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I Gatti Spiazzati: storie di riscatto alla scoperta di una Milano invisibile

  • Mauro Teti

In un panorama turistico sempre più omogeneo, un’associazione milanese propone uno sguardo autentico e partecipe sulla città, trasformando l’esperienza dello smarrimento in una risorsa collettiva. Sono i Gatti Spiazzati, nati nel 2016 dall’idea di tre persone, Aldo Scaiano, Onofrio Mastromarino e Giovanni Serio, che si sono ritrovate "spiazzate" dalla vita, ex esodati e senzatetto, e hanno deciso di reinventarsi come guide turistiche e culturali.

Un’idea informale che diventa professione
Il primo nucleo si forma in modo informale nel 2015 al Centro diurno Caritas La Piazzetta. “L’idea all’inizio è partita per ingannare l’attesa della pensione, allontanatasi improvvisamente”, racconta il presidente Aldo Scaiano. Provenienti da quartieri diversi (Corvetto, Ripamonti, Bovisa), i fondatori decidono di mettere a frutto le loro profonde conoscenze del territorio. Nell’ottobre 2016 l’associazione si costituisce formalmente, avviando un percorso verso una sempre maggiore professionalità.

“Adesso siamo una realtà professionale: programmiamo con grande anticipo, facciamo diverse attività, utilizziamo i social e investiamo”, spiega Aldo. L’investimento più significativo? “L’acquisto delle cuffie. Non potendo detrarre l’IVA in quanto Onlus, abbiamo acquistato le cuffie in lotti da sei, con una spesa di circa 600 euro per ogni ordine”.

Formazione continua e uno sguardo sui quartieri
Accanto agli investimenti economici, fondamentale è stato l’investimento formativo: autoformazione, partecipazione a corsi universitari di storia del turismo e a percorsi creati ad hoc da docenti dell’Università Cattolica. Elemento distintivo dei Gatti Spiazzati è non focalizzarsi esclusivamente sull’arte, come normalmente si limitano a fare le guide turistiche, ma dare ampia risonanza ai quartieri, attingendo alle memorie degli anziani intervistati nei bar e negli oratori.

Visita guidata dei Gatti Spiazzati a Milano

Riconoscimento istituzionale e attività sul territorio
L’impegno ha portato a un rapporto consolidato con il Comune di Milano. L’associazione riceve regolarmente incarichi dai Municipi 1, 5 e 6 per percorsi di scoperta dei quartieri. Le attività, in luoghi sempre raggiungibili con i mezzi pubblici, si estendono anche in provincia, come al Santuario di Saronno per gli affreschi del Luini, a Melegnano e a Vigevano.

Un modello economico solidale e inclusivo
Il bilancio è sempre in attivo, anche grazie all’assenza di costi fissi per la sede (ospiti dell’Associazione L’Arcobaleno). Il 50% delle entrate viene distribuito, con ritenuta d’acconto, in parti uguali ai soci guide; l’altra metà copre le spese e contribuisce alla convivialità. Le entrate principali provengono da donazioni aziendali e bandi. L’inclusione di nuove guide avviene attraverso i centri Caritas, con l’ingaggio di circa una-due persone all’anno.

Le visite sono a contributo libero per le chiese, mentre per i musei si richiede un piccolo fee di 3-4 euro oltre al biglietto. L’aspetto qualitativo dell’esperienza è prioritario tanto quanto quello economico. Per questo, i gruppi in media sono di 15 persone ma, in luoghi come la Basilica di Sant’Ambrogio, sono limitati a 6 partecipanti per garantire un’esperienza senza distrazioni.

L’associazione supporta direttamente due soci, pagando loro una camera singola in dormitorio.

Sfide, identità e visione
La logistica si organizza “a fisarmonica” per coordinare vite instabili. La sfida più grande è far coincidere tempi e disponibilità diverse. “Siamo passati da un’organizzazione basata su tempo/lavoro/moneta, a un tempo dedicato al volontariato. È qui che troviamo un nuovo equilibrio”, spiega Aldo.

Il nome racchiude l’essenza del progetto: “Gatti” per l’abitudine a girare e osservare i quartieri con sguardo vigile; “Spiazzati” perché ex esodati, disorientati dalla vita. “Il gatto rappresenta quello sguardo che cerca un nuovo posto nel mondo dopo essere stato disorientato”.

Gatti Spiazzati

Domande extra al Presidente Aldo Scaiano

D: Qual è per te il luogo simbolo di questo riscatto?
R: La Biblioteca Sormani. È il luogo che mi ha salvato la vita. In quei silenzi ho trovato un rifugio, ho potuto scrivere e realizzare il desiderio di pubblicare due libri. La Sormani è stata il mio simbolo di speranza.

D: Cosa vedete della "città invisibile"?
R: Vediamo la città che si muove per necessità, non per scelta. I volti di chi cerca un posto dove sostare, le storie sospese nelle stazioni e nei parchi. Sono dettagli che i milanesi "diurni", presi dalla routine, spesso non notano più.

D: Quale idea di "Città Ideale" proponete?
R: Proporremo dei "presidi di ascolto" informali nei luoghi pubblici, gestiti da chi ha vissuto difficoltà. Non sportelli burocratici, ma punti dove un caffè e una chiacchiera possano essere il primo passo per non sentirsi invisibili.

D: Siete registrati per il 5 per mille?
R: No, non siamo registrati per il 5 per mille. Siamo un’associazione informale, nata dal basso. Per ora viviamo di connessioni umane.

D: Quale eredità volete lasciare?
R: Speriamo che i Gatti Spiazzati lascino l’idea che la città è di tutti, anche di chi non ha più un posto. Tra cinque anni ci immaginiamo una rete di persone che, partendo da un’esperienza di smarrimento, diventano una risorsa di accoglienza e narrazione per Milano.

Informazioni pratiche
Le visite guidate si svolgono il venerdì, sabato e domenica, più il martedì mattina con il progetto "Arzille e Arzilli", dedicato alla terza età. Potete seguire l’attività su Instagram e Facebook e chiedere informazioni a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

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