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Memoriale della Shoah (Binario 21): intervista a un 18enne sulla Memoria

Sotto le arcate del Binario 21, dove il silenzio è interrotto solo dai passi dei visitatori, si celebra la trentesima edizione della commemorazione della deportazione dal cuore della città. Un appuntamento nato nel 1997 dalla sinergia tra la Comunità di Sant’Egidio, la Comunità Ebraica e il Memoriale della Shoah. Tra le voci che animeranno l’evento, ci saranno anche quelle degli studenti.

Ho intervistato Samuel, 18 anni, studente di una scuola lombarda di Legnano, per raccontare cosa significa, oggi, attraversare questo luogo e fermarsi davanti a una parola che pesa come un monito: “INDIFFERENZA”.

memoria deportazione2026

L’intervista a Samuel

Oggi siete qui per ricordare il convoglio del 30 gennaio 1944. Cosa prova un ragazzo della tua età a stare davanti a quel muro dove campeggia la scritta "INDIFFERENZA"?

“Fa un effetto potente. Liliana Segre ha voluto quella parola proprio perché l'indifferenza è un virus che non scade mai. Pensare che sotto i piedi dei milanesi di allora, tra questi binari bui, accadeva l'orrore mentre sopra la città continuava a vivere come se nulla fosse, mi mette i brividi. Oggi la nostra indifferenza si sposta su altri fronti: le guerre, i rifugiati, la solitudine delle persone. Essere qui significa promettere a noi stessi di tenere gli occhi aperti.”

In questa edizione ascolterete la testimonianza della Senatrice Segre e l'intervento del Cardinale Zuppi. Cosa significa per te ascoltare queste voci nel 2026?

“È un privilegio che sentiamo come una responsabilità. Le parole della Senatrice Segre non sono "lezioni di storia", sono frammenti di vita che ci vengono consegnati. Il Cardinale Zuppi e i Giovani per la Pace ci ricordano che la memoria non serve a nulla se non diventa impegno attivo per il "vivere insieme". Come dice Milena Santerini, in un periodo così difficile per la memoria, illuminare il passato è l'unico modo per non perderci nel presente”.

Durante l'evento ci sarà spazio anche per la storia di un giovane rifugiato e per la musica rom. Perché è importante unire questi racconti alla memoria della Shoah?

“Perché l'odio non serve. Ricordare lo sterminio di Rom e ascoltare chi fugge oggi da una guerra significa capire che il meccanismo del pregiudizio è sempre lo stesso. La musica del nostro coro e i contributi musicali rom servono a dire che la cultura e la bellezza sono le prime forme di resistenza contro la violenza”.

Molti dicono che la vostra generazione sia stanca di sentir parlare di passato. È davvero così?

“Non credo sia stanchezza, forse è paura di non saper cosa fare con tutto questo dolore. Ma eventi come questo, che Sant’Egidio organizza da trent’anni, ci dimostrano che il ricordo ha creato qualcosa di concreto: il Memoriale stesso è nato da questi incontri. Per noi ragazzi , partecipare con il canto e la presenza non è un obbligo scolastico, è un modo per dire: "Noi ci siamo e non permetteremo che accada di nuovo".

Se dovessi scegliere un’immagine o un messaggio da condividere sui tuoi social dopo questa serata, quale sarebbe?

“Sceglierei una foto della Stazione Centrale oggi, piena di luce, contrapposta al buio di quei sotterranei. E come didascalia userei la frase che guida questo incontro: “Coloro che non hanno memoria del passato sono condannati a ripeterlo”. È un monito che vale per l'esame di maturità, ma soprattutto per l'esame che la vita ci mette davanti ogni giorno”.


Dettagli dell’incontro

  • Quando: giovedì 29 gennaio 2026, ore 18:00
  • Dove: Memoriale della Shoah – Binario 21, Stazione Centrale (Piazza Edmond J. Safra 1, Milano)

FAQ

Perché al Memoriale compare la scritta “INDIFFERENZA”?

È un monito che richiama la responsabilità di ciascuno nel presente: ricordare significa anche riconoscere e contrastare l’indifferenza di fronte alle ingiustizie.

Che cosa si ricorda in questa commemorazione?

La deportazione avvenuta dalla Stazione Centrale di Milano, in particolare il convoglio del 30 gennaio 1944, e la necessità di trasformare la memoria in impegno.

  • Ultimo aggiornamento il .