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Castano Primo alle origini della leggenda dell’Innominato

castano 1Molte località della Lombardia sono legate ai Promessi Sposi e in molti casi si è cercato, a torto o a ragione di ritrovare nella realtà, quello che forse il Manzoni aveva solo immaginato.

Le origini di Castano Primo, piccolo borgo milanese quasi ai confini della provincia di Pavia, risalgono all’alto Medioevo, quando nel 712 d. C. il re longobardo Liutprando donò alcune terre al monastero pavese, che lo affidarono ad alcuni contadini.
In quello stesso periodo fu eretto un castello, che si trovava dove oggi, è collocata l’attuale chiesa parrocchiale e che venne immortalato nello stemma del Comune, raffigurante un castagno e una torre vicino a un corso d’acqua.
Con l’arrivo di Federico Barbarossa in Italia, il piccolo paese fece parte della lega lombarda e combatté nella battaglia di Legnano, storico scontro che vide la sconfitta dell’imperatore tedesco.
All’inizio del Trecento, Castano ricevette il titolo di borgo, mentre nel Cinquecento il paese venne annesso ai domini dei Visconti di Brignano, che lo governarono fino al 1717.
Uno degli esponenti più noti della famiglia fu il nobile Francesco Bernardino Visconti, che, secondo la leggenda, fu una delle principali fonti d’ispirazione per la figura dell’Innominato, il malvagio nobile dei Promessi Sposi del Manzoni.
Alla fine del Settecento Castano divenne uno dei tanti paesi sottomesso prima ai Francesi di Napoleone e poi agli Austriaci.
Nel 1859, poco dopo la battaglia di Magenta, il paese rischiò di essere distrutto in uno scontro tra i franco – piemontesi e gli austriaci, ma alla fine non avvenne nulla, forse grazie all'intercessione del Santo Crocefisso custodito nella chiesa parrocchiale.
Il 26 febbraio del 1945 Castano venne duramente colpito dalla repressione dei tedeschi in fuga dalla Linea Gotica, quando tre giovani partigiani furono fucilati sulla piazza pubblica.
Chi arriva a Castano Primo ha un’ampia scelta di monumenti e chiese da visitare, tutte legate alla storia millenaria del paese.


castano 2Tra le chiese da vedere la parrocchiale dedicata a San Zenone, rifatta più volte nel corso dei secoli fino ad arrivare all’attuale aspetto nel Settecento, dove si trova il Santo Crocefisso, che venne portato a Castano dal nobile Rodolfo della Croce dopo un suo viaggio a Gerusalemme, la Chiesa di San Gerolamo, prima consacrata a San Bartolomeo, di stile rinascimentale, la cinquecentesca chiesetta di San Rocco e quello di Santa Maria in Agro che fu eretta nel 974.
Nel Museo civico si trovano gli affreschi della Via Crucis, dipinti da Gaetano Previti alla fine dell’Ottocento, mentre tra le cascine locali spicca Palazzo Rusconi, eretto alla fine del Seicento.

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