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Falseum a Verrone (Biella): il Museo del Falso, orari

Ebbene, tra i tanti musei presenti nella nostra bella Penisola, esiste anche questo: il Museo del Falso e dell’Inganno, meglio noto come Falseum. È un museo davvero originale, che invece di esporre oggetti contraffatti porta il visitatore a esplorare una realtà che realtà non è, perché appartiene a ciò che è falso, opportunamente alterato, mistificato. Tra le sue sale si incontrano bugie celebri, truffe ingegnose, inganni scientifici, illusioni ottiche e le fake news di oggi e di un tempo passato.

Falseum a Verrone (Biella): il Museo del Falso, tra sale, orari e bigliettiIl museo e il castello

Per visitare questo interessante museo dobbiamo raggiungere Verrone, un piccolo comune in provincia di Biella, in Piemonte, e precisamente il suo castello, un maniero di origine medievale appartenuto ai conti Vialardi e poi al botanico Maurizio Zumaglini. Il museo occupa l’ala sud-est, con sale decorate tra Sei e Settecento, mentre nell’ala nord è ospitata una collezione di oggetti e utensili del mondo contadino.

Il Falseum è stato inaugurato l’11 settembre 2015 su iniziativa del Comune di Verrone (il progetto risale al 2009 ed è ispirato al libro Sarà vero di Errico Buonanno) e viene presentato dal museo stesso come il primo in Italia interamente dedicato al falso.

Le sale del percorso

Conosciamo allora il percorso. Le sale da visitare sono sette e, come precisa il museo stesso, la loro numerazione è volutamente sfalsata: un piccolo falso anche questo, ovviamente.

  • Sala 3 – Il Regno del Falso: introduzione al museo, con la Quadrisfera, un’installazione multimediale che avvolge il visitatore, a 360°, in immagini e suoni.
  • Sala 5 – Il Falso Scientifico: alla scoperta del metodo scientifico.
  • Sala 6 – La Fabbrica del Falso: il falso che ha fatto la storia.
  • Sala 8 – La Voce che corre: il sottile confine tra calunnia e leggenda.
  • Sala 9 – La Torretta: i Protocolli dei Savi di Sion. (I Protocolli dei Savi di Sion sono un celebre falso antisemita, fabbricato in ambienti della polizia segreta zarista tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento per alimentare l’odio verso gli ebrei e screditare i sistemi politici liberali.)
  • Sala 10 – Il Falso Fotografico e Giornalistico: vedo quindi credo, la verità per immagini.
  • Sala 11 – Il Gran Finale: la realtà non basta all’uomo, ma il sogno deve essere responsabile.

Come si può evincere dall’elenco delle sale, un itinerario davvero interessante e affascinante, che porta a riflettere sul comportamento umano.

Il concetto di falso

Inventare, ingannare, falsificare è cosa umana dalla notte dei tempi, e i visitatori del museo potranno rendersi conto di come l’abilità umana – non sempre a fin di bene – sappia alterare, con un’abilità davvero sorprendente, la verità. Visitando ogni sala non si può non porsi interrogativi e domande, le cui risposte possono essere a volte sorprendenti.

È necessario però rilevare un distinguo nella definizione di falso: esiste infatti una differenza tra il dire “Questo è falso” e dire “Questo è un falso”. Proviamo a entrare nel merito per meglio capire.

Questo è falso, col significato che ciò di cui stiamo parlando non è vero, autentico o corrispondente alla realtà (qui falso è un aggettivo):

  • Quello che hai detto è falso, ossia non è vero.
  • Questo documento è falso, ossia non è autentico.
  • Questa notizia è falsa, ossia la notizia non è vera.
  • Questo racconto è falso, ossia non corrisponde ai fatti.
  • Questa firma è falsa, ossia non è autentica.

Questo è un falso, col significato di falsificazione, di cosa falsa, di un oggetto non autentico (qui falso è un sostantivo):

  • Quel quadro è un falso, ossia realizzato come imitazione e spacciato per autentico.
  • Quel documento è un falso, ossia è un documento volutamente falsificato.
  • Quella lettera è un falso, ossia è stata falsificata.
  • Quella moneta è un falso, ossia è una moneta contraffatta.
  • Quel testamento è un falso, ossia è stato scritto falsificandolo.

