455 – MCCCCLV.
Un “Bruett”, che richiama il più conosciuto Broletto milanese, era presente in Arluno, costruito per ordine della famiglia Litta. Nel Diciassettesimo secolo fu la nobile famiglia dei Pozzobonelli a infeudare il comune.
Dobbiamo arrivare alla prima metà dell’Ottocento perché si avviasse una vera attività industriale, occupazione legata alla produzione della seta e del cotone, grazie alla presenza di filande nel territorio comunale. Un’altra attività in auge era l’allevamento del bestiame da latte.
Voglio ricordare subito alcuni personaggi illustri che hanno condiviso la loro permanenza ad Arluno; inizio con il poeta, scrittore e patriota, Silvio Pellico, il quale assumerà l’incarico d’istitutore per i figli del conte Porro Lambertenghi, che fondò la rivista, il Conciliatore, con Pellico e altri illustri personaggi.
Un altro personaggio fu Giuseppe Parini, abate e poeta, che trascorse del tempo nella Villa Marliani poi Villa Taroni.

Che cosa è possibile vedere visitando Arluno? Inizio col presentare alcuni interessanti edifici.

Palazzo Pestalozza, ex Palazzo Pozzobonelli Scala, si trova in pieno centro storico, nelle vicinanze della Chiesa parrocchiale. Il palazzo presenta una formazione a “U”, con presenza di una bella cancellata in ferro battuto. La sua costruzione risale al Settecento, anche se sono state apportate modifiche nell’Ottocento in stile neoclassico.

Palazzo Pozzobonelli Porro Lambertenghi Dell’Acqua. Costruzione Settecentesca voluta dalla famiglia Pozzobonelli, residenza anche del Pellico. Dopo varie traversie, il Palazzo divenne, nel 1925, sede del Cotonificio dell’Acqua, che ne farà abitazioni per i propri dipendenti. Anche questo Palazzo, come il precedente, presenta una costruzione a “U”, con particolare interesse per la presenza di una meridiana e di una piccola Torre panoramica, usata, nei tempi passati, come piccionaia.

Villa Bolognini. L’edificio è edificato nel 1689 dal marchese Giuseppe Bolognini, in seguito, dopo vari passaggi di proprietà, è oggi pertinenza della “ Fondazione Giuseppe Restelli Onlus”, la quale si occupa di anziani, disabili e ammalati. La Villa conserva caratteristiche originarie delle tipiche cascine lombarde, e si trova nella frazione Poglianasca.

Villa Taroni. Edificata su un edificio risalente al XII secolo nel periodo rinascimentale, e che sino agli anni Trenta è stata sede del Municipio e delle scuole elementari, fu completamente abbattuta negli anni 60 del novecento.

Collegio delle Figlie del Sacro Cuore. Questa struttura, voluta nel 1854, fu insediamento di questa Congregazione, la quale aprì la prima scuola elementare per ragazze offrendo ospitalità anche ad altre congregazioni religiose femminili e sede di un oratorio. In questo Collegio maturò la vocazione religiosa Francesca Saverio Cabrini, che sarà proclamata Santa nel 1946 da Papa Pio XII. Attualmente la struttura è sede dell’Oratorio parrocchiale.

Mulino Mario Moroni. Purtroppo del Mulino, edificato nel 1892, rimane solo una contrada del Palio di Arluno. Negli anni 20 del Novecento si costruì un lavatoio, situato su un lato del Canale Villoresi, poi in seguito a lavori, fu completamente distrutto. Nel 2014 la Pro Loco del paese si è proposta la ricostruzione di questo manufatto storico. È possibile la visita ad alcune cascine.

Cascina Poglianasca. Si trova sulla SP229 che collega Arluno con Pogliano Milanese. La cascina è ora di proprietà dell’Ospedale Maggiore di Milano. Cascina Frisasca. È una struttura agricola del XVI secolo, ristrutturata negli anni ottanta e inserita nel piano regionale di conservazione ambientale.  Cascina Gomarasca. Già esistente nel 1500 e tuttora abitata, si trova sulla SP 34, al confine con Vittuone.

Cascina Radice o cascina Adele. Costruita nel 1857 finì con l’essere abbandonata poi, nei primi anni ’90 dello scorso secolo fu restaurata, divenendo un pregevole complesso abitativo immerso nel Parco del Roccolo.

Dedichiamo adesso un po’ di tempo per la visita ad alcune chiese.

Chiesa dei Santi Pietro e Paolo. Edificata nella seconda metà del Settecento e commissionata dal cardinale Pozzobonelli, arcivescovo di Milano. Merita sicuramente una visita.

Chiesa di Sant’Ambrogio. Costruita nel XV secolo, fu anche ricovero per gli appestati, che venivano sepolti nel terreno circostante. L’ultima ristrutturazione risale agli anni 2008, divenendo parte del Centro diurno per anziani.

Chiesetta dell’Assunta e Oratorio Sant’Antonio di Padova. Della prima si ha testimonianza scritta della sua presenza già nel 1250. Nel 1973 fu demolita per permettere la costruzione di un complesso residenziale. La seconda, eretta nel XVIII secolo, fu devoluta all’Ospedale Maggiore di Milano. Nel 1996, ormai pericolante, fu abbattuto per far posto ad abitazioni.

Alcuni eventi che si tengono in Arluno. La prima Domenica di settembre si svolge la Festa delle Contrade, mentre nel terzo sabato è la Fiera di settembre con sagra della “Buseca”, ovvero la trippa. Nella quarta Domenica, sempre di questo mese, si svolge il Palio delle Contrade.

Arluno si può raggiungere percorrendo l’A4 Milano - Torino, con uscita Arluno, oppure dalla ferrovia Pioltello-Milano-Novara, o con gli autoservizi della linea Movibus.  

 

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