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Corone nell’arte e nell’araldica: come riconoscerle in stemmi, dipinti e bassorilievi

Con quest’articolo voglio offrire al lettore la possibilità di identificare, osservando uno stemma, un bassorilievo o un dipinto, il tipo di corona raffigurata, così da qualificare meglio sia l’oggetto sia il soggetto. Tralascio i significati simbolici più ampi: qui mi limito a presentare i tipi diversi di corone con un breve cenno.

Corona d’alloro: simbolo di onore e riconoscimento, come nel caso di Dante
La corona d’alloro è tra le più riconoscibili: richiama onore, merito e celebrazione.

Che cos’è una corona

La corona è un ornamento del capo a forma di cerchio, realizzato in fiori, fronde, legno o metallo (semplice o impreziosito da lavorazioni e pietre). Nella cultura europea la corona rimanda spesso a sovranità, signoria, onore o vittoria, e può rappresentare una dinastia o un rango.

Corone “simboliche” e devozionali

Con una semplice corona d’alloro si onoravano poeti e generali vittoriosi. In ambito accademico, l’alloro è rimasto a lungo legato all’idea di riconoscimento e traguardo.

Per gli eroi la corona è spesso a carattere floreale e può comparire in celebrazioni pubbliche e monumenti. Un esempio tipico è l’uso della corona come “segno” di memoria e onore.

Ricordiamo anche la corona dell’Avvento, legata al periodo natalizio, spesso esposta come segno di attesa e augurio.

All’opposto, c’è la corona funeraria, presente nelle circostanze di lutto: rami e fiori diventano un linguaggio (anche cromatico) di commiato e ricordo.

Corone nell’iconografia cristiana

Corona di spine nell’iconografia cristiana
La corona di spine è una delle immagini più forti del simbolismo cristiano.

Una corona che ha segnato l’immaginario è la corona di spine legata alla Passione di Cristo. Nelle immagini viene spesso resa come un cerchio, ma in molte ricostruzioni iconografiche è pensata come una sorta di “cappuccio” spinoso che copre il capo. È associata a sofferenza, fede e penitenza.

Di tutt’altro segno è la corona di stelle attorno al capo della Vergine, spesso rappresentata con 12 stelle (in altre varianti il numero cambia). In ambito devozionale è “a parte” anche la corona del Santo Rosario, cioè la corona/rosario usata per la preghiera.

Corone araldiche: sovrani e nobiltà

Corona Ferrea di Monza: simbolo storico legato alla regalità in Italia
La Corona Ferrea è legata alla tradizione regale in Italia ed è conservata nel Duomo di Monza.

Passiamo alle corone legate all’araldica (o che da essa traggono forma). Le corone di re e imperatori si riconoscono per sontuosità e ricchezza: oro, pietre, lavorazioni, talvolta rivestimenti interni in velluto.

In Italia, un riferimento storico molto noto è la Corona Ferrea, conservata nel Duomo di Monza. Nelle gerarchie nobiliari, più si scende di rango, più la corona tende a diventare semplice e meno ricca di elementi.

In sintesi, nella tradizione araldica si incontrano corone attribuite a duca, marchese, conte, barone, visconte, cavaliere, patrizio, con differenze di numero e disposizione di punte, perle e ornamenti. Per riconoscerle bene conviene guardare soprattutto:

  • Numero di punte/merli e loro forma
  • Perle (quante e dove sono posizionate)
  • Presenza di “tocco” (cappuccio/imbottitura interna nelle corone più alte)
  • Ricchezza della lavorazione (incisioni, pietre, dettagli)

Corone di Province, Città e Comuni

Corona sopra lo stemma: esempio di corona civica (Comune di Milano)
Anche gli enti territoriali hanno “corone” proprie, visibili sopra gli stemmi.

Anche Province, Città e Comuni possono vantare una loro corona, visibile sopra gli stemmi. In modo molto sintetico:

  • Provincia: cerchio con torri merlate unite da mura.
  • Città: cerchio “murario” con porte/finestre e torri merlate.
  • Comune: cerchio murario con porte e merli (con variazioni secondo i regolamenti araldici).

Un capitolo a parte riguarda le corone e gli ornamenti legati al clero, che seguono logiche e simboli specifici.


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