Questo ci fa capire, e il museo lo esprime molto bene, quanto il falso ha pesato nella storia umana, spesso in senso negativo ma anche in senso positivo. Possiamo affermare che la visita a questo interessante e istruttivo museo offra un’arma di autodifesa contro le troppe imposture odierne, e diventi un invito alla responsabilità sulla necessità di agire, in ogni campo, per il bene proprio e dell’intera umanità.

Informazioni pratiche

  • Dove: via della Valletta 1, 13871 Verrone (BI).
  • Quando: il museo è aperto il sabato, la domenica e nei giorni festivi, dalle 10:30 alle 13:30 e dalle 14:30 alle 19:30. L’ingresso comprende la visita guidata, con partenze alle 10:30, 12:00, 15:00, 16:30 e 18:00. Non serve prenotare, ma è consigliato per i gruppi numerosi.
  • Biglietti: intero 7 euro; ridotto 6 euro (under 18, over 65, soci Touring Club, Abbonamento Musei Torino Piemonte); gruppi 5 euro a persona (da 15 a 25 persone); gratuito per i bambini sotto i 10 anni accompagnati da un adulto. Sono previsti anche pacchetti famiglia. Prezzi e orari possono cambiare: verifica sempre sul sito del museo (falseum.com) prima di partire.
  • Contatti: telefono 015 4193082 oppure 338 8872852, e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
  • Da Milano: Verrone si raggiunge in poco più di un’ora di auto (circa 95 km), ideale per una gita fuori porta nel weekend: autostrada A4 Milano-Torino, uscita Carisio, poi SS230 in direzione Biella, lungo la quale si trova Verrone.

Dopo la visita: sapori piemontesi

Dopo aver dato queste informazioni non posso tralasciare di fornire alcuni consigli sulla cucina piemontese, anche perché lo stomaco reclama la sua quotidiana razione. Vi presento alcuni piatti tipici (questi, garantito, non sono un falso):

  • Bagna cauda: conosciutissima salsa preparata con aglio, olio e acciughe, da servire bollente, in cui si intingono verdure lesse o crude.
  • Bagnet: salsa per accompagnare i bolliti, con diverse varianti.
  • Capunet: involtini di foglie di verza (in alcune versioni di bietola), ripieni di carne, uova, formaggio e pane.
  • Panissa: risotto ricco preparato con fagioli borlotti, cotiche di maiale, salamino grasso e lardo.
  • Polenta concia: polenta arricchita con burro e formaggi tipici del luogo.

A questo punto non mi resta che augurare una buona visita a questo museo e un buon appetito dopo la piacevole visita.

Domande frequenti

Quando è aperto il Museo del Falso di Verrone?

Il sabato, la domenica e nei giorni festivi, dalle 10:30 alle 13:30 e dalle 14:30 alle 19:30, con visite guidate alle 10:30, 12:00, 15:00, 16:30 e 18:00.

Quanto costa il biglietto del Falseum?

Il biglietto intero costa 7 euro, il ridotto 6 euro e i gruppi pagano 5 euro a persona. I bambini sotto i 10 anni accompagnati entrano gratis. Verifica le tariffe aggiornate sul sito del museo.

Dove si trova e come si arriva da Milano?

Il museo si trova nel Castello di Verrone, in via della Valletta 1, in provincia di Biella. Da Milano si percorre l’A4 in direzione Torino, si esce a Carisio e si prosegue sulla SS230 verso Biella: sono circa 95 km, poco più di un’ora in auto.

Serve prenotare la visita?

Per i visitatori singoli non è necessario, perché le visite guidate partono a orari fissi. La prenotazione è consigliata per i gruppi numerosi.

Cosa si vede al Museo del Falso?

Non espone oggetti contraffatti, ma racconta i meccanismi dei falsi del passato con installazioni, pannelli e postazioni multimediali, in sette sale che vanno dal falso scientifico alle fake news di oggi.

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