Duomo di Milano: origini del cantiere (1386), Veneranda Fabbrica e marmo di Candoglia

Il Duomo di Milano nasce nel 1386, per iniziativa dell’arcivescovo Antonio da Saluzzo con il sostegno del signore di Milano Gian Galeazzo Visconti, sul luogo delle antiche cattedrali di Santa Maria Maggiore (cattedrale invernale) e di Santa Tecla (cattedrale estiva). La nuova fabbrica adotta un linguaggio gotico internazionale, ibridato con la tradizione costruttiva lombarda — una scelta che richiederà di chiamare a Milano specialisti d’Oltralpe per gestire il cambio di scala e di materiale.
La Veneranda Fabbrica e la "svolta" del 1387
Per guidare stabilmente progettazione e lavori, il 16 ottobre 1387 viene dato il primo regolamento della Veneranda Fabbrica del Duomo; pochi giorni dopo, il 24 ottobre 1387, Gian Galeazzo concede l’uso esclusivo delle cave di Candoglia e il trasporto gratuito dei marmi lungo le vie d’acqua. La Fabbrica nasce con un sistema misto: i deputati sono scelti dai cittadini milanesi, mentre il signore di Milano garantisce sostegno politico, fiscale e logistico. Quando i due livelli entrano in conflitto, ne nasceranno tensioni che spingeranno Gian Galeazzo a fondare un cantiere dinastico parallelo — la Certosa di Pavia.
Il marmo di Candoglia e il trasporto sui Navigli
Il marmo viene estratto a Candoglia (Val d’Ossola), imbarcato sul Toce e via Lago Maggiore – Ticino – Naviglio Grande raggiunge Milano. I barconi arrivano fino al Laghetto di Santo Stefano, a ridosso dei cantieri (la cosiddetta "Cassina") dietro l’abside.
Ogni blocco destinato alla Cattedrale è marchiato AUF (ad usum fabricae): è il segno di esenzione dai dazi e dai pedaggi sulle vie d’acqua. La tradizione popolare fa derivare proprio da questa sigla l’espressione "a ufo", cioè "gratis". Le cave di Candoglia, ancora oggi di proprietà della Veneranda Fabbrica, hanno fornito ininterrottamente marmo al Duomo per oltre sei secoli.
Un cantiere europeo: maestranze e architetti
Fin dall’avvio il cantiere chiama maestranze locali e specialisti d’Oltralpe, in un’équipe che ibrida tradizione lombarda e gotico nordico:
- Simone da Orsenigo — primo "ingegnere generale" del cantiere, sotto la cui direzione nel 1388 si avvia l’edificazione dei muri perimetrali della zona absidale
- Maestri campionesi — tra gli altri Marco da Campione (detto anche Marco Frisone, ingegnere e a cui alcuni storici attribuiscono il primo disegno della Cattedrale, morto nel 1390) e Giacomo da Campione (figlio di Zambonino, ingegnere della Fabbrica dal 1° maggio 1388 fino alla morte nel 1398)
- Nicolas de Bonaventure — ingegnere francese, partecipa nel 1390 al concorso per il disegno dei finestroni del retrocoro
- Heinrich Parler di Gmünd — portavoce della tradizione costruttiva tedesca
- Giovannino de’ Grassi — ingegnere generale fino alla morte nel 1398, autore del disegno dei capitelli "ad tabernaculum" e di una nuova proporzione per i finestroni
- Jean Mignot — consulente francese giunto nel 1399, celebre per il monito "ars sine scientia nihil est" (l’arte senza scienza non è nulla), che critica le scelte strutturali della Fabbrica
La Fabbrica coordina così una rete complessa di ingegneri, scalpellini, vetrai e scultori: ognuno porta una tradizione tecnica diversa, e il cantiere diventa un laboratorio europeo di confronto.
Il progetto: ad triangulum contro ad quadratum
Una delle decisioni più importanti dei primi anni riguarda la geometria della Cattedrale. Nel 1391 il matematico piacentino Gabriele Stornaloco propone uno schema ad triangulum, che regola le diverse altezze in funzione di un triangolo equilatero costruito sulla base. Heinrich Parler, di formazione tedesca, sostiene invece lo schema ad quadratum, tipico delle cattedrali oltralpine.
