Il Sud Milano progetta per il turismo

parchi verdi milanoAgricoltura, cultura e turismo: tre chiavi per un progetto da 10milioni di euro
Otto Comuni, il Parco Agricolo Sudmilano, la fondazione Santa Marta e due parrocchie hanno deciso di unire le forze per accrescere la potenzialità e la fruibilità turistica di un territorio di 155 chilometri quadrati

Zibido San Giacomo (8 gennaio 2010) – Restauro, recupero e valorizzazione del patrimonio architettonico, riqualificazione ambientale di aree di interesse naturale, creazione e riqualificazione di percorsi ciclopedonali e storico-culturali, realizzazione di nuovi luoghi che incentivino il turismo: otto Comuni del sud Milano (Zibido San Giacomo, Basiglio, Buccinasco, Gaggiano, Noviglio, Rosate, Trezzano sul Naviglio, Vernate) insieme al Parco agricolo sud Milano, con la fondazione Santa Marta e le parrocchie dei SS Eugenio e Maria a Gaggiano e di San Giacomo hanno unito le forze presentando un Progetto integrato d'area (Pia) da 10.105.000 euro che la Regione Lombardia ha deciso di finanziare per poco più di 4 milioni di euro.
Collaborerà anche Ersaf (Ente regionale per i servizi all'agricoltura e foreste) della Lombardia.

Una serie di interventi di grande pregio ambientale lungo la direttrice che dal Naviglio Pavese arriva fino al Naviglio Grande comprendendo un territorio di circa 155 chilometri quadrati del sud Milano.

Tre le tipologie degli interventi proposti degli Enti di cui il Comune di Zibido San Giacomo è il capofila:
1. il recupero, o il completamento degli interventi in corso, di cascine, finalizzandoli alla valorizzazione del patrimonio rurale del territorio e alla formazione di luoghi di promozione territoriale; ma anche il restauro di una cappella a Vernate o del vecchio mulino alla cascina Vione e la creazione del “museo del gusto” a Zibido;
2. il recupero a uso ciclopedonale dell'alzaia  e di strade di campagna o cosiddette poderali (brevi collegamenti tra cascine o tra aree agricole); laddove sarà possibile, le piste ciclopedonali saranno realizzare a fianco di quelle carrabili;
3. la riqualificazione paesistica-ambientale di aree verdi, creando nuove zone a bosco o arbustive; oltre al recupero di corsi d'acqua di superficie e delle aree circostanti.

“Tanti progetti in ciascuno dei Comuni proponenti – spiega il sindaco di Zibido San Giacomo, Piero Garbelli - con l'obiettivo principale di avviare un processo di salvaguardia e valorizzazione dell'ambiente-paesaggio del sud ovest milanese. Si potranno così rendere fruibili al pubblico una serie di beni architettonici che rappresentano un patrimonio storico di grande pregio sia culturale sia turistico e, quindi, non solo per i residenti”.

Il Pia, infatti, si fonda anche sul ripensamento dell'agricoltura e della sua filiera, riprendendo il tema dell'alimentazione. “Un'occasione – prosegue Garbelli – per attualizzare la memoria dei nostri luoghi, aprendoli a tutto il milanese e il pavese, cercando di coniugare le iniziative di Expo 2015 con la vocazione neo-antica del sud-ovest milanese, dove l'agricoltura e la sua filiera rimangono attività strategiche”.

I progetti anticipano, quindi i temi dell'Expo, costituendo un punto di riferimento che va oltre all'evento internazionale, avviando attività nuove che si inseriscono nel solco di quelle promosse con l'esposizione universale, ma che guardano oltre il 2015. Tentando un processo anche di marketing territoriale, che rilanci e attualizzi la vocazione rurale del sud ovest milanese.

L'area interessata del Pia è di circa 155 chilometri quadrati e vi risiedono circa 81.000 abitanti. Vi sono 16 laghi, due aree naturali protette (la zona umida di Pasturago e l'oasi di Lacchiarella), 110 chilometri di percorsi ciclabili (30 km di dorsale e 80 km di percorsi secondari). Trenta le cascina coinvolte direttamente o indirettamente, sei i poli di fruizione.

“I processi di recupero e valorizzazione che vengono attivati con il Pia – conclude il sindaco di Zibido – non sono esclusivamente di carattere naturalistico, paesaggistico-ambientale o architettonico, ma anche urbanistico (inteso come assetto strutturale del territorio), funzionale, civico in una logica di programmazione e progettazione complessiva e non di sommatoria di singoli progetti”.

Tutti i progetti che hanno ottenuto un parziale contributo regionale dovranno essere realizzati entro 36 mesi, anche se molti si concluderanno prima del tempo limite stabilito dal bando “Tutela e valorizzazione del patrimonio naturale e culturale” al quale hanno partecipato i Comuni del sud Milano.

 

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