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Mal d’Africa: quando la nostalgia ti chiama a tornare

  • Roberto Bombassei

 

Paesaggio africano: luce e natura incontaminata

Nel linguaggio comune, il mal d’Africa è la nostalgia di chi ha visitato l’Africa e desidera tornarci.

Le luci, i colori, la natura incontaminata, gli animali selvaggi nel loro ambiente naturale: tutto sembra più intenso, quasi estremo. Un paesaggio tanto bello e surreale, dove la natura si manifesta nella sua massima espressione di forza e immensità.

L’Africa è quella terra dove, quando il sole tramonta e l’aria si fa fresca riempiendosi di suoni, puoi socchiudere gli occhi e sorridere in pace, come chi è finalmente tornato a casa. Il mal d’Africa è quella nostalgia che ti rimane addosso fino alla tua prossima Africa.

Paesaggio africano al tramonto

“Una sola cosa allora volevo: tornare in Africa. Non l’avevo ancora lasciata, ma ogni volta che mi svegliavo, di notte, tendevo l’orecchio, pervaso di nostalgia.”
Ernest Hemingway

Ed è quello che stanno provando due meravigliosi ragazzi che ho recentemente incontrato in aeroporto. Ve li presento: Veronica Bertone e Giuliano Pera.

“Abbiamo dedicato quindici giorni alla scoperta dei parchi nazionali e della natura. A bordo della nostra utilitaria (avevamo in realtà noleggiato un 4x4) ci siamo avventurati dai sentieri più nascosti del Kruger National Park fino alle dune sull’oceano del De Hoop National Park.”

L’avventura inizia.

“Nel primo parco abbiamo esplorato la savana che ci si aspetta da uno stato africano. Tu non puoi capire il misto di emozioni quando siamo stati ‘minacciati’ dai bufali o circondati dagli elefanti, trovandoci di tanto in tanto bloccati da qualche giraffa e perdendoci, anche ore, ad osservarli nel loro stato naturale.

Nel secondo, a sorpresa, siamo stati travolti dallo spettacolo di decine di balene, visibili dalla spiaggia, raccoltesi per partorire e riprodursi.”

Avvistamento di balene dalla spiaggia

Le loro foto non mentono: un meraviglioso spettacolo della natura.

“Il bello di questi viaggi sono anche le avventure inaspettate che possono nascere, come ad esempio la possibilità di nuotare con le otarie, animali molto simili alle foche, nel freddo oceano Atlantico: i loro grossi occhi che ti osservano con curiosità ti fanno dimenticare il gelo delle acque.

Oppure doversi fermare per far attraversare la strada a una coppia di pinguini e farsi guidare da loro a trovare la colonia che stavi cercando da un po’.”

Paesaggio costiero africano: dune e oceano

“Il respiro del panorama era immenso. Ogni cosa dava un senso di grandezza, di libertà, di nobiltà suprema… Lassù si respirava bene, si sorbiva coraggio di vita e leggerezza di cuore. Ci si svegliava la mattina, sugli altipiani, e si pensava: ‘Eccomi qui, e questo è il mio posto’.”
Karen Blixen

Elefante africano nel suo habitat

Ma prima di salutarci, Veronica e Giuliano mi raccontano un ultimo aneddoto “piccante”: scoprire una coppia di struzzi amoreggiare. “Ci siamo sentiti un po’ guardoni, ma è stato stupendo.”

Scena di safari: natura e animali africani

“Quando si riesce a cogliere il ritmo dell’Africa, ci si accorge che è identico in tutta la sua musica.”
Karen Blixen

Buon viaggio a tutti.

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