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Come si viveva nel Medioevo? Intervista a Elena Percivaldi

  • Marco Corrias

Come si viveva davvero nel Medioevo? Che cosa mangiavano e indossavano le persone, come viaggiavano, che rapporto avevano con la religione, la morte e il soprannaturale? Nel dicembre 2013 MilanoFree intervistò la storica medievista Elena Percivaldi in occasione dell'uscita del suo libro La vita segreta del Medioevo, pubblicato da Newton Compton.

A più di dieci anni di distanza l'intervista conserva il valore di un contenuto originale e di una conversazione diretta con l'autrice. Abbiamo quindi scelto di mantenerne domande e risposte nel loro contesto storico, aggiornando le informazioni sul libro e aggiungendo, dove necessario, alcune precisazioni editoriali basate sulle ricerche successive.

Nota editoriale. L'intervista è stata realizzata da Marco Corrias nel 2013. Le risposte di Elena Percivaldi sono mantenute come testimonianza dell'intervista originale; le integrazioni del 2026 sono indicate esplicitamente come note editoriali.

Chi è Elena Percivaldi

Elena Percivaldi è una storica medievista, saggista e giornalista professionista. Ha collaborato con numerose riviste di divulgazione storica ed è autrice di libri dedicati soprattutto al Medioevo, ai Longobardi e alla storia culturale europea. La sua edizione de La Navigazione di San Brandano ha ricevuto il Premio Italia Medievale 2009.

Copertina del libro La vita segreta del Medioevo di Elena Percivaldi
La vita segreta del Medioevo di Elena Percivaldi, pubblicato da Newton Compton.

Nel 2013 Newton Compton pubblicò La vita segreta del Medioevo. Come si viveva davvero mille anni fa?, un viaggio nella quotidianità medievale che lascia sullo sfondo la cronologia delle grandi battaglie per concentrarsi su abbigliamento, cucina, viaggi, religione, sessualità, morte, paure e mentalità.

Un Medioevo oltre i luoghi comuni

Domanda: “La vita segreta del Medioevo” affronta un'epoca storica ampiamente studiata, ma ancora in parte ignota al grande pubblico. Qual è l'obiettivo del tuo lavoro?

Elena Percivaldi: L’ho scritto come narrazione non convenzionale del Medioevo. Non doveva trattarsi del solito manuale di storia, pieno d’elenchi di date, battaglie e nomi già noti, bensì della sintesi di aspetti meno conosciuti. In “La Vita Segreta del Medioevo” si parla di vita quotidiana: abbigliamento, cucina, religione, vita sessuale, morte e psicologia dell’uomo nei diversi momenti che hanno contraddistinto quest’epoca durata più di un millennio.

Domanda: Il Medioevo è un'età fortemente incompresa; nel migliore dei casi richiama nell'immaginario collettivo principesse e castelli, nel peggiore “secoli bui” e pestilenze. A chi dare ragione?

Elena Percivaldi: Il Medioevo non è sempre stato considerato un periodo interessante, bensì un’epoca oscurantista, erroneamente valutata secondo i criteri e i valori del pensiero di oggi. I castelli ci furono e anche le principesse, ma soprattutto nei secoli più tardi: epoca che non ho tralasciato, anche se, per i miei gusti l’età più affascinante e meno esplorata è rappresentata dalla prima fase, dalle invasioni barbariche fino a Carlo Magno (VI-IX secc).

Domanda: Le tue pagine descrivono mille anni di storia con un approccio divulgativo, privilegiando eventi meno noti, curiosità e vita quotidiana. A chi è rivolto il libro?

Elena Percivaldi: La Vita Segreta nel Medioevo è un libro per tutti; sia per chi già conosce l’argomento, sia per chi desidera approfondirlo. Il giudizio finale spetterà ai lettori. Fino ad ora le vendite stanno andando bene, al punto che siamo in attesa della ristampa.

Nota editoriale 2026: quest'ultima risposta fotografava naturalmente la situazione editoriale del 2013. Oggi il volume è nuovamente disponibile nel catalogo Newton Compton sia in edizione cartacea sia in eBook.

Barbari, donne e viaggiatori

Domanda: Iniziamo dall'Alto Medioevo e dai cosiddetti “barbari”, spesso raccontati soltanto come distruttori. Quanto è fuorviante questa immagine?

