Motta Visconti tra passato e presente

motta 1In quella zona di confine tra le provincie di Milano e Pavia, si trova il piccolo paese di Motta Visconti, dalla storia lunga e leggendaria, che si può notare nei suoi monumenti e soprattutto nelle diverse chiese.

All’inizio di tutto vi fu la colonia romana di Campese, che si trovava a ovest del fiume Ticino, fondata dove, nel VI secolo a. C., erano presenti alcuni accampamenti celtici, come confermato dai recenti ritrovamenti archeologici.

Con la caduta dell’impero romano il piccolo borgo s’ingrandì notevolmente, tanto che alla fine dell’XI secolo divenne una signoria, governata dalla famiglia pavese dei De Campesis.

Gli anni passarono e, a causa delle continue liti tra i Visconti e i De Campesis, molti degli abitanti del villaggio si trasferirono presso il quartiere di Motta, allora solo una fortezza della famiglia del De Campesis.

In pochi anni Campese rimase del tutto disabitato e la famiglia venne sconfitta in battaglia da un cugino dei Visconti di Milano, che divenne il signore del luogo.

Sotto il dominio visconteo, Motta fu uno dei borghi più belli del Milanese, con numerose chiese e anche un castello che dominava, dal centro del paese, la vita degli abitanti.

A partire dalla seconda metà del Quattrocento, parte di Motta venne ceduta alla nobile famiglia dei Del Maino, che lottarono più volte con i Visconti per avere il dominio assoluto del paese.

motta 2Con l’arrivo dei Francesi e poi degli Spagnoli nel Milanese, per Motta iniziò un lungo periodo di declino, che culminò, alla fine del Settecento, con la morte dell’ultimo dei Visconti e una lunga carestia che mise in ginocchio l’economia locale.

Dopo il passaggio agli Austriaci e poi alle truppe di Napoleone, la storia di Motta prima diventa quella del Risorgimento Italiano e poi dell’Italia contemporanea.

Tra gli abitanti illustri di Motta sono da ricordare le figure della maestra e poetessa Ada Negri, che dal 1888 fino al 1892 insegnò nella scuola elementare locale, e quella dell’anarchico Sante Caserio, che fu giustiziato nel 1894 per aver ucciso il presidente della repubblica francese Carnot, allo scopo di vendicare l’esecuzione di un suo compagno di lotta.

Chi arriva a Motta Visconti può trovare le tracce di un passato che non è mai stato dimenticato del tutto, come dimostrano i pochi resti del vecchio castello nella piazza principale del paese.

Ma il vero cuore della Motta di un tempo è nelle chiese medievali e rinascimentali, come la parrocchiale di San Giovanni Battista, patrono del paese, che ha una notevole facciata in stile barocco, la medievale chiesa di Sant’Anna, quella quattrocentesca di Santa Maria alla Fornace, con una bella cappella affrescata, il seicentesco Oratorio di Sant’Isidoro e la cinquecentesca Chiesa di San Rocco, dalla pianta a tre navate e un pregevole soffitto a cassettoni.  

 

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