Te Deum: storia dell'inno del 31 dicembre, autori e curiosità
Il 31 Dicembre di ogni anno in tutte le chiese cristiane si canta il Te Deum laudamus, ossia "Dio ti lodiamo", che è l'inno di ringraziamento per eccellenza.

Origini e autori: un inno senza firma certa
Chi lo ha scritto? Non è facile stabilire l'autore certo: alcuni lo attribuiscono a san Cipriano di Cartagine, ovvero Tascio Cecelio Cipriano, che da pagano si fece cristiano divenendo vescovo di Cartagine e vescovo e scrittore romano. Altri sono propensi ad attribuirne la redazione finale a Niceta, vescovo di Remesiana, nella Dacia inferiore, alla fine del IV secolo. Oggi la città di Remesiana è divenuta Bela Palanka e si trova in Serbia; la Dacia era una provincia dell'impero romano che comprendeva i territori dell'attuale Romania, parte della Bulgaria e dell'Ungheria.
Poi vi è un'indicazione che racconta che questo inno è stato intonato da Sant'Ambrogio e Sant'Agostino il giorno del battesimo di quest'ultimo, che avvenne a Milano nel 387: tanto che è stato anche chiamato "inno ambrosiano".
Le grandi musiche del Te Deum
Questo inno di ringraziamento è stato anche musicato da diversi autori, tra i quali:
- Giovanni Pierluigi da Palestrina, compositore e organista italiano tra i più importanti del Rinascimento europeo, autore di musica sacra e profana: scrisse almeno 104 messe, 35 Magnificat, 42 madrigali, 72 inni e altre composizioni.
- Giuseppe Verdi, musicista straordinario che musicò il Te Deum nella terza composizione dei "Quattro pezzi sacri", che sono: Ave Maria, Stabat Mater, Laudi alla Vergine e, appunto, il Te Deum, per doppio coro a voci miste e orchestra.
- Wolfgang Amadeus Mozart, che compose il suo Te Deum all'età di 13 anni: l'opera è breve e divisa in quattro parti — allegro, adagio, allegro e finale a carattere grandioso.
- Georg Friedrich Händel, con la composizione liturgica "Dettingen Te Deum in re maggiore, HWV 283", commissionata dalla famiglia reale per la vittoria nella battaglia di Dettingen contro i francesi da parte di Giorgio II di Hannover.
- Jakob Ludwig Felix Mendelssohn Bartholdy, che scrisse sinfonie, concerti, oratori, ouverture, musiche di scena e per pianoforte, per organo e da camera: ricordo "Sogno di una notte di mezza estate".
Curiosità sul Te Deum
- L'inizio e la fine delle trasmissioni in Eurovisione è il preludio del Te Deum H. 146 di Charpentier; lo stesso è suonato alla fine di tutti i concerti dei Nomadi.
- Nel finale del primo atto della "Tosca" di Giacomo Puccini il coro intona il Te Deum.
- Il film Disney "Il gobbo di Notre Dame", nel pezzo "Rifugio", che vede Frollo sul patibolo e le scene dell'assalto alla cattedrale, usa la musica del Te Deum.
Le 3 parti dell'inno
L'inno si può dividere in tre parti.
La prima, sino al Paraclitum Spiritum, è una lode trinitaria indirizzata al Padre: è molto simile a un'anafora, ossia un canone o preghiera eucaristica, in quanto contiene il triplice Sanctus. La parte seconda, a partire da "Tu rex gloriae a sanguine redemisti", è una lode a Cristo Redentore. La parte terza, da "Salvum fac", rappresenta un seguito di suppliche e di versetti tratti dal libro dei Salmi.
L'inno del Te Deum è solitamente cantato a cori alterni: il celebrante e il popolo. Essendo piuttosto lungo, mi limito a citare la prima strofa:
Noi ti lodiamo, Dio
ti proclamiamo Signore.
O eterno Padre,
tutta la terra ti adora.
FAQ
Quando si canta il Te Deum?
Ogni 31 dicembre, come inno di ringraziamento per l'anno che si chiude, e nelle grandi occasioni solenni della Chiesa: è l'inno del "grazie" per eccellenza.
Chi ha scritto il Te Deum?
L'autore non è certo: le ipotesi principali sono Niceta, vescovo di Remesiana, alla fine del IV secolo, e san Cipriano di Cartagine. La tradizione lo lega anche a Sant'Ambrogio e Sant'Agostino.
Perché è chiamato "inno ambrosiano"?
Perché secondo la tradizione fu intonato da Sant'Ambrogio e Sant'Agostino il giorno del battesimo di quest'ultimo, a Milano nel 387.
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