Orridi di Uriezzo: il “canyon” segreto della Valle Antigorio da scoprire anche a Natale
Siete alla ricerca di un’idea originale, economica e adatta a tutta la famiglia per le vacanze natalizie? La Valle Antigorio custodisce un tesoro geologico che sembra uscito da un libro di fiabe: gli Orridi di Uriezzo. Un complesso di gole profonde, scolpite nel tempo dall’azione dell’acqua durante le antiche glaciazioni, oggi percorribili a piedi tra pareti levigate e passaggi stretti dove la luce filtra “a spicchi”. In inverno, se le condizioni lo permettono, l’atmosfera diventa quasi surreale e incanta grandi e piccini.

Perché andare agli Orridi di Uriezzo
Il bello degli Orridi è che regalano un’esperienza “wow” senza richiedere grandi imprese: sentieri segnalati, passaggi assistiti da scalette e passerelle e un percorso che può diventare una gita perfetta anche con bambini (sempre con attenzione e scarpe giuste). Inoltre, per chi parte dalla Lombardia, è una meta che si presta bene a una giornata fuori porta: la zona di Baceno/Premia è raggiungibile in auto con tempi ragionevoli, e sul posto potete modulare l’escursione in base a luce, meteo e voglia di camminare.
Un viaggio nel tempo tra gole e crepacci
Passeggiare tra gli Orridi significa camminare nel tempo. Il silenzio della valle sembra quasi custodire il ricordo del fragore delle acque che hanno modellato la roccia: nicchie, scanalature, curve morbide come un lavoro di cesello. Nei tratti più stretti, lo sguardo si alza istintivamente verso l’alto per cercare un taglio di cielo; nelle giornate limpide, quel blu che compare tra le pareti è un piccolo premio.
I tre orridi visitabili: Sud, Nord-Est e Ovest
Il sistema è composto principalmente da tre rami visitabili, ognuno con un carattere diverso. Se avete poco tempo, puntate dritti sul Sud; se volete una gita più completa, abbinatelo al Nord-Est e poi scendete verso le Marmitte.
L’Orrido Sud
È il protagonista indiscusso, considerato da molti il più bello e spettacolare. Lungo circa 200 metri e profondo fino a 20–30 metri, offre un percorso agevole e scenografico. In inverno, la luce più bassa e le pareti umide possono accentuare i contrasti: ombre nette, riflessi, piccoli bagliori sulle curve della roccia. È quello che mette d’accordo tutti: famiglie, fotografi, curiosi.
L’Orrido Nord-Est
Più stretto e “intimo”, in alcuni punti ricorda i canyon da cartolina: la roccia si avvicina, l’ambiente cambia e sembra quasi di entrare in una stanza segreta. È generalmente meno affollato e lascia spazio a un’osservazione più calma: muschi, venature, forme sinuose. Se vi piace l’idea di un luogo “da esplorare” con rispetto, questo orrido è perfetto.
L’Orrido Ovest
È il ramo più “rustico”: terreno più impervio, passaggi meno immediati e un carattere più escursionistico. È indicato per chi ha passo sicuro e un minimo di esperienza, e si trova lungo la mulattiera che sale verso la statale tra Baceno e Premia. Se siete con bambini piccoli o se trovate fondo umido/gelato, valutate bene: il bello degli Orridi è anche saper scegliere il tratto giusto al momento giusto.
Esiste anche un quarto orrido, denominato Vallaccia, sotto la Chiesa di Baceno: rimane una sfida per pochi a causa del difficile accesso e del passaggio finale che termina con un salto sul torrente Devero.
La leggenda delle Marmitte dei Giganti
Dopo l’esplorazione delle gole, il percorso può condurre alle Marmitte dei Giganti: cavità naturali levigate dall’erosione vorticosa dell’acqua, con forme morbide e sinuose che sembrano disegnate. La leggenda popolare narra che queste enormi “vasche” fossero state create da creature mitiche; in realtà, sono il frutto di millenni di lavoro incessante della natura. In inverno, quando l’aria è tersa e l’acqua è più cristallina, l’area diventa perfetta per una sosta rigenerante e per scattare foto davvero particolari.
Natale in valle: trekking e una tappa “da presepe”
Il periodo più frequentato per la visita è spesso tra primavera e autunno, ma l’inverno può regalare agli Orridi un fascino unico. Il trekking resta alla portata grazie a sentieri segnalati e scalette di ferro che facilitano i passaggi più ripidi, ma serve più attenzione: umidità e ghiaccio cambiano completamente la percezione del percorso.
Per arricchire la gita natalizia, potete anche comporre un itinerario “a due tappe” sul Lago Maggiore: dopo la natura selvaggia degli Orridi, una sosta suggestiva è il Presepe Sommerso di Laveno Mombello, con figure illuminate che si riflettono sull’acqua e un’atmosfera perfetta da fine pomeriggio.
Consigli pratici
- Sicurezza: non uscire mai dai sentieri tracciati. In inverno, la roccia umida o ghiacciata richiede prudenza e scarponi con buona suola.
- Orari e luce: le ore centrali sono spesso le migliori per vedere bene i dettagli delle pareti. Con poca luce, l’effetto “canyon” è più teatrale ma i passaggi possono diventare più delicati.
- Parcheggi: le aree vicino agli accessi possono essere piccole; nei periodi di maggiore affluenza conviene arrivare presto.
- Relax: se la giornata è soleggiata, concedetevi una sosta sulle rocce levigate o nei punti più aperti lungo il corso d’acqua: pochi minuti e vi rimettete al mondo.
- Info: per accessibilità aggiornata (che può variare in base alla neve), controllate sempre le comunicazioni locali prima di partire.
