Skip to main content

Rudy Neri: vita, musica e Sanremo tra radio, festival e nuovi progetti

“Chi più ne ha più ne metta, la vita è una fretta, corri forte e non fermarti ad aspettare...” — Rudy Neri (Prefisso), Sanremo 1995

Artista poliedrico, tra i volti storici dell’etere varesino e una carriera che ha attraversato radio, discoteche e palchi importanti, Rudy Neri racconta un percorso fatto di sperimentazione e tenacia. Dalle notti nei locali del Varesotto fino all’esperienza al Festival di Sanremo con i Prefisso, oggi continua a guardare avanti tra nuovi singoli e progetti video legati alla “Città dei Fiori”.rudi neri prefisso anni95

Le radici nel Varesotto

Come ha mosso i primi passi la tua carriera nel mondo dello spettacolo?

Tutto è iniziato, senza dubbio, dalla passione travolgente per la discoteca. Io nasco come animatore, come voce nei locali storici di Varese: il Caminaccio, un luogo per me assolutamente indimenticabile, e poi ancora il Diva di Ispra, il Passatore e tanti altri punti di riferimento del Varesotto. Da quel microfono in pista, il passaggio naturale è stato verso la radio: la mia prima vera casa è stata Radio Rainbow, un’emittente storica di Arsago Seprio che ha segnato profondamente la mia formazione professionale.

Com’è nata, tecnicamente, questa attrazione fatale per la radio?

La scintilla è stata la passione pura per il microfono: la voglia di animare, di trasmettere energia e far divertire il pubblico. Da quella voglia di comunicare è nato tutto il resto. Erano i primi anni ’90 e io mi divertivo a “reppare” sopra i vinili; ho iniziato così, portando avanti parallelamente il ruolo di animatore e quello di cantante o rapper. Era un periodo di grande fermento creativo, dove la musica dance e il rap iniziavano a fondersi in modo nuovo.

Gli anni d’oro del Festival di Sanremo

Un percorso che ti ha portato fino al palco più importante d’Italia con i Prefisso…

Proprio così. Ho davanti a me un documento molto speciale, un book fotografico dell’epoca intitolato: “Sanremo nella sezione giovani, ecco i 32 ammessi”. Leggo su quel quotidiano storico il nome del mio gruppo, i Prefisso, proprio come ci chiamavano allora. Era il 1994 e stavamo per iniziare un’avventura incredibile.

Cosa si prova a leggere il proprio nome tra i partecipanti del Festival e chi faceva parte del gruppo?

Ricordo nitidamente quella mattina del 1994: mi sono fermato a comprare il giornale e lì, nero su bianco, ho letto che sarei stato al Festival di Sanremo. Nel gruppo dei Prefisso c’eravamo io, Stephanix (il nostro tastierista e DJ), Verusca (mia sorella) e Maurilia nel ruolo di coriste e ballerine. L’emozione di quel momento è stata letteralmente indescrivibile. Sono tornato verso casa con il cuore a mille e ho avvisato subito al lavoro che sarei partito per il Festival.

Da lì è iniziata ufficialmente una nuova carriera per me. In quel Sanremo Giovani 1994 partecipammo con il brano “Avevo bisogno di te”, un’esperienza che ci aprì le porte per l’anno successivo, quando tornammo al Festival di Sanremo 1995 con un pezzo rap/pop intitolato “Chi più ne ha più ne metta”. Fu l’inizio della mia vita nel mondo dello spettacolo.

“Cosa succede davvero a Sanremo”: il documentario

Oggi torni a Sanremo con una veste diversa: quella di documentarista.

L’idea è nata qualche anno fa con l’obiettivo di raccontare cosa accade realmente a Sanremo quando i riflettori del palco dell’Ariston si spengono o restano lontani. È un documentario inedito che svela il “dietro le quinte” della città. Sanremo durante il Festival diventa un ecosistema particolare, attivo 24 ore su 24, fatto di radio, televisioni, social ed influencer.

È un’atmosfera unica che si respira nelle strade, ed è proprio quello che volevo catturare: la vita al di fuori del teatro. Il risultato è un’esclusiva dal titolo “Cosa succede davvero a Sanremo”, disponibile sul mio canale YouTube Rudy Neri.

Chi ti ha affiancato in questa avventura cinematografica?

Ho avuto il piacere di collaborare con una bravissima documentarista di nome Andrea e con Sandro Soldati, un grande artista e uno dei produttori più importanti del panorama. Insieme abbiamo voluto creare qualcosa che permettesse di vivere quelle vibrazioni anche a chi non ha la possibilità di trovarsi fisicamente a Sanremo in quei giorni. Ogni anno, durante quelle cinque serate, non si blocca solo una città, ma un’intera nazione. Sanremo è, a tutti gli effetti, un vanto italiano nel mondo.

Sperimentazione e tecnologia

Parlando di musica attuale, come vedi il panorama contemporaneo?

La musica è in costante evoluzione. Negli ultimi anni abbiamo visto passare di tutto: dal reggaeton alla trap, fino alla musica indie. Io amo le novità e adoro sperimentare. A breve, infatti, uscirà il mio nuovo singolo dal titolo “Ossigeno”, realizzato in collaborazione con MC Noise e Andrea. In questo brano riparto dal rap, ma mi sposto verso un pop diverso, arricchito da un arrangiamento particolare con archi e violini che sentirete presto, in primavera.

E riguardo all’intelligenza artificiale, che oggi spaventa molti artisti?

L’IA è un po’ come quando arrivarono i primi computer, o quando i CD e le cassette presero il posto dei vinili. Il futuro non si può fermare. Io apprezzo l’innovazione: oggi l’intelligenza artificiale va usata per sperimentare e cercare il meglio da questi nuovi strumenti. Nel mio ultimo singolo non l’ho ancora utilizzata, perché per fortuna il testo è stato scritto negli ultimi due anni e ha seguito un’evoluzione naturale, ma in futuro… mai dire mai. Vedremo cosa succederà.

Il messaggio finale

Che consiglio daresti a un giovane che vuole intraprendere la carriera di DJ o lavorare in radio?

Il consiglio è semplice: bisogna provarci, esattamente come ho fatto io. Se credi in qualcosa, devi andare fino in fondo senza riserve. Il rischio più grande non è fallire, ma vivere con il rimpianto di non aver tentato. Se c’è qualcosa che ti piace nella vita, perché non dovresti metterti in gioco?

Io ho fatto la differenza perché ci ho provato fin dal primo giorno, portando avanti il mio progetto negli anni nonostante gli alti e bassi che caratterizzano ogni mestiere. Se hai un sogno, il segreto è provarci sempre. È proprio quel coraggio, alla fine, a fare la differenza.rudi neri francesca capri

FAQ

Chi è Rudy Neri?

Rudy Neri è un artista e speaker legato alla scena radiofonica varesina, con un percorso che unisce animazione nei locali, musica e progetti legati a Sanremo.

Con quale gruppo ha partecipato a Sanremo?

Rudy Neri racconta l’esperienza al Festival con i Prefisso, tra Sanremo Giovani (1994) e Sanremo (1995).

Di cosa parla “Cosa succede davvero a Sanremo”?

È un progetto video che racconta la città durante i giorni del Festival, concentrandosi sul “dietro le quinte” fuori dal teatro Ariston.

  • Ultimo aggiornamento il .