La rocca di Angera

Di fronte ad Arona, sulla riva lombarda del Lago Maggiore, si può ammirare un castello dall’aria fiera e solenne, ben conservato e visitabile.

 
angera Adagiata sulle rive lombarde del Lago Maggiore, la cittadina di Angera ha una storia molto antica, che risale fino ai tempi remoti della preistoria, come dimostrano i vari ritrovamenti che si possono ammirare nel museo archeologico ospitato nel palazzo Pretorio. 
 
Dopo l’età romana, nel Medioevo, Angera fu la sede di una pieve e di una contea che copriva buona parte del Lago Maggiore.
Risale a questo periodo la costruzione della Rocca Borromeo, che fin dal XI secolo fu di proprietà dell’arcivescovado di Milano, per poi passare nel Trecento ai Visconti che la mantennero fino alla morte di Filippo Maria.
Sarà nel 1449 che la Repubblica Ambrosiana cederà il castello come feudo alla famiglia Borromeo,  che la detiene ancora oggi.
Oggi la rocca appare come una mescolanza di vari stili architettonici, in cui oltre al nucleo principale medioevale si affiancano varie ale che risalgono al Rinascimento a al Seicento.
 
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Nel grande salone in stile gotico troviamo una serie di affreschi, risalenti al 1300, che illustrano la vita e le vittorie dell’arcivescovo Ottone Visconti, come la sconfitta dei Torriani nel 1277.
Sempre nel salone troviamo un grande torchio della prima metà del Seicento, mentre le varie lunette sono affrescate con simboli zodiacali, pianeti e motivi geometrici.
Dopo un massiccio restauro, la fortezza  ospita anche altri affreschi, risalenti al 1400 e che un tempo, decoravano il Palazzo milanese dei Borromeo, che fu colpito e semidistrutto dai bombardamenti del 1943.
 Oltre ad essere sede di mostre temporanee, la Rocca ospita il museo della bambola fin dal 1988, che raccoglie centinaia di esemplari  appartenuti  alla principessa Bona Borromeo, diventato uno dei più importanti d’Europa per numero e qualità del materiale esposto.
Il percorso espositivo occupa ben 12 sale, fino all’inizio della storica ala viscontea ed inizia con bambole dei ‘600 e ‘800, prodotte utilizzando i materiali più diversi dal legno alla cartapesta, al biscuit, mentre nelle bambole del ‘900 troviamo le Lenci italiane.
Oltre alle bambole sono esposti giochi da tavolo, accessori, libri, giornali e pubblicazioni per l’infanzia. Dal 1994 è presente anche il museo dell’abbigliamento infantile.
Recentemente è stato aperto alle visite il Giardino Medievale realizzato sulla base di documenti d’epoca e di immagini miniate sui manoscritti.
Nel 1989 furono girati alla rocca gli esterni dello sceneggiato Rai “I promessi sposi”, venne utilizzato come sfondo del castello dell’Innominato.

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