Quartiere di Affori a Milano

affori-milanoAnche questo quartiere appartiene alla zona nove. Affer o Afor è la dizione in dialetto locale. L’etimologia del nome è controversa, per alcuni studiosi è dovuto alla notevole abbondanza di acqua – ad fontem – da cui Affoni, poi Affori; per altri deriverebbe da – a foris – di fuori, per indicare che stava al di fuori della città. Affori è riscontrato altresì come cognome.

Nel 1923 da comune autonomo fu inserito in Milano. La storia di Affori parte da lontano, infatti, già dal 1300 era un antico ducato, come risulta negli “Statuti delle acque e delle strade del contado di Milano”. Vi sono tuttora tracce medievali e rinascimentali in alcuni manufatti nel centro storico. In epoca romana vi transitavano due importanti strade, una riservata al traffico militare, che oggi è identificata con la Bovisasca, che collegava Milano a Como; l’altra, percorsa dal traffico civile, era in corrispondenza di Bruzzano.

Sul finire del XIII secolo Affori contava otto chiese, cinque dipendevano dalla pieve – che è una chiesa rurale dotata di battistero – di Bruzzano, e tre da quella di Bollate.

Anche per Affori la vocazione era agricola, soprattutto la coltivazione del gelso e il conseguente allevamento dei bachi da seta.

Affori, siamo nel lontano 1686, vede insediato nel feudo un Marchese – Marchese è un titolo nobiliare superiore al titolo di Conte – tale Pier Paolo Corbella. Questi acquistò un vasto terreno, in loco, dove sorgevano i ruderi della villa dell’arcivescovo Giovanni Visconti, signore di Milano e mecenate del Petrarca, e si fece costruire una nuova villa detta villa Corbetta, oggi nota come villa Litta, che presentava un bellissimo giardino all’italiana, che si basa su forme geometriche e sulla perfetta simmetria. Villa che fu usata anche come residenza estiva, infatti, Affori era considerata zona di villeggiatura.

Durante la Repubblica Cisalpina si costruì una strada che attraversava la cittadina, la costruzione di questa nuova via favorì lo sviluppo di Affori, che divenne il centro principale di tutta la zona. Nel 1808 però il comune di Affori fu aggregato a Milano; unione che non ebbe durata lunga poiché la dominazione austro-ungarica non gradiva che Milano si espandesse troppo, per cui ne sancì la separazione. Sessantuno anni dopo, con un Regio Decreto, si unirono ad Affori tre comuni, Bruzzano, Bresso e Dergano, formando così il comune di “Affori e uniti”. In seguito Affori ritornerà a essere comune singolo. Con un nuovo Regio Decreto in data 1923, riecco che il comune viene nuovamente, e definitivamente, aggregato a Milano. Questa decisione era motivata dal fatto che la metropoli aveva necessità di spazio per ospitare nuovi stabilimenti e nuova manodopera. Grazie a questo ad Affori arrivò la stazione ferroviaria, portando sicuramente dei vantaggi. Ricordo che nel 1882 era entrata in funzione anche una linea tranviaria a cavalli, che collegava Porta Volta ad Affori seguendo via Farini. Oggi è presente, nel centro, una fermata della MM3.

Non si può parlare di Affori senza accennare al famoso gruppo musicale G. Donizzetti, fondato nel 1853, e noto come “Banda d’Affori”. La Banda è ricordata per una ormai famosa, canzone in dialetto milanese, dal titolo “ il tamburo della banda d’Affori”, il cui ritornello canta così: “ L’è lù l’è lù, si l’è propri lù, l’è il tamburo principal della banda d’Affori, che comanda cinquecentocinquanta pifferi”. Potrei sbagliare ma questo numero ha qualche allusione, anche se non so esattamente quale.

Ovviamente in un quartiere così storico non possono mancare luoghi d’interesse artistico e non solo, cito per esempio la Chiesa di Santa Giustina, che conserva un prezioso organo prima collocato nel Duomo di Pavia, e un prezioso dipinto davvero interessante. Oppure la conosciuta Villa Litta con il suo parco, anche se non più così esteso come un tempo, che tuttavia si lascia volentieri ammirare, per cui una visita mettetevela in agenda.

Un quartiere con una lunga storia alle spalle, non può non avere tra i suoi nati, personaggi divenuti famosi; ricordo ad esempio l’architetto e pittrice Celestina Bellosi, un altro pittore fu Giuseppe Molteni. Affori, tra i suoi nomi illustri, annovera anche un garibaldino, tale Filippo Migliavacca. Altri sicuramente ve ne sono che hanno dato lustro ad Affori, come si vede la nostra Italia, non manca di personaggi che hanno, in ogni campo contribuito a far grande la nostra patria. Gli abitanti di Affori sono detti Afforesi.

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