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Raccolta castagne vicino Milano 2026: dove andare, quando e le regole

Castagne appena raccolte nel sottobosco con i ricci aperti
Da fine settembre a novembre i castagneti lombardi si riempiono: bastano un'ora di auto da Milano e un paio di guanti robusti.

Foglie che scricchiolano, profumo di sottobosco e il sacchetto che si riempie: la raccolta delle castagne è la gita d'autunno più semplice che ci sia, e a un'ora da Milano ci sono boschi che ne danno in abbondanza. Serve però sapere dove si può raccogliere davvero — perché non tutti i castagneti sono liberi — e quando, perché la stagione cambia di settimane a seconda dell'altitudine.

Quando andare: la stagione per altitudine

In Lombardia i castagneti stanno tra la fascia collinare e i 1.200 metri circa, e la maturazione scala con la quota. Regola pratica: più si sale, più tardi si raccoglie.

  • Fine settembre: partono le quote più basse e le varietà precoci. Spesso c'è ancora poco in terra.
  • Prima metà di ottobre: il momento migliore in Brianza, sul lago di Como e nel Varesotto. È la finestra in cui conviene andare.
  • Seconda metà di ottobre: tocca alle valli — Valsassina, Val Brembana, Valtellina.
  • Inizio novembre: ultime raccolte, meteo permettendo. Dopo le prime gelate la qualità cala in fretta.

Il fattore che decide più di tutti è la pioggia: dopo due giorni di pioggia e vento il terreno si copre, mentre in una stagione secca i ricci restano attaccati più a lungo. Se puoi scegliere, vai il giorno dopo una perturbazione.

Dove andare vicino Milano

Tutte raggiungibili in giornata, ordinate per distanza approssimativa da Milano.

  • Parco di Montevecchia e Valle del Curone (LC) — circa 40 km. Castagneti e sentieri dolci, il più adatto alle famiglie e il più comodo in assoluto.
  • Parco Pineta di Appiano Gentile e Tradate (VA/CO) — circa 40 km. Rete di sentieri ben segnalati e aree attrezzate per la sosta.
  • San Genesio e Colle Brianza (LC) — circa 45 km. Boschi panoramici sopra la Brianza, accessi comodi dalla strada.
  • Canzo e Prim'Alpe (CO) — circa 60 km. Il Sentiero dello Spirito del Bosco unisce castagneti e sculture in legno: piace molto ai bambini.
  • Val di Muggio e Cavallasca (CO) — circa 60 km. Percorsi facili verso il confine svizzero.
  • Parco Campo dei Fiori (VA) — circa 65 km. Boschi accessibili dal versante di Cerro; attenzione ai cartelli nelle aree di castanicoltura coltivata.
  • Valsassina (LC) — circa 80 km. Esino Lario, Casargo e dintorni: castagneti storici con scorci alpini.
  • Val Brembana e Val Taleggio (BG) — circa 80 km. Castagneti estesi e borghi di pietra, ottimi da abbinare a un pranzo in valle.

Prima di partire vale sempre un controllo sul sito del Parco o del Comune: alcune aree hanno regolamenti propri, e in certe zone la raccolta è riservata ai residenti o ai consorziati.

Le regole: dove si può e dove no

La materia è regolata dalle norme forestali regionali, e il principio di fondo è semplice: il castagno ha quasi sempre un proprietario. Ecco cosa sapere.

  • Castagneti da frutto coltivati: la raccolta libera è vietata senza il consenso del proprietario, anche quando il castagneto sembra abbandonato o i frutti non vengono raccolti. Si riconoscono dagli alberi innestati, dal sottobosco ripulito e spesso da recinzioni o cartelli.
  • Boschi liberi e non recintati: qui la raccolta per uso personale è generalmente tollerata, nel rispetto dell'ambiente e delle eventuali ordinanze locali.
  • Terreni privati: serve il consenso del proprietario. Sul patrimonio agro-forestale regionale può essere richiesta una concessione.
  • Parchi pubblici e giardini comunali: raccogliere frutti è vietato — sono beni della pubblica amministrazione, e se si danneggia la pianta la cosa si aggrava.
  • Aree rimboschite di recente: la raccolta dei prodotti del sottobosco è vietata nei primi cinque anni dall'impianto.
  • Quantità: non esiste un limite regionale unico, ma i regolamenti locali ne fissano spesso uno — l'indicazione più diffusa è intorno ai 2 kg al giorno a persona per uso personale. Per la raccolta a fini commerciali servono autorizzazioni specifiche.