Elena Percivaldi: La tua osservazione è pertinente. Barbari di etnia germanica portarono in Italia il loro bagaglio di conoscenze a loro modo evolute, differentemente da quanto gli studi secolari ci hanno fatto credere. Invero si trattò, inizialmente, di un incontro – scontro con i popoli italici: il barbaro, abituato a vivere immerso nella natura, era molto diverso dall'uomo del Mediterraneo; eppure, la capacità di comunicazione reciproca tra opposte culture portò alla nascita della futura identità Europea: a partire dagli usi e costumi, attraverso il linguaggio parlato, fino alla formazione di una tradizione culturale e letteraria.

Domanda: Nel libro i presunti “secoli bui” sono popolati anche da viaggiatori e donne erudite e coraggiose.

Elena Percivaldi: Alcune figure più note, come Hildegarda di Bingen, furono persone straordinarie, tali da riuscire a superare la condizione della donna subordinata all'uomo; ma vi furono anche altre figure meno note, come la nobile Dhuoda: manifesto vivente di donna colta che nell'epoca considerata “più oscura” (IX secolo) conosceva bene il latino e la religione e cercò di educare il figlio lontano ai valori fondanti della società carolingia, con un trattato – lettera a lui destinato, su come trattare con i potenti. Anche la nostra epoca avrebbe bisogno di madri come lei!

Domanda: Nel testo si parla di viaggi fantastici, come quelli narrati nella Navigazione di San Brandano, ma anche di viaggi concreti e di contatti tra culture diverse.

Elena Percivaldi: l’impatto con mondi nuovi o semi-sconosciuti era soprattutto dovuto a motivi commerciali. Al di là del già famoso Marco Polo, ho voluto considerare anche viaggiatori provenienti da altre culture, come quella islamica. Il mondo di allora era percepito come più vasto di quello attuale, popolato da esseri immaginifici. Ecco perché, accanto all'aspetto geografico della scoperta, ci si ritagliò anche uno spazio immaginario, come negli straordinari viaggi del “prete Gianni”: sovrano di un regno d’immense ricchezze.

Chiesa, Impero e società medievale

Domanda: Cosa puoi dirci, nel bene e nel male, del ruolo ricoperto dalla Chiesa nel Medioevo?

Elena Percivaldi: I cardini del pensiero medievale erano due: da una parte la Chiesa con i suoi dettami, dall'altro l’Impero che dettava leggi, modelli di comportamento e convenzioni sociali. La Chiesa era il cardine attraverso il quale ruotava tutto il mondo: criticata e adorata, a seconda dell’epoca. Il rapporto tra il cittadino medievale e la Chiesa, infatti, fu d’amore e odio: rapporto da cui sarebbe scaturita tutta una serie movimenti portati dall'ansia di rinnovamento (i patarini a Milano, i catari, ordini Mendicanti…), a volte tacciati come eresie.

Domanda: In Occidente la società laica è scaturita anche dal confronto e dallo scontro tra potere temporale e spirituale. Cosa ne pensi?

Elena Percivaldi: Lo scontro è spesso foriero di risultati positivi. La ridiscussione degli ideali condivisi e il crollo di vecchie certezze spesso ha portato alla necessità di andare avanti e, conseguentemente, al progresso.

Barbarossa e l'eredità del Medioevo

Domanda: A proposito d'Impero, veniamo al Barbarossa. Il film di Renzo Martinelli è stato molto discusso: un'occasione persa per raccontare un episodio fondamentale della nostra storia?

Elena Percivaldi: Al di là del fatto di essersi fatto portavoce di un messaggio politico, il mio giudizio sul film di Martinelli, dal punto di vista prettamente storico, è negativo. Inoltre manca di pathos, afflato poetico ed è mal recitato.

Domanda: Con l'Umanesimo inizia convenzionalmente il passaggio verso il Rinascimento. Ma il Medioevo è davvero finito?

Elena Percivaldi: No. Il Medioevo continua, il Medioevo è ancora oggi. Troppo spesso ne sentiamo parlare per luoghi comuni: quante volte abbiamo udito frasi fatte, di “idee” o “pratiche” medievali? Si dovrebbe imparare, una volta per tutte, che il Medioevo va ormai interpretato in positivo: è il retaggio che è in noi e che ci portiamo dentro attraverso le feste, il folklore e le tradizioni, base della nostra cultura: senza l'eredita medioevale noi non siamo nulla.

