Il monastero degli Olivetani di Nerviano

olivetani 1A Nerviano, piccolo borgo a pochi chilometri da Milano, sorge il monastero degli Olivetani, dalla storia lunga e complessa.

Le sue origini risalgono alla fine del Quattrocento, quando il conte Ugolino Crivelli, lontano parente dei Visconti di Milano, decise di far erigere un monastero quale ringraziamento alla Madonna per essere scampato a un pericolo mortale.

Alla fine dell’edificazione del complesso, nel monastero si stabilirono i monaci Olivetani, nati in Toscana nel 1319 grazie all’opera di san Bernardo Tolomei, seguace delle idee di san Francesco d’Assisi.

Il primo priore del monastero fu padre Alessandro, al quale succedettero numerosi religiosi, che trasformarono il complesso religioso in un’oasi di fede e culture, grazie anche alle loro conoscenze nel campo della medicina e dell’agricoltura.

Ma dalla fine del Cinquecento per il monastero ebbe inizio un lungo periodo di decadenza, che venne aggravato dal sistema della commenda, che di fatto rese i monaci dipendenti prima dagli Spagnoli e in seguito dagli Austriaci.

Con un’autonomia sempre più limitata, nel 1798 gli Olivetani dovettero lasciare per sempre il complesso religioso, a causa della soppressione degli ordini religiosi voluta da Napoleone Bonaparte.

Dopo la caduta dell’impero napoleonico e la Restaurazione, per l’ex monastero cominciò un lungo periodo di buio, tanto che alla fine degli anni Settanta del Novecento era in condizioni di gravissimo degrado, al punto di essere usato come cantina e deposito dai contadini del luogo.

olivetani 2Solo negli anni Ottanta, grazie all’interessamento della Camera di Commercio di Milano, l’intero complesso venne restaurato e riportato allo splendore originario.

Oggi l’ex monastero ospita il Municipio di Nerviano ed è anche la sede della biblioteca locale.

La pianta dell’intero complesso si sviluppa attorno al chiostro; oltre agli edifici monastici possedeva anche una chiesa, che dopo essere stata sconsacrata, fu demolita e della quale oggi rimangono solo il rosone e la facciata in mattoni.

Nel chiostro, che è la parte meglio conservata dell’ex monastero, c’era una pala del Borgognone, oggi conservata presso la Pinacoteca di Brera a Milano, che raffigura l’Assunzione della Vergine tra i santi Ambrogio, Gervasio, Protasio e Agostino, tutti legati alla devozione olivetana.

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