Una differenza che genera confusione: per i funghi esistono tesserini, contributi e regole proprie, diverse da quelle delle castagne. Non sono la stessa cosa.

Le ordinanze comunali e i regolamenti dei parchi cambiano di anno in anno: quanto sopra vale come orientamento generale, la verifica sul sito dell'ente competente resta necessaria.

Come raccoglierle bene

  • Guanti robusti, non da giardinaggio leggero: i ricci pungono davvero. Scarponcini con suola scolpita e pantaloni lunghi.
  • Cesto di vimini o sacco di juta invece dei sacchetti di plastica: le castagne devono respirare, altrimenti ammuffiscono in un giorno.
  • Niente rastrelli o uncini: danneggiano il sottobosco e le radici superficiali. Si raccoglie a mano, aprendo i ricci con la punta della scarpa.
  • Scarta subito quelle con fori (segno di larva), quelle troppo leggere e quelle già scure. Un buon test: quelle che galleggiano in acqua si buttano.
  • Orari: mattino presto o tardo pomeriggio. Nei weekend di ottobre i castagneti più noti si affollano.
  • Con i bambini: itinerari brevi, sotto i 5 km, e rientro prima del buio, che a ottobre arriva presto.

Castagna o marrone: come distinguerle

Sono due cose diverse, anche se al mercato la parola "marrone" viene usata con generosità.

  • Castagna: frutto del castagno selvatico. Nel riccio ce ne sono tre, quella centrale schiacciata sui due lati. Buccia più scura, pellicina che penetra nella polpa e la divide.
  • Marrone: frutto di varietà coltivate e innestate. Di norma uno o due per riccio, più grande, di forma regolare e con la buccia più chiara e striata. La pellicina si stacca facilmente e la polpa resta intera — per questo è il frutto dei marron glacé.

Nei boschi liberi si trovano castagne; i marroni vengono quasi sempre da castagneti coltivati, che sono proprio quelli dove non si raccoglie senza permesso.

Cosa farne una volta a casa

Le castagne fresche durano pochi giorni. Due metodi tradizionali per allungare la vita:

  • Immersione in acqua fredda per 3-4 giorni (la "novena" nella versione lunga), cambiando l'acqua ogni giorno e scartando quelle che galleggiano. Poi si asciugano bene all'aria: si conservano molto più a lungo.
  • Congelatore: dopo averle incise, si congelano crude. Si cuociono direttamente da surgelate e si sbucciano anche meglio.

Per le caldarroste, l'incisione va fatta sul lato bombato e deve tagliare la buccia ma non la polpa. E dopo la cottura, avvolgerle in un panno umido per dieci minuti: si sbucciano senza bestemmiare.

Se preferisci le sagre

Chi non ha voglia di cercare il bosco giusto trova le caldarroste già pronte: tra fine settembre e novembre la Lombardia è piena di feste della castagna, spesso nei borghi più belli. Il calendario aggiornato, con date e come arrivare, è nella guida alle sagre d'autunno in Lombardia.

Con i bambini, invece, le castagnate in Lombardia sono la soluzione più semplice: raccolta organizzata, laboratori e merenda inclusa.

Domande frequenti

Quando si raccolgono le castagne in Lombardia?

Tra fine settembre e inizio novembre, con la maturazione che scala con l'altitudine: prima le zone collinari di Brianza, Como e Varese, poi le valli. Il periodo migliore per la fascia vicino a Milano è la prima metà di ottobre, meglio ancora nei giorni successivi a una pioggia.

Quante castagne si possono raccogliere?

Non esiste un limite regionale unico: sono i regolamenti locali di comuni, parchi e consorzi a fissarlo, e l'indicazione più diffusa è intorno ai 2 kg al giorno a persona per uso personale. Prima di partire conviene controllare il sito dell'ente che gestisce l'area.

Si può raccogliere in un castagneto coltivato?

No, non senza il consenso del proprietario: vale anche se il castagneto appare abbandonato o se i frutti restano a terra. Si riconosce dagli alberi innestati e dal sottobosco ripulito.

Servono permessi o tesserini?

Per le castagne non è previsto un tesserino regionale come quello dei funghi. Possono però esserci regolamenti, canoni o limiti stabiliti a livello locale, e nei terreni privati serve sempre l'assenso del proprietario.

Come si conservano dopo la raccolta?

Fresche durano pochi giorni. Il metodo tradizionale è l'immersione in acqua fredda per tre o quattro giorni cambiando l'acqua ogni giorno, scartando quelle che galleggiano, e poi un'asciugatura completa. In alternativa si congelano crude dopo averle incise.

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