Morte, revenant e paure medievali

Domanda: Un altro tema affrontato dal libro è il rapporto con la morte, che cambia profondamente nel corso del Medioevo.

Elena Percivaldi: La paura della morte nasce sempre quando si ha qualcosa da perdere. Nell'alto Medioevo c’era ben poco da perdere: la gente aveva poco. Solo in seguito, con la nascita della borghesia, si crearono i presupposti per uno stato sociale e un patrimonio: perciò, quando i cittadini dell’epoca tarda iniziarono a morire per peste (la più celebre, quella del 1348, arrivata attraverso i commerci con l’Oriente) o per guerra, si creò una situazione di grave perdita.

Domanda: Nel libro compare anche una nota quasi “horror”: quella dei revenant, i cosiddetti ritornanti dalla morte.

Elena Percivaldi: I revenant sono figure straordinarie che appaiono già prima del Medioevo. Essi furono coloro che in età moderna usiamo chiamare “vampiri”. Ne abbiamo testimonianza non solo nell'est Europeo, ma anche in Irlanda e perfino in Italia. Nelle necropoli emiliane (Casalecchio di Reno, Baggiovara...) gli archeologi hanno scavato sepolcri di personaggi misteriosi sacrificati e trapassati da chiodi e paletti, cui furono mozzate le mani e i piedi. Le loro parti, rimescolate, furono nuovamente collocate nella tomba per evitare che tornassero dall'aldilà per molestare i viventi. Certamente questi personaggi facevano parte di una società diversa: forestieri, trasgressori di leggi, assassini o peccatori. In ogni caso non erano inquadrati dall'ordine costituito dell’epoca.

Nota editoriale 2026. Le ricerche archeologiche successive confermano in Emilia-Romagna la presenza di sepolture anomale, con interventi peri- e post-mortem, deposizioni inconsuete, chiodi e parti del corpo asportate o spostate. La loro interpretazione richiede però prudenza: questi reperti documentano pratiche funerarie non convenzionali, ma non permettono da soli di identificare con certezza i defunti come “vampiri”, criminali, forestieri o persone temute come revenant.

“Mille non più Mille” e la percezione dell'Anno Mille

Domanda: Per finire, “Mille non più Mille”: quando si inizierà a parlare meno per frasi fatte e a imparare di più dal proprio passato?

Elena Percivaldi: Gli abitanti del Mille non sapevano di vivere nel Mille, quindi non si ponevano il problema. Era solo una questione tra dotti.

La vita segreta del Medioevo: il libro oggi

La situazione editoriale è cambiata rispetto al momento dell'intervista. La vita segreta del Medioevo è tuttora nel catalogo Newton Compton, disponibile sia in formato cartaceo sia come eBook. L'edizione cartacea attualmente indicata dall'editore conta 480 pagine.

Il volume percorre, secondo l'impostazione editoriale, il lungo arco cronologico dalla caduta dell'Impero Romano d'Occidente (476) alla scoperta dell'America (1492), concentrandosi sugli aspetti della vita quotidiana anziché sulle sole vicende politico-militari.

FAQ

Chi è Elena Percivaldi?

È una storica medievista, saggista e giornalista professionista italiana, autrice di numerosi libri dedicati al Medioevo e alla divulgazione storica.

Di cosa parla “La vita segreta del Medioevo”?

Il libro racconta soprattutto la quotidianità medievale: famiglia, abbigliamento, alimentazione, viaggi, sessualità, religione, paure, morte, medicina, folklore e condizioni sociali.

Il libro è ancora disponibile?

Sì. Nel 2026 “La vita segreta del Medioevo” risulta ancora nel catalogo Newton Compton, sia in edizione cartacea sia in formato eBook.

Il Medioevo fu davvero un'“età buia”?

“Età buia” è una definizione tradizionale molto semplificatoria. Il Medioevo comprende circa un millennio di trasformazioni politiche, economiche, religiose, tecnologiche e culturali molto diverse tra loro. Uno degli obiettivi del libro e dell'intervista è proprio superare questa rappresentazione uniforme.

Che cosa erano i revenant?

Nel folklore europeo erano morti ai quali si attribuiva la capacità di ritornare tra i vivi. L'archeologia ha documentato sepolture anomale e pratiche funerarie non convenzionali, ma collegare automaticamente ogni deposizione insolita alla paura dei revenant o dei vampiri sarebbe una semplificazione.

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