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Il fiume Oglio tra natura e storia: parchi e leggende

Dopo aver raccontato del fiume Ticino e dell’Adda, eccomi a parlare di un altro affascinante fiume lombardo, l’Oglio. Questo fiume, lungo 280 km, attraversa le province di Brescia, Bergamo, Cremona e Mantova.

Il corso del fiume

L’Oglio nasce a Ponte di Legno, nell’Alta Valle Camonica, dalla confluenza dei torrenti Narcanello e Frigidolfo, rispettivamente provenienti dal Parco dell’Adamello e dal Parco Nazionale dello Stelvio.

Il nome Narcanello pare nascere dal nome della valle Narcane, da cui Narcanello, mentre Frigidolfo sembra derivare dal latino frigidus, ossia freddo, gelido.

L’Oglio scorre in direzione Nord-Sud attraversando la Valle Camonica per immettersi nel Lago Sebino (più conosciuto come Lago d’Iseo) e uscire a Sarnico (BG), per poi proseguire verso la Pianura Padana e confluire nel Po a Torre d’Oglio.

Parchi che proteggono il fiume

Lungo il suo corso sono stati istituiti due parchi che proteggono la biodiversità, le lanche e le aree ripariali. Una lanca è un meandro del fiume abbandonato le cui acque sono stagnanti.

  • Parco dell’Oglio Nord. Istituito nel 1988, occupa una superficie di 14.170 ettari. Comprende 34 comuni di varie province. Ricco di flora e fauna interessante. Lungo questo tratto del fiume sorgevano diversi mulini per la macinazione del grano.
  • Parco dell’Oglio Sud. Istituito nel 1988 dalla Regione Lombardia, occupa una superficie di 12.800 ettari. Interessa le province di Cremona e Mantova. All’interno del Parco sono presenti numerose specie di uccelli, tipici della Pianura Padana.

Monumenti e luoghi di interesse lungo il fiume

Lungo il corso dell’Oglio si possono ammirare e visitare località ricche di storia e paesaggi interessanti.

  • Ecomuseo Valli Oglio Chiese. È un ecomuseo nato per documentare, conservare e valorizzare la memoria storica e l’identità del territorio. Riconosciuto dalla Regione Lombardia con la legge del 12 luglio 2007 n. 13. I promotori sono stati il Comune di Canneto sull’Oglio e l’Associazione Ecologica Museo Oglio Chiese.
  • Ecomuseo Terre d’Acqua fra Oglio e Po. È un ecomuseo nato con lo scopo di documentare, conservare e valorizzare la memoria storica e l’identità del territorio. Riconosciuto dalla Regione Lombardia con la legge del 12 luglio 2007 n. 13. Quattro i Comuni promotori (Viadana, Commessaggio, Dosolo e Gazzuolo), più il Parco dell’Oglio Sud e il Consorzio di Bonifica Navarolo.
  • Ponte di barche a Torre d’Oglio. È divenuto un simbolo di un territorio ricco di storia e cultura. Costruito nel 1926 per collegare le frazioni di San Matteo delle Chiaviche (Viadana) e Cesole (Marcaria). È entrato nel film “Novecento” di Bertolucci.

Storia e cultura

Nella terra di pianura il fiume divenne molto presto una sorta di frontiera naturale. Già in epoca romana separava territori appartenenti a differenti municipi; nel Medioevo divenne poi vera linea di separazione politica e militare, testimoniata dalle rivalità fra Brescia, Bergamo e Cremona, e con territori appartenenti alla Repubblica di Venezia. Se l’Oglio divideva, nello stesso tempo univa: infatti, era necessario attraversarlo per lavorare, commerciare, comunicare con altri Paesi e realtà, raggiungere i mercati. Fonti storiche ricordano l’Oglio come parzialmente navigabile già in età romana e tardoantica (ricordo la città romana di Civitas Camunnorum, nel Medioevo detta Civethate, oggi Cividate Camuno). Nel 1754, col trattato di Vaprio, Austria e Repubblica di Venezia stabilirono disposizioni riguardanti la divisione territoriale dell’Oglio, la navigazione, i dazi, i mulini e i ponti volanti.

