Il fiume Adda tra natura e storia: percorso, monumenti e leggende
Dopo aver raccontato del fiume Ticino, eccomi a parlare di un altro affascinante fiume, l'Adda.
L'etimologia del nome Adda ha due possibili interpretazioni: una farebbe derivare il nome dal latino Ad dua, con il significato di "due sorgenti"; un'altra la considera di origine celtica, derivando dal vocabolo Abda, col significato di "acqua che scorre impetuosa".
Il percorso del fiume
Il suo percorso lo vede scorrere per 313 km ed è il principale fiume della Valtellina, nonché il maggior immissario del Lario (Lago di Como), per poi sfociare nel Po nel comune di Castelnuovo Bocca d'Adda, in provincia di Lodi. È il quarto fiume italiano per lunghezza e il più lungo fra quelli che non sfociano direttamente nel mare.
Il suo viaggio inizia nelle Alpi Retiche, giungendo poi nel comune di Bormio e quindi di Tirano, per immettersi successivamente nel Lago di Como presso Colico (Lecco), passando per il Pian di Spagna. Prosegue poi in direzione sud, in un tratto ricco di capolavori di archeologia industriale, compreso nel Parco Regionale dell'Adda Nord. Nel basso corso, in provincia di Cremona, riceve le acque del fiume Serio, proseguendo fino alla confluenza col Po. Quest'ultimo tratto è compreso nel Parco Regionale dell'Adda Sud.
Parchi che proteggono il fiume
- Parco Nazionale dello Stelvio.
- Riserva Naturale Pian di Spagna e Lago di Mezzola.
- Parco Adda Nord, che si estende da Lecco a Truccazzano (Milano).
- Parco Adda Sud, che si estende da Rivolta d'Adda (CR) a Castelnuovo Bocca d'Adda (LO).
Monumenti e luoghi di interesse lungo il fiume
- Ponte di Ganda a Morbegno, un'opera settecentesca che collega le due sponde dell'Adda.
- Forte di Fuentes a Colico, tipica costruzione militare.
- Il castello di Trezzo sull'Adda.
- Città murata di Pizzighettone (CR).
- Ponte di Paderno, conosciuto anche coi nomi di ponte San Michele, ponte di Calusco o ponte Röthlisberger.
- Traghetto di Leonardo, fedele ricostruzione di un progetto ideato da Leonardo da Vinci.
- Ecomuseo "Adda di Leonardo".
- Le sette centrali idroelettriche presenti lungo il suo corso.
Storia e cultura
Alessandro Manzoni, nel capitolo XVII dei Promessi Sposi, così si esprime:
"E stando così fermo, sospeso il fruscio de' piedi nel fogliame, tutto tacendo d'intorno a lui, cominciò a sentire un rumore, un mormorio, un mormorio d'acqua corrente. Sta in orecchi; n'è certo; esclama: è l'Adda!"
Sotto il dominio longobardo il fiume segnava il confine tra Neustria e Austria: la Neustria era la porzione nord-occidentale della Langobardia Maior.
In età comunale furono costruiti alcuni ponti in legno; si trattava di ponti mobili che, in caso di guerra, potevano essere smantellati velocemente. Dal Quattrocento alla fine del Settecento l'Adda divise il Ducato di Milano dalla Repubblica di Venezia.
Nel Medioevo il fiume fu teatro di alcune operazioni militari nelle sue acque, come quando una squadra navale veneziana ne risalì il corso nel tentativo di attaccare Milano. Grazie all'Adda, in Valtellina si sviluppò l'industria mineraria. Il corso del fiume segna inoltre il confine linguistico tra i dialetti lombardo-occidentali e lombardo-orientali.
Tra il 1483 e il 1512 Leonardo da Vinci frequentò Villa Melzi a Vaprio d'Adda per approntare uno studio sulla navigabilità del fiume. Da questo suo impegno nacquero alcune pagine del suo Codice Atlantico.
Tradizioni e leggende sul fiume Adda
Il fiume era abitato dal Drago Tarantasio, molto temuto dagli abitanti: con il suo pestilenziale odore rendeva l'aria d'intorno invivibile, ed era un potenziale pericolo mortale per chi vi si avvicinava. Si narra che a questo mostro del lago (il Gerundo) e del fiume si sia ispirato l'Eni per la creazione del suo cane a sei zampe.
Si racconta che di notte il fiume sia popolato da spiriti inquieti, tanto che il 7 settembre di ogni anno si tiene un evento chiamato "I Fantasmi dell'Adda". Una leggenda vuole che chi si immerge nelle sue acque, con animo di fede, possa essere guarito dalle proprie infermità.
Tra le rovine del castello di Trezzo si nasconderebbe un tesoro, occultato da Federico Barbarossa prima di abbandonare la fortezza. Nelle notti di forte tempesta il fantasma dell'imperatore, o di antichi soldati, veglierebbe ancora sulle rovine impedendo a chiunque di impossessarsene.
I barcaioli raccontavano di udire richiami o di vedere strane luci sulle acque del fiume nelle sere nebbiose, e che le anime di coloro che erano annegati continuassero a vagare lungo le rive. Si credeva infine che il fiume possedesse delle "pozze senza fondo", abitate da spiriti acquatici che attiravano gli imprudenti.
Citazioni e aforismi sul fiume
- Il fiume vince sempre la roccia, non grazie alla sua forza ma alla perseveranza.
- L'acqua del fiume si adatta al cammino possibile, senza dimenticare il proprio obiettivo: il mare.
- Acqua che corre non porta veleno.
- Liscia scorre l'acqua dove il ruscello è profondo.
- Più i fiumi son profondi, con minor rumore scorrono.
- I fiumi più possenti possono essere facilmente scavalcati alla loro fonte.
- Dentro i grandi fiumi corrono i ruscelli.
- Ogni corso d'acqua ha la sua sorgente.
E, per chiudere, un verso di Giosuè Carducci dalla poesia Su l'Adda: "Lidia, su 'l placido fiume, e il tenero amore, al sole occiduo naviga".
Anche questa nuova descrizione del nostro bel fiume Adda l'ho terminata. Non mi resta che darvi appuntamento alla prossima.
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