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Cesare Cantù: chi era lo scrittore del Risorgimento tra Milano, storia e Margherita Pusterla

  • Redazione MilanoFree.it
Ritratto di Cesare Cantù
Cesare Cantù, tra i protagonisti della cultura lombarda e del Risorgimento italiano.

Cesare Cantù è stato uno dei più noti scrittori, storici e intellettuali lombardi dell’Ottocento. Legato alla Brianza, a Milano e al clima culturale del Risorgimento, fu autore di romanzi storici, saggi, opere divulgative e testi dedicati alla storia italiana e lombarda.

Chi era Cesare Cantù

Cesare Cantù nacque a Brivio, in Brianza, il 5 dicembre 1804. È considerato ancora oggi uno dei letterati più importanti dell’Ottocento italiano. Dopo una prima vicinanza al clima romantico, si orientò verso posizioni cattolico-liberali e poi clericali, convinto che la tradizione religiosa potesse avere un ruolo decisivo nella costruzione dell’identità nazionale italiana.

Fu amico personale di Alessandro Manzoni e condivise con lui, almeno in parte, l’interesse per la storia, per il romanzo storico e per la formazione morale del lettore.

Gli studi e gli anni difficili

Compì gli studi presso il collegio Sant’Alessandro di Milano, allora affidato ai Barnabiti. Ancora molto giovane iniziò a insegnare, prima con una supplenza a Sondrio e poi a Como, per tornare successivamente a Milano.

Nel 1832 pubblicò il suo primo libro, Sulla storia lombarda del XVII secolo. L’anno seguente fu arrestato dagli austriaci per le sue idee anti-austriache e per il sospetto di legami con la Giovine Italia. Restò in carcere fino al 1834. Le accuse non vennero confermate, ma il governo gli vietò l’insegnamento, costringendolo a orientarsi sempre di più verso il lavoro di scrittore e pubblicista.

Le opere più importanti

La produzione di Cesare Cantù fu vastissima. Tra i suoi titoli più noti si ricordano:

  • Margherita Pusterla, il suo romanzo storico più celebre
  • I Racconti brianzoli
  • L’Abate Parini e la Lombardia nel secolo passato
  • Il Conciliatore e i Carbonari
  • Edifizii di Milano
  • Storia della letteratura italiana
  • Storia universale, una monumentale impresa editoriale
  • Portafoglio di un operaio, spesso ricordato come uno dei primi romanzi italiani con uno sguardo vicino al mondo popolare

Accanto ai testi più noti, pubblicò anche opere minori, racconti, scritti storici, libretti divulgativi e testi di ispirazione morale e civile.

Margherita Pusterla e la Milano dei Visconti

Tra tutte le sue opere, Margherita Pusterla, pubblicato nel 1838, resta probabilmente il titolo più famoso. Il romanzo segue il filone del romanzo storico aperto dai Promessi sposi, ma con toni più cupi e una visione più pessimistica.

La vicenda è ambientata nella Milano trecentesca dei Visconti. Margherita, moglie del nobile Franciscolo Pusterla, viene insidiata da Luchino Visconti mentre il marito è lontano per motivi militari. Intorno a lei si muovono intrighi politici, accuse, tradimenti e una congiura che finirà per travolgere l’intera famiglia.

Il romanzo costruisce un affresco severo e drammatico della Milano medievale, dove il potere appare feroce, la giustizia incerta e il destino segnato da una forte componente morale e tragica. È anche per questo che Margherita Pusterla è rimasto uno dei testi più rappresentativi del Cantù narratore.

Il legame con Milano

Il rapporto di Cesare Cantù con Milano fu profondo. Oltre agli anni di studio e di insegnamento, la città rappresentò per lui un punto di riferimento culturale costante. Collaborò con riviste milanesi, si occupò di storia e letteratura lombarda e dedicò attenzione anche al patrimonio urbano, come dimostra il suo interesse per gli Edifizii di Milano.

Nel 1873 fu nominato direttore dell’Archivio di Stato di Milano e fu anche presidente della Società Storica Lombarda, contribuendo a valorizzare e riordinare il patrimonio archivistico milanese. Milano gli ha poi dedicato una via nel centro storico, tra la zona dell’Ambrosiana e Palazzo della Ragione, segno concreto di una memoria rimasta viva nel tempo.

Perché ricordarlo ancora oggi

Cesare Cantù merita di essere ricordato non solo come scrittore del Risorgimento, ma come autore capace di tenere insieme storia, letteratura, divulgazione e identità lombarda. Le sue opere possono apparire oggi meno frequentate di quelle di altri autori ottocenteschi, ma restano preziose per capire il clima culturale, morale e politico del suo tempo.

È stato uno di quei personaggi che hanno contribuito a costruire, pagina dopo pagina, una memoria storica condivisa tra Lombardia, Milano e Italia. E anche per questo il suo nome continua ad avere un posto importante nella cultura lombarda.

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