Sabbioneta: la città ideale

sabbionetaSe ci si perde tra le stradine della Pianura Padana, a due ore da Milano, si può arrivare a Sabbioneta, la città che venne plasmata da un Principe, Vespasiano Gonzaga.

I primi cenni storici riguardanti Sabbioneta risalgono al VI secolo d. C, quando la città era solo un piccolo borgo soggetto alla dominazione longobarda, dopo essere stato per secoli parte della via romana Vitelliana.
Successivamente Sabbioneta venne conquistata dai Bizantini, che la trasformarono in un borgo fortificato, per poi nel 829 passare sotto la tutela dell’abbazia benedettina di Leno.
Dopo essere stata per tre secoli al centro di una contesa tra le famiglie cremonesi dei Persico e dei Dovara, la città venne ceduta prima ai Gonzaga di Mantova, poi nel 1361 ai Visconti di Milano e in seguito ai Persico fino al 1426, quando tornò ai nobili mantovani.
Nel 1476 il marchese Ludovico II cedette Sabbioneta, con tutti i suoi territori, ai figli Francesco e Gian Francesco, che nel 1483, dopo la prematura scomparsa del fratello, divenne l’unico signore della città.
Verso il 1540 Ludovico III, figlio di Gian Francesco, mori e lasciò Sabbioneta nelle mani del primogenito Vespasiano, che avrebbe cambiato per sempre il volto della città.
Sotto il governo del principe, infatti, Sabbioneta divenne una vera città ideale, che nella sua struttura, lineare e geometrica, rappresentava la perfetta sintesi del Rinascimento italiano.
Dopo la morte di Vespasiano, nel 1591, la città fu governata dalla famiglia Carafa fino al 1684, quando divenne parte dei domini spagnoli italiani fino al 1703, anno del suo reintegro nel ducato di Mantova.
Fino al 1746 Sabbioneta venne governata dai Guastalla e in seguito dagli Austriaci diventando sotto Napoleone parte della Repubblica Cisalpina.
sabbionetaDopo la seconda guerra di indipendenza Sabbioneta venne incorporata, con la Lombardia, nel regno d’Italia.

Centro e cuore di Sabbioneta è Piazza Ducale, che il duca Vespasiano aveva progettato seguendo il modello della corte di Mantova, dove aveva trascorso la sua adolescenza.
Il primo monumento di una certa importanza è il Palazzo del Giardino, eretto a partire del 1578, con una facciata decorata da un elegante cornicione di legno intagliato, risalente al 1583,  che era il luogo dove il principe si ritirava per leggere e studiare lontano dagli affari di stato.
Subito dopo troviamo il Teatro all’antica, progettato dall’architetto Vincenzo Scamozzi, noto per essere il primo esempio in Europa di un teatro stabile, con una facciata a due ordini e una sala a forma rettangolare, divisa in due spazi quadrati.
La sede dell’amministrazione di Sabbioneta era il palazzo ducale, eretto nel 1560, su quattro piani e con una facciata dotata di una cornice marcapiano, mentre alle finestre troviamo i busti lignei degli imperatori romani.
L’ingresso alla città è Porta Vittoria, risalente al 1565, riconoscibile per la  facciata con quattro lesene in marmo bianco e una lapide che ricorda Vespasiano, mentre quello secondario è la Porta Imperiale, eretta nel 1579 e modificata verso il XIX secolo.
Nella piazza troviamo anche la chiesa di Santa Maria Assunta, risalente al 1578 e poi riadattata in stile barocco nel XVII secolo e quella di San Rocco, progettata verso la fine del Settecento, oggi sede di esposizioni museali.
A pochi passi si vede  l’antica canonica, che ospita un pregevole museo di Arte Sacra, ideato da don Emilo Asinari, l’Archivio Storico di Sabbioneta, con ben 80.000 documenti, un’esposizione dedicata alla musica della città nell’Ottocento e nel Novecento e la Sala del Tesoro, che ospita il Toson d’Oro di Vespasiano Gonzaga.

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