Il reticolo di rogge, canali e seriole derivati dal fiume trasformò progressivamente la pianura, permettendo di portare l’acqua molto lontano dall’alveo naturale. Il fiume generò anche veri e propri mestieri, come ad esempio la pesca, la costruzione di mulini, il barcarolo, colui che trasportava persone e merci da una riva all’altra. Le cronache ricordano piene dell’Oglio già dal 1222 con conseguenze disastrose, così come quella del 1960, particolarmente grave, che inondò la città di Darfo e Boario Terme. L’Oglio però fu anche visto come luogo di salute e di svago. Le rive diventarono spiagge popolari, luoghi di incontro domenicali e motivo di socializzazione. Negli anni Venti e Trenta sorsero lungo il Basso Oglio vere e proprie colonie fluviali, frequentate soprattutto da bambini.

Questo fiume può essere definito “un archivio naturale della memoria del territorio”. Sono stati trovati fossili di ippopotami, mammut, elefanti, orsi e megaceri (cervidi estinti); inoltre materiali dell’età del Bronzo, reperti romani, ceramiche rinascimentali.

Tradizioni e leggende sul fiume Oglio

L’acqua è sempre stata associata a miti e riti; il mormorio di una fonte che risuona dalle profondità della terra, le acque di laghi, mari, oceani e fiumi sono stati fatti abitare da sirene, mostri, demoni, draghi, fantasmi. Per i Celti le confluenze di fiumi, fra cui vi è anche l’Oglio, erano luoghi sacri dove si deponevano gli ex voto o dove si facevano sacrifici, così come ricorda lo scrittore romano Lucano (I secolo d.C.).

  • Il 25 gennaio, Conversione di San Paolo: le ragazze erano use mettere una scodella d’acqua sul davanzale per tutta la notte, per poi, la mattina, trarre degli auspici per un futuro matrimonio.
  • Nella festa di San Bartolomeo, il 24 agosto, a Castelfranco d’Oglio (frazione di Piadena Drizzona) si benedice ancora oggi il fiume per propiziarsi la forza della natura.
  • Si racconta che nelle vicinanze di Sarnico, sulla sponda meridionale del Lago d’Iseo, vivesse nel fiume un misterioso drago che terrorizzava gli abitanti. Il drago venne poi sconfitto da un coraggioso cavaliere.

Anche questa nuova descrizione del nostro bel fiume Oglio l’ho terminata. Non mi resta che darvi appuntamento alla prossima narrazione del fiume Mincio.

Domande frequenti

Quanto è lungo il fiume Oglio?

L’Oglio misura circa 280 km e attraversa le province di Brescia, Bergamo, Cremona e Mantova.

Dove nasce e dove sfocia l’Oglio?

Nasce a Ponte di Legno, in Alta Valle Camonica, dalla confluenza dei torrenti Narcanello e Frigidolfo. Attraversa il Lago d’Iseo, da cui esce a Sarnico, e sfocia nel Po a Torre d’Oglio, in provincia di Mantova.

Quali parchi proteggono il fiume Oglio?

Il Parco dell’Oglio Nord, di 14.170 ettari e 34 comuni, e il Parco dell’Oglio Sud, di circa 12.800 ettari nelle province di Cremona e Mantova. Entrambi sono stati istituiti nel 1988.

Che cos’è il ponte di barche di Torre d’Oglio?

È un ponte stradale su chiatte, costruito nel 1926, che collega San Matteo delle Chiaviche (Viadana) e Cesole (Marcaria), non lontano dalla confluenza dell’Oglio nel Po. Compare anche nel film “Novecento” di Bertolucci.

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