Skip to main content

Roma e i suoi Sette Colli: storia, luoghi e curiosità

Roma, la nostra capitale, la città eterna, e dove “tutte le strade portano a Roma”, almeno così vuole il detto. Indubbiamente una bellissima città, ricca di storia e di arte che tutti, anche se non in maniera approfondita, conosciamo per aver studiato a scuola la Storia o per averla visitata. Roma però è stata costruita su alcune alture, per la precisione sette, conosciute come i “sette colli di Roma”, e qui probabilmente non molti ne conoscono i nomi e la storia: questo mi ha spinto a redigere quest’articolo.roma mf ia

I nomi dei sette colli ci sono stati tramandati da Marco Tullio Cicerone — avvocato, politico, scrittore, filosofo e oratore romano — e da Plutarco, storico, sacerdote e filosofo greco. Essi sono: Aventino, Campidoglio, Celio, Esquilino, Palatino, Quirinale, Viminale. Ai tempi di Costantino furono talvolta considerati anche Gianicolo e Vaticano, mentre l’attuale centro storico comprende pure il colle del Pincio.

Proviamo adesso a conoscerli più da vicino.

Aventino, ritenuto il colle della guerra. Qui si trovava l’Armilustrium, luogo in cui armi e armature venivano purificate al termine della stagione militare; era inoltre il punto di raduno dei guerrieri prima della battaglia. Durante il periodo cristiano furono edificate chiese e monasteri.

Campidoglio, ritenuto il “colle della testa” (da caput), era in origine la cittadella della città, fortificata e all’interno delle prime mura, dette Mura Serviane. Diversi i templi presenti, tra cui quello dedicato a Giove Ottimo Massimo, a Saturno e a Giunone Moneta. Il Campidoglio fu l’unico colle a sfuggire alla cattura durante il primo sacco di Roma del 390 a.C. ad opera dei Galli Senoni. Oggi ospita i Musei Capitolini, tra le più importanti collezioni di arte antica della città.

Celio, considerato la collina dei ricchi. In origine si chiamava Querquetulanus mons per l’abbondanza di querce; il nome Celio – Caelius si deve al condottiero etrusco Celio Vibenna. Divenne celebre per le sue elaborate dimore repubblicane ed è ricordato come il quartiere dei cittadini più facoltosi.

Esquilino, detto il colle d’oro. È il più esteso della città ed è noto per essere stato parte della dimora dell’imperatore Nerone, la Domus Aurea. Dopo il grande incendio, Nerone si fece costruire un’immensa residenza; in seguito l’imperatore Vespasiano destinò l’area del lago della Domus alla costruzione del Colosseo (Anfiteatro Flavio), il più grande al mondo. La collina è oggetto di scavi che hanno restituito preziosi affreschi romani.

Palatino, ovvero il colle del potere. Qui abitarono i primi imperatori, come Augusto, che vi stabilì la propria residenza e vi fece erigere anche un tempio dedicato ad Apollo, dio della musica.

Quirinale, il colle dei Sabini. Fu luogo di un loro antico insediamento e il nome deriva dal dio sabino Quirino, spesso identificato con Romolo divinizzato. Oggi è sede della Presidenza della Repubblica, al Palazzo del Quirinale.

Viminale, il più piccolo dei colli, talvolta collegato etimologicamente ai vimini. In antichità ospitava un tempio dedicato al dio Serapide. Nelle vicinanze sorsero poi le Terme di Diocleziano. In epoca contemporanea l’area del Viminale ha ospitato importanti uffici governativi.

Gianicolo, sulla destra del Tevere, non rientra nel novero dei sette colli tradizionali. Il nome è legato al dio Giano, dai due volti rivolti al passato e al futuro. Il colle sarebbe stato annesso a Roma da Anco Marzio, quarto re della città; nel XVII secolo Urbano VIII lo incluse nelle mura. Nell’Ottocento vi erano grandi parchi e ville, come Villa Doria Pamphilj, e chiese come la Basilica di San Pancrazio. Dal Gianicolo si gode uno dei panorami più suggestivi sul centro storico.

Vaticano (mons Vaticanus), parte dello Stato della Città del Vaticano. Il nome potrebbe derivare da una divinità romana minore, Vaticanus, assistente dei neonati, oppure dal verbo latino vaticinari, “predire”, poiché nella zona erano attivi antichi oracoli. Anche questo colle non è compreso tra i sette tradizionali.

Pincio, a nord del Quirinale, sulla cui sommità sorge uno dei più antichi giardini pubblici di Roma, progettato da Giuseppe Valadier. Dalla sua terrazza si ammira uno dei panorami più celebri della capitale. Lungo i viali si incontrano numerosi busti di italiani illustri e molti arredi che meritano una visita.

A questo punto non mi rimane che augurare, a chi si recasse a Roma, buon viaggio e buona visita ai sette più i tre “nuovi” colli.

Potrebbe interessarti leggere anche:

I territori dell’Impero Romano al tempo di Gesù: Giudea, Samaria e Galilea

Milano Romana: piazza Missori e vie limitrofe

  • Ultimo aggiornamento il .