Grazzano Visconti: gita fuori porta nel borgo medievale

Non è proprio in Lombardia, ma qualche chilometro in più, verso Piacenza, valgono senz’altro la sensazione di ritrovarsi in un borgo del quattrocento. Certo dev’essere una bella giornata e si può girare, girare…..
 
grazzano viscontiLa prima volta in cui viene nominato il paese di Grazzano Visconti, situato a metà strada tra Milano e Piacenza, risale all’anno Mille, in una serie di documenti riguardanti alcune donazioni di terre al Monastero di San Savino di Piacenza.
Nel 1414 l'Imperatore Sigismondo concesse a Bernardo Anguissola i castelli della Riva, Montesanto e Grazzano. 
Il privilegio non ebbe effetto fino a quando  nel 1438 non fu confermato dal duca di Milano Filippo Maria Visconti assieme a un diritto di regalie che ne permise l'indipendenza dal Comune di Piacenza.
Dopo una serie di controversie, nel 1459, il feudo venne affidato dal duca Francesco Sforza a Giovanni Anguissola e alla sua sposa Margherita Pallavicino.
Nel 1576 il castello, con le sue terre e tutti i diritti feudali e giurisdizione, venne ceduto al cugini Teodosio e Alessandro Anguissola, che già possedevano il feudo di Vigolzone.
Verso il 1870 la morte di Filippo Anguissola lasciò tutti i beni di famiglia nelle mani della madre Francesca Visconti , che in seguito cedette tutto al nipote Guido Visconti
Ma fu il figlio di Guido, Giuseppe, a concepire il progetto di edificare un complesso edilizio in stile quattrocentesco, assieme all'architetto Alfredo Campanini, con cui in soli due anni trasformò in realtà il suo sogno. 
 
Il castello, allora dotato di tre torri rotonde ed una quadrata, divenne un edificio sviluppato su tre piani, con richiami gotici e varie merlature, mentre il fronte principale venne sormontato da un ingresso ad arco acuto con uno stemma in pietra con le insegne viscontee. 
Le aree che costituiscono il parco sono sviluppate secondo il modello del giardino all'italiana, con un viale che divide lo spazio in due prati decorati con viali e statue allegoriche, oltre a prati naturali, fontane barocche e un labirinto con all’ingresso due sfingi, mentre sul fondo troviamo un belvedere che si apre sulla campagna.
 
grazzano visconti
 Il borgo fu intermente rimesso a nuovo dal conte Giuseppe, che ne progettò personalmente l’impianto architettonico e la collocazione dei vari edifici.
Tutti i muri merlati, cosi come le fontanelle e le varie decorazioni sono cosi ben integrate nel tessuto urbano da far dimenticare che tutto questo risale solo agli inizi del Novecento.
Uno dei primi edifici del borgo a essere completato fu l'Albergo del Biscione, noto per la sua insegna in ferro battuto creata dal fabbro di una delle prime officine locali.
Seguirono la palazzina della Istituzione, le botteghe artigiane, l'edificio delle "Regie poste e telegrafi" e la chiesetta in stile gotico, al punto che già nel 1915 il centro aveva l'attuale topografia. Negli anni successivi sarebbe stata completata la piazza del Biscione con una torre merlata, assieme a una fontana, con un pozzo in cotto e marmo rosa, e il Palazzo Podestarile al di sopra della palazzina dell’ Istituzione.
Dal 1946 il borgo fu curato dei figli di Giuseppe, Luigi e Anna Visconti con il marito Adolfo Caracciolo, e in seguito dai nipoti Giammaria e Violante Visconti fino a oggi. 
 
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