Lo scudo: storia, origini e principali tipologie
Quante volte ci sarà capitato di vedere uno scudo, dal vero, nei film o in qualche museo… eppure, ci siamo mai soffermati a pensare alla sua storia? Probabilmente no: ecco allora che con questo breve articolo ve la voglio raccontare.
Etimologia: da dove viene “scudo”
Etimologicamente, il termine scudo risale alla radice indo-europea SKA, che significa coprire: ed è proprio questo lo scopo di uno scudo, cioè coprire e proteggere il corpo da agenti esterni.
Cos’è lo scudo e a cosa serve
Lo scudo viene catalogato come arma bianca, deputata alla protezione attiva di colui che lo porta. È costituito da una piastra di materiali e forme diverse, che si può imbracciare per coprire il corpo e parare i colpi inferti dagli avversari.
Con l’avvento delle armi da fuoco, lo scudo non ha più avuto ragione d’essere, e rimane in dotazione solo alle forze di Polizia come scudo antisommossa o scudo balistico.
Materiali, forme e dimensioni
I primi scudi furono in legno; poi, con la scoperta dei metalli, comparvero scudi in bronzo, ferro e acciaio. Sono composti da maniglie o cinghie per poterli reggere.
Varie sono le forme e le dimensioni di uno scudo, legate soprattutto alle strategie di attacco o di difesa. Questo comportava anche forme diverse: scudi quadrati e di grandi dimensioni per creare una barriera quasi impenetrabile, oppure scudi più piccoli e leggeri per permettere al soldato uno spostamento più veloce sul campo di battaglia.
Alcuni tipi di scudo
- Dhal: piccolo scudo rotondo indiano, con borchie e dipinto con animali e fiori.
- Brocchiero: piccolo scudo rotondo o quadrato, quasi sempre in metallo. Non veniva legato al braccio ma impugnato.
- Parma: scudo rotondo o ellittico usato dall’esercito romano, specialmente durante il tardo periodo imperiale.
- Pavese (o Palvese): grande scudo a forma rettangolare o trapezoidale usato dalle fanterie del Medioevo. Piuttosto pesante, era portato da un soldato chiamato “pavesaro” o “palvesaro”. Accompagnava spesso i balestrieri.
- Rotellino da pugno: scudo più piccolo della Rotella e dotato di impugnatura a mano. Spesso era dotato di punte sporgenti, chiamate “rompispada”, che servivano a deviare, fermare o rompere la spada dell’avversario.
- Caetra: scudo in vimini ricoperto di cuoio usato dai soldati romani.
- Pelta: scudo leggero, in vimini, a forma di mezzaluna, usato dalla fanteria leggera greca.
- Rotella: rotonda e di legno, coperta di cuoio, metallo o stoffa. Talvolta, al centro, munita di un umbone. Era usata, nel Medioevo, dalla fanteria italiana, però senza l’umbone centrale. L’umbone aveva la funzione di far rimbalzare o deviare le frecce o armi a punta; serviva anche come arma offensiva.
- Targa: piccolo scudo di forma rettangolare o trapezoidale e ondulato, da usare impugnato e con una spada a lato. È considerato scudo difensivo.
- Oplon: scudo tipico del soldato di fanteria della Grecia antica, conosciuto anche come “scudo cavo” o “scudo argivo”. Di forma rotonda, in bronzo o in legno e cuoio, capace di proteggere una persona dalle cosce al collo.
- Scudo a mandorla: molto utilizzato dai soldati normanni. Scudo di grandi dimensioni, ma più leggero dello Scutum romano, a forma di punta di lancia rivolta verso terra.
- Scudo balistico: ampio scudo antiproiettile con una piccola feritoia in vetro, anch’essa antiproiettile, utilizzato dai corpi d’élite per avvicinarsi all’obiettivo. È chiamato anche scudo tattico.
- Scudo con capo a punta: scudo francese che presenta una punta superiore molto più corta.
- Scudo a tre punte: scudo scapezzato che presenta tre punte che sporgono oltre la base della sua forma triangolare.
- Scudo antisommossa: fatto di solito in materiale sintetico (Lexan) per resistere agli urti e ai tagli. Utilizzato dalle forze di polizia per proteggersi dai lanci di oggetti o da attacchi con armi bianche.
- Scudo francese: simile allo scudo scapezzato ma che, sulla sommità, si prolunga di altri due lati a creare un triangolo più piccolo opposto a quello che punta verso terra. Apparso in terra di Francia nel XV secolo.
- Scudo scapezzato: presenta una forma a triangolo con i due lati arrotondati e con la base verso l’alto (il termine “scapezzato” origina da “estremità”).
- Scutum: scudo romano “a torre”, di solito in legno bordato di bronzo, con un’impugnatura orizzontale.
Questa breve carrellata sugli scudi può tornare utile quando si osservano dei dipinti inerenti battaglie, eccetera, o quando si visita qualche castello o museo che presenta una sala delle armi.
- Ultimo aggiornamento il .