Nell’assemblea plenaria del 1° maggio 1392, ingegneri e deputati scelgono lo schema ad triangulum: una geometria più bassa e meno slanciata di quella tedesca, ma pragmaticamente compatibile con il punto in cui era arrivato il cantiere. La decisione ha conseguenze profonde sul profilo del Duomo come lo conosciamo oggi.
Scultura e botteghe
La scelta del marmo favorisce una straordinaria produzione scultorea dal Trecento in poi: statue, trafori, guglie e vetrate compongono un atlante di arti lungo secoli. Le lavorazioni si svolgono tra i laboratori presso la Cattedrale (la "Cassina") e cantieri esterni dedicati alla sbozzatura e alla rifinitura dei pezzi destinati al montaggio.
Le più antiche opere scultoree del Duomo sono i portali trecenteschi delle sagrestie: in particolare il rilievo sopra la porta della sagrestia settentrionale (aquilonare), opera di Giacomo da Campione intorno al 1390, raffigura il Cristo giudice in mandorla fiammeggiante. Lo stile annuncia già l’ibridazione tra gotico tardo lombardo e modi nordici che caratterizzerà tutto il cantiere quattrocentesco.
Questa vitalità è resa possibile dall’organizzazione della Veneranda Fabbrica e dal coinvolgimento dei milanesi, che per secoli sostengono la costruzione e la manutenzione della Cattedrale con donazioni, prestazioni d’opera, lasciti.
Dopo il Trecento: cosa succede nei secoli successivi
L’avvio del cantiere è solo l’inizio di una storia che attraversa oltre sei secoli: nel Quattrocento si concludono abside e prime guglie, nel Cinquecento si imposta la grande cupola sul tiburio, nel Settecento viene innalzata la guglia maggiore con la Madonnina (1774), nell’Ottocento Napoleone fa completare la facciata, nel Novecento la Veneranda Fabbrica avvia il programma sistematico di restauro statico e conservativo che ancora prosegue.
Per la cronologia completa secolo per secolo, vai alla Storia del Duomo di Milano: cronologia per secoli.
Domande frequenti
Quando iniziano i lavori del Duomo?
Nel 1386: il foglio L dell’archivio della Veneranda Fabbrica registra entrate e uscite a partire dal 23 maggio 1386, e la bolla dell’arcivescovo Antonio da Saluzzo è del 12 ottobre 1386. Tutto concorda nel fissare proprio in quell’anno l’avvio dell’impresa.
Quando nasce la Veneranda Fabbrica?
Ha il primo regolamento il 16 ottobre 1387; il 24 ottobre 1387 ottiene da Gian Galeazzo Visconti le cave di Candoglia e il trasporto gratuito del marmo lungo le vie d’acqua. È ente ecclesiastico tuttora attivo, dotato di personalità giuridica per antico possesso di stato.
Come arrivava il marmo in città?
Per vie d’acqua (Toce, Lago Maggiore, Ticino, Naviglio Grande) fino al Laghetto di Santo Stefano, a pochi passi dal cantiere. Il sistema dei Navigli si rivela decisivo per la logistica: senza la rete idrica milanese, la cattedrale in marmo sarebbe stata economicamente impossibile.
Cosa significa la sigla "AUF"?
Ad usum fabricae: indica i carichi destinati alla Fabbrica del Duomo, esenti da dazi e pedaggi. Da questa sigla deriverebbe l’espressione popolare "a ufo" (cioè gratis): è un’etimologia tradizionale, oggi parzialmente discussa dagli studiosi, ma molto radicata nel parlare milanese.
Chi ha disegnato il Duomo?
Non c’è un singolo progettista: il Duomo è opera di un’équipe internazionale che si avvicenda nei primi decenni. Tra i nomi più importanti del Trecento: Simone da Orsenigo, Marco e Giacomo da Campione, Nicolas de Bonaventure, Heinrich Parler, Giovannino de’ Grassi, e i consulenti francesi Jean Mignot e Hans von Fernach.
Cosa scelse l’assemblea del 1° maggio 1392?
La geometria del Duomo: vinse lo schema ad triangulum proposto dal matematico Gabriele Stornaloco, contro lo schema ad quadratum sostenuto da Heinrich Parler di Gmünd. La scelta determinò il profilo "basso" della cattedrale rispetto alle coeve cattedrali tedesche.
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