Il Seveso, il fiume nascosto di Milano: storia ed esondazioni

El Seves, fiùmm de Milan: il Seveso attraversa anche la nostra metropoli. Dopo aver percorso 12 comuni della provincia di Como, 6 del Monzese e della Brianza e 4 della Città metropolitana di Milano, vi entra confluendo nel Naviglio Martesana per formare il Cavo Redefossi, che a sua volta sbocca nel Lambro.
Dove nasce e dove scorre
Il Seveso nasce sul Monte Sasso, in provincia di Como, a circa 490 metri di quota, ed è lungo poco più di 50 chilometri. A Milano scorre quasi interamente tombinato, nascosto sotto le strade: per questo molti milanesi, salvo in caso di esondazione, ne ignorano l'esistenza, proprio come accade con l'Olona.
La storia: dai Romani alle coperture
I Romani, veri intenditori di opere idrauliche, deviarono il Seveso verso Milano per farlo confluire nel Sevesetto, alimentando la fossa che difendeva le mura della città. In epoca imperiale una nuova deviazione lo portò direttamente in città, in quella che oggi è piazza San Babila, per alimentare le terme e i battisteri della cattedrale; da lì le acque finivano nel canale agricolo della Vettabbia e poi nel Lambro.
Le vicissitudini del fiume continuarono nei secoli, finché alla fine del XIX secolo si decise per la sua copertura: prima il tratto dalla Martesana a Porta Nuova, risalendo fino a via Ponte Seveso e poi a via Melchiorre Gioia; dagli anni Trenta la copertura arrivò fino a viale Zara, poi a Niguarda, lungo la via Ornato, fino al confine con Bresso.
Nell'opera di censimento del Ducato di Milano, il Catasto Teresiano (anni 1718-1760) registrava ventitré mulini di proprietà di nobili o enti religiosi, usati per la macinatura o per muovere segherie. Negli anni il Seveso non ebbe un grande sviluppo industriale, restando utile all'agricoltura e alla bachicoltura, con le seterie soprattutto comasche.
I parchi lungo il Seveso
Il corso del fiume attraversa alcune aree verdi di pregio: il Parco Spina Verde di Como, il Parco delle Groane, il Bosco delle Querce (l'area rinaturalizzata nella zona del disastro di Seveso del 1976), il Parco della Brughiera Briantea a Lentate sul Seveso e, per ultimo tratto, il Parco Nord Milano.
Le esondazioni e le vasche di laminazione
Il Seveso è tristemente noto per le sue piene repentine e rabbiose: dal 1976 al 2023 ha provocato a Milano circa 120 esondazioni, concentrate soprattutto nei quartieri di Niguarda, Pratocentenaro, Istria, Maggiolina e Isola. Tra le più gravi quella dell'8 luglio 2014, con l'acqua arrivata fino a Porta Nuova.
Per arginare il problema è stato avviato un sistema di vasche di laminazione, bacini che trattengono l'acqua di piena per poi rilasciarla gradualmente. La prima a essere completata è la vasca del Parco Nord, al confine tra Milano e Bresso, operativa dal novembre 2023: in tempo di bel tempo è un laghetto immerso nel verde, ma in emergenza può incamerare centinaia di migliaia di metri cubi d'acqua, evitando in diversi casi l'allagamento dei quartieri a nord. Il piano prevede altre vasche a monte, nei comuni di Lentate sul Seveso, Paderno Dugnano-Varedo e Senago, oltre a numerose aree golenali.
Il sistema riduce il rischio ma non lo annulla: nel settembre 2025, dopo piogge eccezionali (oltre 200 mm nel Comasco), il Seveso è esondato di nuovo a Niguarda nonostante l'attivazione, per la prima volta in contemporanea, delle vasche di Milano e di Senago. Per una protezione piena, sottolineano gli amministratori, è necessario completare tutte le opere previste.
Il "fiume nero"
A questo fiume lombardo resta il poco lusinghiero appellativo di "fiume nero": nel tratto a valle, a partire da Bresso, l'ARPA classifica le sue acque come pessime, inquinate da scarichi abitativi e industriali, mentre nella parte più alta del corso si registra ancora la presenza di pesci.
Come per l'Olona, chiudo con questa breve poesia:
al Seveso
Seves, fiumm de Milan
che te passet scondùu,
che te se fee sentì
quand che'l pioeuv a sègg,
cont l'acqua che la va depertutt.
Che peccàa che te se finìi insci.
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