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Gli Apostoli nell'Ultima Cena di Leonardo: chi è chi nel dipinto

  • Redazione MilanoFree.it
L'Ultima Cena di Leonardo da Vinci nel refettorio di Santa Maria delle Grazie a Milano
Leonardo da Vinci, Ultima Cena (1494-1498), Refettorio di Santa Maria delle Grazie, Milano. I dodici Apostoli sono disposti in quattro gruppi da tre.

Chi ha visitato il Cenacolo di Leonardo da Vinci nella basilica domenicana di Santa Maria delle Grazie di Milano conosce la scena: una lunga tavola, Gesù al centro, dodici Apostoli disposti su entrambi i lati. Ma chi è chi? Ricordarsi nomi, posizioni e storie non è immediato, soprattutto quando si hanno solo quindici minuti di visita guidata.

Leonardo dispone gli Apostoli in quattro gruppi da tre, ciascuno con una reazione emotiva diversa all'annuncio del tradimento. Riconoscerli richiede di sapere cosa guardare: un coltello, un sacchetto di monete, un dito alzato, una saliera rovesciata. In questa guida li presentiamo uno per uno, da sinistra a destra per chi osserva il dipinto, con i dettagli iconografici che permettono di identificarli e un profilo essenziale di ogni personaggio.

La composizione: quattro gruppi da tre

Leonardo dipinge l'Ultima Cena tra il 1494 e il 1498 su commissione di Ludovico il Moro. Il momento rappresentato è quello in cui Gesù ha appena pronunciato la frase «uno di voi mi tradirà», e la scena coglie la reazione immediata degli Apostoli.

La novità rivoluzionaria di Leonardo rispetto alle precedenti Ultime Cene (da Giotto agli Scrovegni a Castagno a Sant'Apollonia a Firenze) è aver integrato Giuda nel gruppo degli altri Apostoli, senza isolarlo dall'altra parte della tavola come era tradizione. Giuda è riconoscibile ma non segregato: il tradimento è dentro il cerchio, non fuori.

La disposizione da sinistra a destra, per chi osserva, è la seguente:

  1. Bartolomeo, Giacomo Minore, Andrea (primo gruppo)
  2. Giuda Iscariota, Pietro, Giovanni (secondo gruppo)
  3. — Gesù al centro —
  4. Tommaso, Giacomo Maggiore, Filippo (terzo gruppo)
  5. Matteo, Giuda Taddeo, Simone (quarto gruppo)

Gli Apostoli alla sinistra di chi osserva

1. Bartolomeo

All'estremità sinistra del tavolo, in piedi, appoggia le due mani sul tavolo e si protende verso Gesù per prestare attenzione. Originario di Cana di Galilea, morì martire nella seconda metà del I secolo, probabilmente ad Albanopolis in Armenia, per scuoiamento (la sua iconografia tradizionale lo ritrae con un coltello o mentre subisce il martirio). La sua festa si celebra il 24 agosto.

2. Giacomo il Minore

Tocca la spalla di Pietro con la mano sinistra, come a chiedergli maggiori informazioni. L'appellativo "minore" distingue questo Apostolo dall'altro Giacomo (il Maggiore), per età anagrafica o statura. Secondo Egesippo, scrittore giudeo-cristiano del II secolo, era cugino di Gesù. Divenne primo vescovo di Gerusalemme ed è ricordato come uomo di profonda fede, rispettato sia dai cristiani sia dagli ebrei. Morì martire, probabilmente lapidato, a Gerusalemme sotto Nerone. Festa: 3 maggio.

3. Andrea

Con i palmi delle mani bene in vista alzati, in un gesto di stupore e al tempo stesso di autodifesa ("non sono io"). Nato a Betsaida, fratello di Pietro, svolgeva l'attività di pescatore. Eusebio di Cesarea ricorda che viaggiò in Asia Minore, lungo il Volga, sul Mar Nero e fu probabile fondatore della sede episcopale di Bisanzio. Morì crocifisso a Patrasso il 30 novembre del 60.

4. Giuda Iscariota

Il traditore è il quarto da sinistra, non isolato. Si riconosce per tre dettagli: il gomito appoggiato al tavolo (l'unico a farlo), il sacchetto delle monete stretto nella mano destra e il volto parzialmente in ombra. Davanti a lui, sul tavolo, una saliera rovesciata: nella simbologia cristiana gli Apostoli sono chiamati da Gesù "sale della terra" (Mt 5,13), e Giuda che rovescia il sale è la figura del tradimento della missione apostolica. Figlio di Simone, era l'Apostolo che teneva la cassa del gruppo.

