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Turismo Spirituale in Lombardia: Eremo di Sant’Alberto di Butrio Ponte Nizza

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La proposta di questo mese è dedicata alla terra pavese, e precisamente all’Eremo di Sant’Alberto di Butrio Ponte Nizza, Pavia. L’eremo sorge isolato tra i monti, verdi pascoli, abeti, castagni e querce gli fanno da cornice; siamo nella Valle Staffora.

Il monastero ha una storia molto ricca e lontana nel tempo, siamo, infatti, nel 1030 quando tutto ha inizio per merito di Alberto il quale decide di ritirarsi in solitudine nella vicina valletta del Borrione.

Un giorno il monaco guarì, fu certamente un miracolo, il figlio muto del nobile di Casasco, il quale, per riconoscenza, gli edificò una chiesa romanica dedicata alla Madonna, affinché potesse con i suoi confratelli eremiti, celebrare l’Ufficio Divino. Ben presto fu costituita una comunità che diede anche inizio alla costruzione di un monastero, di cui oggi si conserva un’ala, chiamata Chiostrino e un pozzo. L’eremo acquisì subito fama, e alla morte di Alberto, nel 1073, contava un gran numero di monaci, divenendo un centro spirituale molto frequentato, anche da personaggi del calibro di Dante Alighieri. La Regola seguita dai monaci era quella Benedettina o quella legata alla revisione Bobbiense. Purtroppo verso la metà del XV secolo iniziò, per l’eremo, un periodo di decadenza che durerà tre secoli, sino a quando nel 1900 si decise di riesumare i resti di Sant’Alberto che furono collocati nella chiesa, mentre la cura dell’eremo fu affidata a Don Orione, il quale lo ripopolò collocandovi gli Eremiti della Divina Provvidenza.

eremo ponte nizzaL’eremo, costituito da un massiccio edificio quadrangolare in pietra su uno sperone di roccia, si compone della chiesa parrocchiale di Santa Maria, di tre Oratori, e la cappella del Santissimo. Vi si trovano poi la chiesetta di Sant’Antonio e la Torre, che si presenza mozza.

Tutti gli affreschi sono datati 1484, purtroppo non si riscontra nessuna firma, per cui rimane incerta ogni attribuzione all’autore, anche se l’ipotesi più accreditata è quella di attribuirla a un frate dell’eremo che, per umiltà, ha voluto rimanere anonimo.

L’eremo si trova a Ponte Nizza località Sant’Alberto di Butrio, 59, provincia di Pavia, e si raggiunge seguendo una stradina panoramica immersa nel bosco.

Gli orari di visita sono: da lunedì al venerdì dalle ore 7,00 alle 16,30, sabato, Domenica e festivi dalle ore 10,00 alle 16,30. Per info: tel. 0383542179 – 344 1318773 - mail eremo.sant.alberto@libero.it

Come arrivare all’Eremo di Sant’Alberto di Butrio

Per chi ama camminare è possibile partire dalla località Moglie e percorrere l’emozionante e affascinante sentiero che conduce all’Eremo, sono otto chilometri a/r. Si consiglia abbigliamento adatto e, per chi vuole, colazione al sacco. In auto passando per l’A7 e l’E70 con uscita a Voghera, poi la SP 461 per Ponte Nizza. In autobus Milano – Pavia e poi informarsi su mezzi locali.

È doveroso ricordare Cesare Pisano, più conosciuto come Frate Ave Maria, divenuto cieco in gioventù per aver ricevuto un colpo di fucile al viso, visse nell’Eremo per oltre quarant’anni, dedicandosi alla preghiera e alla penitenza. Ora è venerabile, e si attende la sua beatificazione.

Un mese di settembre soleggiato è un invito a uscire da casa, quanto proposto potrebbe essere un itinerario che sicuramente non lascerà delusi.

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