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Aereo contro il Pirellone, 18 aprile 2002: cosa accadde

  • Redazione MilanoFree.it
La colonna di fumo dal Grattacielo Pirelli dopo l'impatto dell'aereo, 18 aprile 2002
Il fumo che si leva dal Pirellone dopo l'impatto, il 18 aprile 2002.

Il 18 aprile 2002, nel tardo pomeriggio, un piccolo velivolo privato si schiantò contro il Pirellone, il grattacielo simbolo della Regione Lombardia. Per qualche ora, a pochi mesi dall'11 settembre, Milano temette il peggio.

Cosa accadde

Erano da poco passate le 17:45 quando un monomotore da turismo infranse la vetrata del 26° piano, sul lato sud-est del grattacielo, penetrando all'interno dell'edificio. Nell'impatto, in prossimità delle strutture portanti vicino agli ascensori, circa 220 litri di carburante residuo si nebulizzarono ed esplosero, proiettando all'esterno detriti e parti del velivolo. Una densa colonna di fumo si levò dal palazzo, e in pochi minuti il panico raggiunse tutta la città, rimbalzando nei telegiornali di tutto il mondo: l'istinto, a meno di un anno dall'attentato alle Torri Gemelle, fu di temere un nuovo attacco terroristico. Per precauzione furono evacuati gli alberghi e i palazzi vicini, e la difesa aerea fu posta in stato di massima allerta.

Il pilota e la dinamica

A bordo, da solo, c'era Luigi Marco Fasulo, 67 anni, italo-svizzero: nato a Prata di Principato Ultra (Avellino) nel 1935 e residente nel Canton Ticino, era un pilota privato con circa 4.000 ore di volo alle spalle e una piccola impresa di aeronoleggio. Quel pomeriggio era decollato alle 17:15 dall'aeroporto di Locarno-Magadino, ai comandi di un Rockwell Commander 112TC, diretto a Milano Linate per un rifornimento. Durante l'avvicinamento, però, Fasulo ebbe problemi: comunicò alla torre di controllo difficoltà con la rotta e con il carrello. Confuso e in difficoltà nel gestire le procedure di un aeroporto complesso, il velivolo mancò la pista, deviò verso la Stazione Centrale e finì per impattare il vicino grattacielo.

Le vittime

La tragedia costò la vita a tre persone: oltre al pilota, le due avvocate dell'ufficio legislativo della Regione, Anna Maria Rapetti e Alessandra Santonocito, che ebbero la sfortuna di trovarsi al lavoro proprio sul piano colpito. I feriti furono circa settanta. Il bilancio avrebbe potuto essere ben più grave: per fortuna, essendo da poco terminato l'orario di lavoro (le 17:30), al momento dell'impatto erano presenti nel palazzo solo circa 300 dei suoi oltre 1.300 dipendenti. Ogni anno le due vittime vengono ricordate con una cerimonia commemorativa.

Le cause: l'inchiesta

Smentita fin da subito la pista terroristica, restò aperta a lungo l'ipotesi del gesto volontario: pochi mesi prima Fasulo aveva denunciato di essere stato raggirato da un socio. Ma anche questa ipotesi fu infine esclusa. La relazione d'inchiesta individuò la causa più probabile nell'incapacità del pilota di gestire adeguatamente la fase finale del volo in presenza di problematiche tecniche: in sostanza, un tragico errore umano.

Il Pirellone, ieri e oggi

Il Grattacielo Pirelli, in piazza Duca d'Aosta davanti alla Stazione Centrale, è uno dei simboli della Milano moderna: 31 piani, costruito alla fine degli anni Cinquanta su progetto di un gruppo di architetti tra cui Gio Ponti, con la struttura di Pier Luigi Nervi. Fino al 1966 fu l'edificio più alto dell'Unione Europea. Nel 2002 ospitava sia la Giunta sia il Consiglio regionale; dopo l'incidente fu lungamente restaurato, e dal 2011, con il trasferimento della Giunta a Palazzo Lombardia, è sede del solo Consiglio regionale.

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