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Casa Savoia e Milano: i legami con la città nel Risorgimento

Lo stemma di Casa Savoia
Lo stemma di Casa Savoia, la dinastia che regnò sull'Italia unita dal 1861 al 1946.

I legami tra Milano e Casa Savoia furono profondi e costanti lungo tutto il Risorgimento, di cui la città fu una delle capitali morali: da Milano partì molta della spinta che portò all'Unità d'Italia. Ripercorriamo questo rapporto, dai moti contro gli austriaci fino all'ultimo re d'Italia.

I patrioti milanesi e il Piemonte

Il rapporto si intensifica già dal 1815, quando molti patrioti milanesi ripararono in Piemonte per sfuggire alle periodiche repressioni asburgiche. È il periodo delle società segrete: i moti del 1820-21 e quelli del 1830 alimentano una prolungata tensione tra il Lombardo-Veneto e il Regno di Sardegna, segnata dalle continue confische ai danni dei patrioti.

Le Cinque Giornate e l'annessione

Il 18 marzo 1848 Milano insorge: sono le celebri Cinque Giornate. Dopo giorni di combattimenti strada per strada, il 22 marzo gli austriaci sono costretti ad abbandonare la città e a ripiegare nel Quadrilatero. In città si formano subito due fazioni: una minoritaria e repubblicana, capeggiata da Carlo Cattaneo, e una moderata e maggioritaria, che chiede soccorso al Piemonte di Carlo Alberto. Il 23 marzo il re di Sardegna dichiara guerra all'Austria, dando inizio alla Prima guerra d'indipendenza.

Nella primavera del 1848 il Governo Provvisorio indice un plebiscito di fusione con il Regno di Sardegna: l'esito, reso noto l'8 giugno, sancisce a larghissima maggioranza l'annessione della città. La conquista durò però poco: dopo la sconfitta piemontese di Custoza, Milano tornò sotto il dominio austriaco, che sarebbe rimasto fino al 1859.

Il ritorno di Vittorio Emanuele II

Fu proprio sulla base di quel diritto plebiscitario che nel 1859, conclusa vittoriosamente la Seconda guerra d'indipendenza, Vittorio Emanuele II entrò a Milano accolto da due ali di folla, allontanando definitivamente le mire austriache. Con l'annessione definitiva al Regno di Sardegna — di lì a poco Regno d'Italia (1861) — i legami tra la dinastia e la città non vennero meno, anzi.

I Savoia di casa a Milano

Dal 1860 il principe Umberto, figlio di Vittorio Emanuele II e futuro re, risiede stabilmente a Milano come alto ufficiale dell'Esercito, alternando i soggiorni a Palazzo Cusani, nel cuore di Brera, con quelli al Palazzo Reale e alla Villa Reale di Monza, quest'ultima destinata a diventare, dopo il 1878, il luogo privilegiato di villeggiatura estiva dei reali d'Italia.

Da Vittorio Emanuele III a Umberto II

Con Vittorio Emanuele III Milano diventa un polo privilegiato dal sovrano per la sua frenetica attività industriale e operaia. È qui che si tengono grandi dimostrazioni militari — l'ultima nel 1939, alla vigilia della Seconda guerra mondiale. Umberto II, divenuto re nel maggio del 1946, sceglie Milano come ultima tappa della campagna referendaria: all'inizio di giugno è accolto festosamente da una grande folla in piazza del Duomo, pochi giorni prima del referendum che, il 2 giugno 1946, avrebbe decretato la nascita della Repubblica e la fine della monarchia in Italia.

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