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FAQ
Gli Orridi di Uriezzo sono adatti ai bambini?
Sì, soprattutto il percorso che include l’Orrido Sud e i tratti più semplici, purché i bambini siano accompagnati e si indossino scarpe adeguate. In caso di ghiaccio o fondo scivoloso, meglio rimandare o scegliere solo i tratti più sicuri.
Si possono visitare in inverno?
In inverno la visita è possibile solo se le condizioni lo permettono: l’umidità e il gelo possono rendere scivolosi alcuni passaggi. Prima di partire, valutate meteo e condizioni del percorso, e sul posto procedete con prudenza.
Qual è l’orrido più spettacolare?
Per la maggior parte dei visitatori è l’Orrido Sud: è il più lungo, profondo e scenografico, con giochi di luce particolarmente suggestivi.
Dopo gli Orridi cosa vale la pena vedere?
Le Marmitte dei Gigant
Siete alla ricerca di un’idea originale, economica e adatta a tutta la famiglia per le vostre vacanze natalizie? La Valle Antigorio custodisce un tesoro geologico che sembra uscito da un libro di fiabe: gli Orridi di Uriezzo. Questo complesso di gole profonde, scavate millenni fa dalla forza dei torrenti ai piedi del Ghiacciaio del Toce, offre in inverno un’atmosfera surreale, capace di incantare grandi e piccini.
Un Viaggio nel Tempo tra Gole e Crepacci
Passeggiare tra gli Orridi significa camminare nel tempo. Qui, il silenzio della natura è interrotto solo dal ricordo del fragore delle acque che hanno modellato la roccia. Il sistema è composto principalmente da tre rami visitabili:
L’Orrido Sud: È il protagonista indiscusso, considerato il più bello e spettacolare. Lungo circa 200 metri e profondo fino a 30, offre un percorso agevole ideale per le famiglie. In inverno, la poca luce che filtra dalle strette fenditure crea giochi di ombre magici, mentre il cielo blu si scorge timido tra le pareti di roccia.
L’Orrido Nord-Est: Più stretto e intimo, ricorda per conformazione il celebre Antelope Canyon americano. È un luogo meno affollato dove il fascino della geologia si mostra in tutta la sua purezza.
L’Orrido Ovest: Caratterizzato da un terreno più impervio, è indicato per gli escursionisti più esperti e si trova lungo la mulattiera che sale verso la statale tra Baceno e Premia.
Esiste anche un quarto segreto, l’Orrido di Vallaccia, situato sotto la Chiesa di Baceno, ma rimane una sfida per pochi a causa del difficile accesso che termina con un salto nel torrente Devero.
La Leggenda delle Marmitte dei Giganti
Dopo l’esplorazione delle gole, il percorso conduce alle Marmitte dei Giganti. Queste straordinarie cavità naturali, levigate dall'erosione vorticosa dell'acqua e dal ritiro dei ghiacciai, presentano forme morbide e sinuose. La leggenda popolare narra che queste enormi "vasche" fossero state create da creature mitiche; in realtà, sono il frutto di millenni di lavoro incessante della natura. In inverno, le rapide e le cascatelle del fiume Toce che le circondano assumono un aspetto cristallino, perfetto per una sosta rigenerante o per scattare foto indimenticabili.
Natale in Valle: Tra Trekking e Presepi
Nonostante il periodo principale di visita sia la primavera (quando i ciliegi selvatici sono in fiore), l’inverno regala agli Orridi un fascino unico. Il trekking è classificato come facile grazie a sentieri ben segnalati e scalette di ferro che facilitano i passaggi più ripidi.
Per arricchire la gita natalizia, è d'obbligo una tappa a Laveno Mombello, non lontano da quest'area, per ammirare il suggestivo "presepe sull'acqua". Con le sue statue in pietra e gli alberi illuminati che si riflettono sullo specchio lacustre, l’esperienza completa il binomio perfetto tra l'avventura naturale degli Orridi e la spiritualità delle feste.
Consigli Pratici
Sicurezza: È fondamentale non uscire mai dai sentieri tracciati. Sebbene il percorso sia accessibile, il ghiaccio invernale richiede prudenza e scarponi adeguati.
Relax: Se la giornata è soleggiata, potrete rilassarvi nel frutteto affacciato sulle cascate o sulle rocce levigate, godendovi la pace della Valle Antigorio.
Info: Per orari e accessibilità aggiornata (che può variare in base alla neve), consultate sempre i siti ufficiali dei comuni di Baceno e Premia. Gli Orridi che oggi è possibile visitare sono tre: l’Orrido Sud, da molti considerato come il più bello e spettacolare, lungo circa 200 metri e profondo da 20 a 30; l’Orrido Nord-Est, molto stretto in alcuni punti, è lungo circa la metà del primo e profondo 10 metri; l’Orrido Ovest, meno caratteristico degli altri due ed indicato per i più esperti, che si trova a lato della mulattiera che da Uriezzo sale verso la strada statale tra Baceno e Premia.
Esiste un quarto orrido, denominato di Vallaccia, che si trova sotto la Chiesa di Baceno ma è di difficile accesso e termina con un salto sul torrente Devero.
i Orridi di Uriezzo sono una perla del Piemonte che vi emozionerà con i suoi paesaggi, i suoi colori che si lasciano scoprire timidi con la poca luce che filtra dalle fenditure da cui si intravede, nelle belle giornate, il cielo blu. Passeggiare tra questi orridi sarà un po’ come camminare nel tempo e sentire la potenza della natura che ha saputo ancora una volta creare uno spettacolo incredibile.
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