Franco Tosi Meccanica: storia della grande industria di Legnano

C'è una fabbrica che per quasi un secolo e mezzo ha rappresentato la storia della metalmeccanica in Lombardia e in Italia: la Franco Tosi, oggi Franco Tosi Meccanica, di Legnano. Una storia di genio industriale, primati mondiali, tragedie e rinascite, che merita di essere raccontata. Tutto comincia nel 1881.
Franco Tosi, l'ingegnere
L'azienda nasce da una preesistente impresa, la Cantoni-Krumm, fondata nel 1874 per costruire macchinari destinati all'industria tessile. A dirigerla, dal 1876, arriva un giovane e brillante ingegnere, Franco Tosi, laureato al Politecnico di Zurigo e perfezionatosi tra Inghilterra e Germania. Tra i soci c'era anche l'industriale cotoniero Eugenio Cantoni. Tosi ebbe l'intuizione che avrebbe fatto la fortuna dell'impresa: abbandonare progressivamente i macchinari tessili per dedicarsi alla progettazione e costruzione di macchine motrici e caldaie a vapore. Nel 1881 l'azienda prende il suo nome, diventando la Franco Tosi.
Turbine, diesel e primati mondiali
La crescita fu vertiginosa. Già nel 1883 uscirono dagli stabilimenti i macchinari per una centrale elettrica realizzata nel centro di Milano, vicino a piazza del Duomo: al momento dell'inaugurazione era la terza centrale al mondo, dopo quelle di New York e Londra. Nel 1894 l'azienda toccò i mille dipendenti. I prodotti di punta divennero turbine, generatori di vapore, scambiatori di calore e pompe.
I primati si moltiplicarono: nel 1904 la Tosi sviluppò il primo motore a vapore con potenza superiore a 6 MW, e nel 1907 fu la prima in Italia a realizzare industrialmente motori diesel. Nel 1914 impiantò cantieri navali a Taranto, dove costruì sommergibili tra i primi al mondo capaci di immergersi fino a 75 metri. Negli anni Trenta fornì i macchinari per la centrale Montemartini di Roma, oggi splendido esempio di archeologia industriale trasformato in museo. Nel dopoguerra, grazie alla collaborazione con le americane Westinghouse e Combustion Engineering, la Tosi divenne un colosso mondiale anche nelle turbine per il nucleare, arrivando a impiegare oltre 6.000 lavoratori negli anni Settanta, il periodo di massimo splendore.
Ettore Maserati e gli uomini della Tosi
Tra le maestranze della Franco Tosi sono passati nomi che avrebbero fatto la storia. Vi lavorò come ingegnere capo per lo sviluppo dei motori Ettore Maserati, uno dei fondatori della celebre casa automobilistica. E vi furono assunti anche Felice Musazzi e Tony Barlocco, che di lì a poco avrebbero dato vita alla celebre compagnia teatrale dialettale de I Legnanesi. La fabbrica era così radicata nel territorio da essere chiamata ancora oggi, in dialetto, semplicemente "la Tusi", e da entrare nel linguaggio comune come sinonimo del lavoro che dava "ul pan" a migliaia di famiglie.
Il delitto del fondatore
Al culmine del successo, una tragedia. Il 25 novembre 1898, Franco Tosi — che aveva circa quarant'anni — fu assassinato da un suo operaio, Giovanni Giacomo Garuzzi. L'uomo lo aveva pedinato fin dalla stazione ferroviaria, dove l'industriale era rientrato da Milano per affari, e gli sparò mentre varcava il cancello dell'azienda. Garuzzi non spiegò mai con chiarezza le ragioni del gesto: si ipotizzò il rancore per lo stipendio più alto concesso a un collega, ma rimasero solo voci. Fu condannato all'ergastolo e graziato trentacinque anni dopo. Nonostante la perdita del suo fondatore, l'azienda non smise di espandersi.
Dalla crisi alla rinascita
Gli anni difficili arrivarono a partire dalla seconda metà degli anni Ottanta. Il referendum sul nucleare del 1987 provocò un drastico calo degli ordini di componenti per le centrali, mentre la concorrenza internazionale si faceva sempre più agguerrita. Cominciò una lunga girandola di cessioni: negli anni Novanta l'ingresso nel gruppo Ansaldo, poi nel 2000 il passaggio al Gruppo Casti (con il cambio di nome in Franco Tosi Meccanica S.p.A.), nel 2009 l'acquisizione da parte dell'indiana Gammon. Il 25 luglio 2013 il tribunale di Milano dichiarò lo stato di insolvenza e l'amministrazione straordinaria.
La rinascita arrivò nel 2015, quando il gruppo brianzolo Bruno Presezzi acquistò il ramo d'azienda — impianti, macchinari, brevetti, archivio storico e il marchio "Franco Tosi" — impegnandosi a mantenere la produzione a Legnano. Oggi la Franco Tosi Meccanica è ancora attiva nella produzione di turbine, compressori e macchinari per la generazione di energia e per i settori oil&gas e industriale, con gran parte della produzione destinata ai mercati esteri.
Curiosità
- Tra il 1912 e il 1913 la Franco Tosi costruì a proprie spese, con il contributo di Antonio Bernocchi, il campo di via Lodi, primo stadio del Football Club Legnano, sodalizio sportivo attivo ancora oggi.
- Al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano è esposta, all'ingresso, una motrice a vapore prodotta dalla Franco Tosi.
- Il 5 gennaio 1944, con la fabbrica militarizzata dai nazisti, le SS attuarono una rappresaglia in seguito a uno sciopero: alcuni operai antifascisti furono deportati nei lager, da cui non fecero più ritorno. Un monumento all'interno dello stabilimento li ricorda.
- Nel 1916 la Franco Tosi pubblicò un volume con 116 fotografie originali, oggi ritenuto assai prezioso dai collezionisti.
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