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Non solo Fiera: il santuario dell’Addolorata di Rho

rho san 1Nel centro storico di Rho, a pochi passi dalla Fiera, il suggestivo Santuario dell’Addolorata è una tappa davvero particolare per chi vuole conoscere un lato inedito della piccola città lombarda.

La sua storia parte da molto lontano, per la precisione dall’alto Medioevo, quando, dove oggi si trova il Santuario sorgeva una cappella consacrata alla Madonna della Neve, che alla fine del Quattrocento ospitava un dipinto raffigurante la Pietà.

Fu il 24 aprile del 1583 che alcuni abitanti della zona, riuniti in preghiera, si accorsero che sul dipinto erano comparse alcune gocce di sangue.

Immediatamente venne chiamato il parroco di Rho, che si rese conto di trovarsi di fronte ad un evento straordinario, per cui fu contattato l’arcivescovo di Milano San Carlo Borromeo.

Dopo una lunga indagine venne stabilito che sarebbe stato eretto un Santuario allo scopo di dare una nuova e più degna dimora al dipinto, edificio di cui fu posata la prima pietra il 6 marzo del 1584, un anno dopo l’evento miracoloso.

Solo due anni dopo, nel 1596, il santuario venne aperto al pubblico con la posa del dipinto miracoloso sull’altar maggiore.

I lavori al santuario continuarono fino alla fine del Settecento, quando fu completata la grande cupola, oltre al campanile e alla facciata.

Alla presenza di una gran folla, il 4 aprile del 1755 l’arcivescovo di Milano consacrò solennemente il santuario.

Sotto Napoleone, l’edificio venne chiuso per due volte, mentre per tutto l’Ottocento continuarono i lavori per la decorazione delle cappelle, completati solo nel 1895.

rho san 2Anche se con il passar degli anni l’edificio è stato ampliato e corretto più volte, la pianta della basilica resta quella a croce latina del progetto originario, concepito dall’architetto degli Sforza Pellegrino Tibaldi.

A sovrastare la complessa struttura la cupola dei primi del Settecento, mentre al di fuori troviamo la facciata di Leopold Pollock, che si rifà al Cinquecento, e la statua di bronzo di San Carlo Borromeo, opera di Francesco Barzaghi.

La cappella più significativa è quella seicentesca dedicata a San Giuseppe, mentre per tutta la chiesa si possono ammirare quadri del Settecento e gruppi scultorei della fine dell’Ottocento, oltre al monumentale altare maggiore, che fu costruito alla fine del Seicento ma ampliato nella seconda metà dell’Ottocento, e a una lunga serie di stucchi e sculture lignee che vanno dalla fine del Settecento fino alla prima metà della Restaurazione. 

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