Brera a luci rosse: vie, curiosità e memoria delle case chiuse a Milano
Brera è da sempre sinonimo di vivacità: oggi centro nevralgico delle avanguardie artistiche e del design, una volta frizzante quartiere a luci rosse. Ecco una carrellata dei luoghi e delle curiosità che hanno caratterizzato l’identità di Brera in un passato nemmeno troppo lontano. Basti pensare che le case di piacere sono state chiuse nel 1958.
Via Formentini: la Contrada di Tett
Il nostro giro può cominciare da via Formentini. Il suggestivo scorcio che si apre sullo slargo della via era una volta conosciuto come Contrada di Tett. A poco è valso, col tempo, il tentativo “moralizzatore” di farla passare per Contrada dei Tetti.
La via era un pullulare di case di piacere, alle cui finestre si affacciavano le signorine che, esibendo le loro grazie, attiravano i clienti. Questo almeno fino all’entrata in vigore della legge Crispi del 1888 che, regolamentando alcuni aspetti della prostituzione, impose di murare le finestre dei bordelli: da qui deriverebbe l’espressione case chiuse.

Via San Carpoforo: la strada del piacere
Spostiamoci poi in via San Carpoforo, una via stretta in cui oggi non c’è granché da vedere. Un tempo, però, se si diceva che si andava in Sancarpofer, era subito chiaro cosa si stava cercando.
Di bordelli ce n’erano ben tre, ognuno con un diverso approccio alla clientela. In uno, la maitresse aveva vietato alle ragazze di adescare i clienti: dovevano rimanere mute e ferme, attendendo che fosse il cliente ad avvicinarsi.
In un altro, invece, l’adescamento era concesso: toccava alle signorine rompere il ghiaccio, ognuna giocando le proprie carte. Il primo casino era prediletto dagli spavaldi e dagli uomini d’iniziativa, mentre il secondo risultava più adatto ai ragazzi di primo pelo e a chi necessitava di qualche incoraggiamento.

Via Fiori Chiari: il lussuoso Fior Ciar 17
Per scovare l’emblema della Brera a luci rosse bisogna terminare il giro in via Fiori Chiari, fermandosi al civico 17. Per anni qui si sono succeduti locali e ristoranti, ma un tempo sorgeva il bordello più lussuoso di Milano: il mitico Fior Ciar 17.
All’interno si trovava una grande scala in stile liberty dalla quale facevano la loro entrata in scena le ragazze, deputate a sollazzare i signori danarosi della Milano bene.
Come in tante altre case di piacere, anche qui si consumò una memorabile festa nella notte del 19 febbraio 1958, alla vigilia dell’entrata in vigore della legge Merlin che avrebbe messo fine alla prostituzione legale in Italia.
Il Fior Ciar, per l’occasione, rimase aperto tutta la notte e ebbe il suo gran finale. La nottata fu affollatissima: molti intervennero anche allettati dalla falsa aspettativa di usufruire di qualche prestazione gratuita. Non mancò però una nota di malinconia, dovuta all’incertezza di un futuro che, da lì a poche ore, per molte ragazze sarebbe stato tutto da reinventare.

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