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Carte topografiche di Milano (1162–1844): mura, navigli e bastioni spiegati

  • Redazione MilanoFree.it

Carte topografiche della città di Milano (1162–1844)

Introduzione

Questo percorso ripercorre, attraverso alcune celebri rappresentazioni cartografiche, l’evoluzione urbana di Milano tra Medioevo ed età contemporanea. Le carte selezionate non sono solo “mappe”: sono documenti vivi che mostrano come sono cambiate le mura, i bastioni, i navigli, i luoghi del potere e gli spazi aperti. Dalle mura medievali ricostruite dal vescovo Ansperto da Biassono (IX secolo) alla grande cerchia spagnola, dalle conche idrauliche alla nascita della Darsena, la città si trasforma e con lei la sua immagine.

Veduta storica di Milano del 1621 con cerchia dei Navigli e bastioni
Milano, veduta storica (1621).

Timeline sintetica

  • IX secolo – Ricostruzione delle mura (Ansperto da Biassono).
  • 1428 – Carta prospettica di Jacopo del Massaio (città entro la cerchia medievale).
  • 1439 – Conca di Viarenna: collegamento Naviglio Grande – Fossa Interna.
  • 1573 – Carta di Antonio Lafrery (comparsa dei bastioni spagnoli).
  • fine XV–XVI secolo – Conche dell’Incoronata e di San Marco: arrivo dei natanti dall’Adda fino al Tombone di San Marco.
  • 1699 – Carta di G.B. Bonacina (sistema navigabile definito, sbocco al Laghetto di Sant’Eustorgio).
  • 1819 – Inaugurazione del Naviglio Pavese.
  • 1844 – Carta di Leone Zuccoli (porte rinnovate, Arco della Pace, circonvallazione dei Bastioni).

1428 – Carta prospettica di Jacopo del Massaio

Rappresentazione schematica, ancora entro la cerchia medievale ricostruita da Ansperto attorno all’880. Si distinguono:

  • Il Duomo, allora in costruzione da circa 35 anni, raffigurato con tetti degradanti e una torre campanaria al posto dell’attuale tiburio sormontato dalla Madonnina. È indicato come Santa Maria (Nascente); nelle vicinanze compaiono il Broletto (Curia Ducis) e l’Episcopato.
  • Il Castello, detto di Porta Giovia, costruito nella seconda metà del Trecento da Galeazzo II, demolito dal popolo nel 1447 alla morte di Filippo Maria Visconti e ricostruito da Francesco Sforza dal 1450, assumendo il nome di Castello Sforzesco; ristrutturato a fine Ottocento.

1573 – Carta topografico-prospettica di Antonio Lafrery

La visione in proiezione prospettica mostra una Milano più ampia rispetto alle rappresentazioni medievali: appare la cerchia delle mura spagnole (i bastioni). Tra la cerchia di Ansperto e la nuova cinta si leggono ampi spazi non edificati, destinati a colture.

  • Lazzaretto (quadrilatero ben riconoscibile all’esterno dei bastioni, lato destro della carta), demolito nel 1880; divenne scenario della peste del 1630 nel racconto manzoniano.
  • Naviglio di Viarenna: tratto che unì il Naviglio Grande alla Fossa Interna. Nel 1439, per volontà di Filippo Maria Visconti e su progetto degli ingegneri idraulici Filippo degli Organi e Aristotele Fioravanti, fu realizzata la prima conca di navigazione, detta Conca di Viarenna (via della sabbia).
Pianta topografico-prospettica di Milano di Antonio Lafrery (1573)
Antonio Lafrery, Pianta topografico-prospettica di Milano, 1573.

1699 – Carta prospettica di G.B. Bonacina

L’impianto planimetrico ricalca in gran parte la veduta precedente, ma la carta di Bonacina valorizza il sistema dei navigli:

  • Naviglio Grande e Martesana con l’ultimo tratto di quest’ultima verso la Cerchia dei Navigli.
  • Conche dell’Incoronata e di San Marco (fine Quattrocento): consentono ai natanti provenienti dall’Adda di raggiungere il Tombone di San Marco, uno dei tre terminali cittadini (con il Laghetto di Sant’Eustorgio e il Laghetto di Santo Stefano).
  • Primo chiaro tracciato dello sbocco del Naviglio Grande al Laghetto di Sant’Eustorgio, nucleo della futura Darsena di Porta Ticinese.
  • Vettabbia: defluisce dalla Cerchia dei Navigli all’altezza dell’attuale via della Chiusa; fungeva da scaricatore mediante una chiusa (da cui il toponimo), usata nei periodi di sciutta per la pulizia dell’ex canale di difesa. In coordinamento con una chiusa sotto il Laghetto di Sant’Eustorgio, prima della Conca di Viarenna, permetteva il trasbordo dei natanti tra Naviglio Grande e Cerchia Interna, superando il dislivello fino al Laghetto di Santo Stefano dove si scaricavano i marmi di Candoglia per il Duomo.

1844 – Carta prospettica di Leone Zuccoli

A ridosso delle Cinque Giornate, la veduta di Zuccoli riprende una prospettiva “tolemaica”, come se Milano fosse posta al culmine di una grande semisfera che abbraccia la Pianura Padana, dalle Alpi al mare. Si notano:

  • Naviglio Pavese: tracciato visibile (opera completata e inaugurata nel 1819).
  • Porte rinnovate sulla cerchia dei bastioni spagnoli, in corrispondenza delle sei antiche.
  • Arco della Pace a nord-ovest, all’estremo della Piazza d’Armi (futura area del Parco Sempione): monumento neoclassico avviato nel 1807 su progetto di Luigi Cagnola.
  • Il fossato esterno ai bastioni trasformato in Strada di Circonvallazione (oggi “Circonvallazione dei Bastioni”), segno dell’imminente espansione urbana oltre l’ambito storico.

Nota: i contenuti storici riassumono e riorganizzano descrizioni dalle principali vedute e carte citate. Le denominazioni dei luoghi seguono la toponomastica storica quando utile alla comprensione (Laghetto di Sant’Eustorgio, Laghetto di Santo Stefano, Tombone di San Marco).

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