Soggiorno in Monastero: vacanze in Puglia alternative

monastero puglia

Nel mezzo di un territorio vestito di paesaggi mozzafiato, tradizioni culinarie straordinarie, e mare incontaminato, ci sono dei luoghi nei quali il riposo della mente e il riequilibrio, sono un altro aspetto “particolare” della Puglia, ovvero il Monastero.

Pochi noti nella tradizione del turismo, ci sono queste realtà dove è possibile trascorre momenti di rigenerazione. 

Una mia ex compagna di classe, ha voluto farci scoprire questa realtà intervistando suor Madre  Maria  Pia badessa del Monastero  Benedettine di Ostuni (BR).

Quali sono gli aspetti caratterizzati di un soggiorno in monastero, rispetto ad un classico soggiorno in una struttura alberghiera?

Dopo aver buttato giù i ripetuti schemi e i soliti pregiudizi circa la possibilità di poter vivere una esperienza rigenerante o, quanto meno positiva, all'interno di un Monastero, mi preme sottolineare che le differenze più rilevanti tra un soggiorno in Monastero e quello all'interno di una classica struttura recettiva non è tanto quella concernente l'aspetto logistico, (che è comunque curato ed allestito in maniera puntuale anche nel nostro Monastero) quanto piuttosto quello che riguarda lo stile e il contenuto del tempo che qui si trascorre.

La nostra accoglienza è impregnata di calore, condivisione, conoscenza, dialogo, ascolto, preghiera, tutto ciò che pare quasi impossibile trovare negli ambienti in cui oggi viviamo e che abitualmente frequentiamo. Ci sembrano punti fondanti per poter iniziare un tempo di vacanza più vero, all'insegna del riposo fisico e soprattutto spirituale.

Come viene organizzata una giornata tipica in monastero? Ci sono attività particolari?

L'organizzazione del tempo trascorso nel nostro Monastero dipende dalla finalità del soggiorno che ci viene richiesto.

Se si tratta di un ritiro spirituale che richiede un accompagnamento personale, la giornata viene stabilita e guidata dalle monache che si preoccuperanno di portare a compimento il ritiro spirituale. Se, invece, trattasi di una vacanza o di un tempo di riposo, la giornata viene lasciata libera di essere vissuta come meglio si crede, tenendo sempre presente che è lo stesso luogo in cui si vive a evidenziare la differenza con una comune struttura recettiva.

Ci sono delle restrizioni o dei regolamenti o prescrizioni particolari da osservare?

Non abbiamo voluto imporre limiti riguardanti gli orari di uscita e rientro, dal momento che la zona della casa riservata agli ospiti è indipendente e, pertanto, gestibile autonomamente e senza condizionamenti.

Le uniche restrizioni riguardano il comportamento corretto che rispetti luogo in cui ci troviamo. Ma questo credo debba essere richiesto anche in albergo.

Secondo lei dopo un soggiorno nel monastero, un turista torna ristorato anche da un punto di vista spirituale?

È un percorso anche di sensazioni, ricerca di altre prospettive della vita oltre il mero alloggio di partecipare anche alla preghiera con la comunità monastica e di poter avere un colloquio personale con le monache possono anche indirizzare in questa direzione. A questo vanno aggiunti altri requisiti, quali la familiarità del luogo che favorisce il sentirsi "accolti" per ciò che si è, senza dover dimostrare per forza qualcosa.

A questo si aggiunga anche una giusta dose di silenzio che aiuta a ritrovare sé stessi.

In un mondo in cui tutto avanza febbrile e caotico e ove non si riesce a far cessare il rumore costante che ci sovrasta, il silenzio dei nostri luoghi diventa una necessità per ristorarsi e ritemprarsi profondamente. 

 

A questo punto non ci resta che scoprire il fascino di questo luogo, dove poter trascorrere una vacanza rigenerante e lontano dai ritmi frenetici delle città, dove la preghiera può diventare una strada dove ritrovare sé stessi.

Concludiamo ringraziando Suor Madre Maria Pia e la nostra intervistatrice “Viviana  Putignano”.

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