5. Pietro

Dietro Giuda, brandisce un coltello con la mano destra dietro la schiena (preannuncio del momento in cui taglierà l'orecchio al servo del sommo sacerdote al Getsemani). Con la mano sinistra scuote Giovanni e gli sussurra qualcosa — stando al Vangelo di Giovanni, gli sta chiedendo a chi Gesù si stia riferendo. Nato a Betsaida, il suo vero nome era Simone; fu Gesù a dargli il nome di Cefa (in aramaico, "roccia"). Morì martire a Roma, crocifisso a testa in giù sotto Nerone.

6. Giovanni

Il più giovane degli Apostoli, dai tratti delicati e quasi femminili che a lungo hanno alimentato teorie fantasiose (come quella che vede in lui Maria Maddalena, oggi considerata priva di fondamento storico-artistico). È chino verso Pietro e ne ascolta la richiesta. Fratello di Giacomo il Maggiore, figlio di Zebedeo e Salomè, morì in tarda età ad Efeso. È l'Apostolo a cui Gesù sulla croce affidò la propria madre.

Gli Apostoli alla destra di chi osserva

7. Tommaso

Subito alla destra di Gesù, si distingue per il dito indice alzato verso l'alto. È un gesto interrogativo rivolto a Gesù, ma anticipa anche il celebre episodio dopo la Resurrezione, quando Tommaso vorrà infilare quello stesso dito nelle piaghe del Cristo risorto. Detto Didimo ("gemello"), nacque in Galilea e morì a Mylapore, in India, dove è ancora oggi venerato dai cristiani di San Tommaso.

8. Giacomo il Maggiore

Allarga le braccia con un gesto ampio e attonito, quasi a trattenere o respingere la notizia. Nato a Betsaida, fratello di Giovanni, soprannominato insieme a lui "figli del tuono" per il temperamento veemente. Morì a Gerusalemme decapitato per ordine di Erode Agrippa nel 44. È il santo patrono di Santiago de Compostela, meta di uno dei più celebri pellegrinaggi cristiani.

9. Filippo

In piedi, si porta le mani al petto con gesto accorato — «sono forse io, Signore?». Nativo di Betsaida, morì martire a Ierapoli, in Anatolia, inchiodato a testa in giù a un albero.

10. Matteo

Tende le braccia verso Gesù ma gira il volto verso gli altri due compagni del suo gruppo, Simone e Giuda Taddeo, come per chiedere loro spiegazione. Nato a Cafarnao, prima della chiamata di Gesù era un esattore delle tasse, professione malvista all'epoca. Il suo nome originale era Levi. Evangelista, è autore del primo dei quattro Vangeli canonici. Morì in Etiopia, secondo alcune fonti per cause naturali.

11. Giuda Taddeo

Al centro del gruppo finale, in conversazione con Simone. Taddeo significa "petto" e Lebbeo "cuore": l'uomo dal grande cuore. Cugino di Gesù, svolse attività missionaria in Giudea, Galilea, Samaria, Idumea ed Edessa. Fu martirizzato nella Colchide, antica regione del Caucaso. Oggi è invocato come protettore delle cause perse e disperate.

12. Simone

All'estremità destra del tavolo. Detto il Cananeo nei Vangeli di Marco e Matteo, lo Zelota in quelli di Luca e negli Atti — due appellativi che indicano la stessa cosa (zelo religioso), non la provenienza geografica come a lungo si è creduto. Una tradizione antica, attestata da Eusebio di Cesarea, lo identifica con Simeone figlio di Cleofa, secondo vescovo di Gerusalemme dopo Giacomo il Minore; questa identificazione resta però discussa dagli studiosi. Morì martire, probabilmente crocifisso, in un luogo incerto tra Pella, Suanir o Gerusalemme.

I dettagli iconografici da non perdere

Davanti al dipinto ci sono quindici minuti per vedere tutto. Questi sono i dettagli che vale la pena cercare:

  • Il coltello di Pietro dietro la schiena di Giuda: simbolo del tradimento ma anche presagio del Getsemani, dove Pietro userà l'arma contro il servo Malco.
  • Il sacchetto delle monete di Giuda: i trenta denari del tradimento, stretti nella mano destra.
  • La saliera rovesciata: simbolo del tradimento della missione apostolica (gli Apostoli come "sale della terra").
  • Il dito di Tommaso: anticipazione del suo dubbio dopo la Resurrezione — lo stesso dito che vorrà infilare nelle piaghe di Cristo.
  • La mancata aureola di Giuda: tutti gli altri Apostoli ne avevano una (oggi annerite, un tempo dorate); Giuda è l'unico a non averla, secondo la tradizione iconografica.
  • Le tre finestre dietro Cristo: allusione alla Trinità. La luce del paesaggio lombardo visibile sullo sfondo non proviene da una fonte illuminata nel refettorio ma dal dipinto stesso.

