Storia dell’orologio: dalle meridiane agli smartwatch
L’orologio, che etimologicamente vuol significare “leggo, computo l’ora”, è un oggetto conosciuto da tutti e che la maggioranza possiede, anche se la nuova tecnologia permette di non portare un orologio al polso, in quanto è sufficiente aprire il telefonino per conoscere l’ora del momento. Tuttavia orologi ve ne sono in ogni luogo: per le vie cittadine, sui campanili, nei locali eccetera, ma la sua storia risale a circa il 3500 a.C., quando fu utilizzato dagli Egizi per misurare il tempo, e funzionava grazie all’ombra proiettata dal sole: le note meridiane. Il nome meridiana è dal latino “mezzogiorno” ed era così chiamato perché l’ombra dello stilo, cioè il corpo acuminato che sta ritto, nell’ora del mezzodì fissa il punto da cui si parte per segnare tutte le altre nel quadrante.
Le meridiane, che esistono tuttora più come ornamento che come utilità pratica, si affiancano alla clessidra, il cui significato è “sottraggo acqua”, e infatti le prime furono proprio clessidre ad acqua, usate in Egitto, Grecia e in Cina. Il tempo si misurava tramite il flusso costante di acqua da un recipiente all’altro. Dalla clessidra ad acqua si passò, nel Medioevo, a quella a sabbia, che era soprattutto adottata dalla marineria e nelle attività quotidiane.
Col procedere del tempo, tra il XIII e il XIV secolo in Europa compaiono i primi orologi meccanici. Erano però orologi enormi e pesanti che venivano collocati su torri civili ed ecclesiali. Il secolo successivo vede la nascita di capacità manuali che portano all’arte della miniaturizzazione: ecco così apparire orologi più contenuti, anche se non ancora da polso.
Il XVI secolo vede nascere i primi orologi da tasca, anche se la loro funzione era più di prestigio che di precisione.
Nel 1656 il matematico, astronomo e fisico olandese Christiaan Huygens inventa il pendolo e poi la molla a spirale, rivoluzione che permette di aumentare la precisione nel meccanismo dell’orologio.
Ecco giungere la rivoluzione industriale, che permette una produzione più economica e standardizzata di orologi da tasca e da casa, le cosiddette “sveglie” (pensiamo alle grandi sveglie che i nostri avi tenevano sul comò in camera, rumorose e non di piccola dimensione).
La Svizzera diviene maestra in questo campo, ed ecco nascere i grandi marchi elvetici. Ricordate il detto: “preciso come un orologio svizzero”?
Gli orologi da polso si diffondono velocemente, anche se inizialmente usati soprattutto dalle donne, mentre gli uomini ne beneficeranno successivamente, grazie soprattutto al loro uso in campo militare.
Con l’entrata nel XX secolo arriva l’era del quarzo, secondo minerale più abbondante nella crosta terrestre. Sappiamo che questo minerale è ampiamente utilizzato come ornamento ma anche in moltissime apparecchiature elettroniche fra cui gli orologi, e infatti la Seiko Group Corporation, azienda giapponese, introduce il primo orologio al quarzo: molto più preciso ed economico degli orologi meccanici. Per l’orologeria meccanica questo rappresenta una difficoltà e, per evitare una crisi deleteria, si reinventa puntando sulla qualità artigianale e sul lusso, e oggi sopravvive come pezzi di lusso, artigianato e da collezione.
Dall’anno 2010 arrivano sul mercato gli smartwatch, ossia “orologi intelligenti”, in quanto, indossati al polso, sono in grado di funzionare sia come orologio tradizionale sia come dispositivo smartphone. Questi orologi possono gestire tantissime funzioni diverse come, ad esempio, nell’utilizzo quotidiano visualizzare chiamate o messaggi o effettuarle direttamente; per un utilizzo multimediale gestire playlist, cioè un elenco di canzoni registrate, e musica, gestire video, riprodurli o metterli in pausa; per un utilizzo sportivo raccogliere e archiviare dati sulle performance atletiche. Vi sono poi gli smartwatch stand alone, ibridi e dipendenti, con qualità e funzioni diverse. Oltre ai grandi produttori, vi sono alcune aziende specializzate unicamente in questo tipo di orologi.
Dopo quest’elenco, seppur sintetico, sulla storia dell’orologio, mi rimane sospesa una domanda, ovvero: che cos’è il tempo? Tuttavia a questa domanda, di non facile risposta, cercherò di rispondere un’altra volta, magari con un nuovo articolo, sempre che ne trovi il tempo!
- Ultimo aggiornamento il .