Visitare il Cenacolo oggi: informazioni pratiche

Il Museo del Cenacolo Vinciano si trova in piazza Santa Maria delle Grazie 2 a Milano, accanto alla basilica. Queste le informazioni essenziali aggiornate al 2026:

  • Orario: da martedì a domenica, 8:15–19:00 (ultimo ingresso 18:45). Chiuso lunedì, 1 gennaio, 1 maggio, 25 dicembre.
  • Biglietto: intero 15€, ridotto 2€ per cittadini italiani e UE di 18-25 anni, gratuito per i minori di 18 anni.
  • Prenotazione obbligatoria per qualsiasi tipo di biglietto. Canali ufficiali: cenacolovinciano.vivaticket.it (max 5 biglietti per anno solare), call center al 02 92800360 (max 9 biglietti), email a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. per gruppi (minimo 10 biglietti).
  • Le prenotazioni si aprono con cadenza trimestrale: conviene muoversi con mesi di anticipo, soprattutto per weekend e festività.
  • Turni di visita: ogni 15 minuti, massimo 40 persone per volta. Serve presentarsi 30 minuti prima dell'orario prenotato o si perdono i biglietti.
  • Ingresso gratuito: prima domenica del mese, con biglietti disponibili online su lastsupper.shop dalle 12 del mercoledì precedente.
  • Come arrivare: metropolitana M1 (rossa) fermata Cadorna o Conciliazione; M2 (verde) fermata Cadorna; tram 16 fermata Santa Maria delle Grazie; bus 50 e 169 fermata via Boccaccio. Il Museo è in Area C: arrivare con i mezzi pubblici è la scelta più pratica.

Domande frequenti

Come riconoscere Giuda nell'Ultima Cena di Leonardo?

Giuda è il quarto Apostolo da sinistra, nel secondo gruppo insieme a Pietro e Giovanni. Si riconosce per tre elementi iconografici: il gomito appoggiato al tavolo (l'unico a farlo), il sacchetto delle monete stretto nella mano destra, e il volto parzialmente in ombra. Davanti a lui la saliera rovesciata completa il ritratto del traditore. A differenza delle Ultime Cene precedenti Leonardo non lo ha isolato dal gruppo: è in mezzo agli altri Apostoli, dettaglio che accentua la drammaticità.

Quanti Apostoli sono raffigurati e come sono disposti?

Sono dodici, disposti in quattro gruppi da tre, con Gesù isolato al centro. Da sinistra a destra per chi guarda: Bartolomeo, Giacomo Minore, Andrea (primo gruppo); Giuda Iscariota, Pietro, Giovanni (secondo gruppo); poi Gesù; Tommaso, Giacomo Maggiore, Filippo (terzo gruppo); Matteo, Giuda Taddeo, Simone (quarto gruppo). La composizione in triadi crea un ritmo visivo che converge sulla figura centrale del Cristo.

Chi è la figura femminile accanto a Gesù? È Maria Maddalena?

No. La figura dai tratti delicati alla destra di Gesù (sinistra per chi guarda) è l'Apostolo Giovanni, il più giovane dei Dodici. Leonardo lo dipinge con i tratti quasi femminili seguendo una tradizione iconografica medievale e rinascimentale che rappresentava Giovanni come un giovane imberbe, a sottolinearne la purezza e la giovinezza. L'ipotesi che si tratti di Maria Maddalena, resa popolare da romanzi come Il Codice da Vinci, non ha fondamento storico-artistico.

Quanto costa e quanto dura la visita al Cenacolo?

Il biglietto intero costa 15 euro, ridotto 2 euro per i 18-25 UE, gratuito sotto i 18. La visita effettiva davanti al dipinto dura 15 minuti: è il tempo massimo consentito a ciascun turno di 40 persone, per ragioni di conservazione (umidità e temperatura costanti). La prenotazione è obbligatoria e conviene muoversi con mesi di anticipo.

Perché il dipinto è così rovinato?

Leonardo, anziché usare la tecnica dell'affresco tradizionale (colore su intonaco fresco, che garantisce durata ma richiede velocità), sperimentò una tecnica a secco (tempera e olio su intonaco asciutto) che gli permetteva di tornare più volte sullo stesso punto per ottenere effetti di sfumato e profondità psicologica. Il risultato fu una resa pittorica straordinaria ma estremamente fragile: già nel Cinquecento il colore cominciò a staccarsi. Il dipinto ha subito numerosi interventi di restauro, l'ultimo dei quali dal 1978 al 1999, uno dei più lunghi della storia.

Simone Zelota è davvero il cugino di Gesù?

La questione è dibattuta. Una tradizione antica, attestata da Eusebio di Cesarea (IV secolo), identifica l'apostolo Simone il Cananeo / Zelota con Simeone figlio di Cleofa, cugino di Gesù, che fu secondo vescovo di Gerusalemme dopo Giacomo il Minore. Il Nuovo Testamento però non fa questa identificazione esplicita, e diversi studiosi contemporanei la considerano non sicura. Nel dubbio, la maggior parte delle guide presenta le due figure come possibilmente coincidenti, segnalando l'incertezza.


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