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I gatti di Milano e le colonie feline: dal Castello ai tutor

  • Redazione MilanoFree.it

Video di gatti, foto di gattini, mici buffi e un po' matti: alzi la mano chi non ha mai cercato qualcosa del genere online. I gatti hanno conquistato il web, superando in popolarità perfino i cuccioli di cane. Animale libero per antonomasia, il gatto è diventato un'icona di tenerezza, sfatando il vecchio mito della diffidenza felina. Ma quello che molti non sanno è che anche Milano, come Parigi, è una città piena di gatti — e non solo sui tetti.

Gatto di una colonia felina a Milano
I gatti di Milano: in città si contano oltre 500 colonie feline tutelate.

I gatti del Castello Sforzesco

Provate a passeggiare nel giardino del Castello Sforzesco: guardando bene tra l'erba scorgerete code e orecchie spuntare qua e là. Sono i gatti del Castello, una delle colonie più celebri della città, che entrano ed escono dagli anfratti della fortezza. Nessuno può sgomberarli, ed è una cosa seria: la colonia esiste almeno dal Quattrocento ed è considerata parte integrante del monumento.

Da gennaio 2025 i mici sforzeschi hanno anche una loro associazione dedicata, Colonie Feline ODV, riconosciuta dall'Ufficio Tutela Animali e dall'ATS di Milano, che ne cura la gestione: tutti i gatti sono stati sterilizzati, gli spazi ripuliti e attrezzati con cucce e coperte. Una figura storica della colonia è Rosi, la tutor che da anni accudisce con dedizione i gatti del Castello.

Le colonie feline e i tutor

A Milano esistono oltre 500 colonie feline: gruppi di gatti che popolano stabilmente una certa zona della città. Qui i mici vengono assistiti da due figure complementari, i tutor di colonia e i volontari. Il tutor è un cittadino che si assume responsabilmente la gestione di uno o più gruppi di gatti liberi: chi gestisce o conosce una colonia può segnalarla all'ATS e al Comune, che dopo un sopralluogo la inseriscono nell'Anagrafe degli Animali da Affezione e attivano le procedure sanitarie.

I volontari e le "gattare"

Insieme ai tutor lavorano i volontari, noti ai più con l'affettuoso nome di "gattare" — anche se tra loro ci sono molti uomini. I volontari non percepiscono alcun compenso e operano spontaneamente: il loro compito è accudire i gatti, garantendo cibo e protezione, e salvarli da pericoli e maltrattamenti. Proprio perché svolgono un servizio prezioso e gratuito, la loro attività non deve essere ostacolata.

Prendersi cura di una colonia è impegnativo e richiede alcune autorizzazioni, soprattutto sanitarie. Se nella vostra zona c'è un gruppo di gatti abbandonati a cui nessuno provvede, o se sta per aprire un cantiere dove vive una colonia, come cittadini è possibile chiedere al Comune di gestirla in qualità di volontari. In quel caso si contatta l'ATS – Dipartimento Veterinario, che censisce la colonia, effettua il sopralluogo e provvede gratuitamente a sterilizzare, microchippare e iscrivere all'anagrafe i gatti, curando quelli malati. Chi decide di diventare gattara o gattaro, però, sta assumendo un impegno: e va mantenuto.

Cosa dice la legge

Le colonie feline sono riconosciute e tutelate dalla Legge nazionale 281 del 1991, "Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo", ripresa in Lombardia dalla Legge Regionale 33/2009 (art. 111). La norma è chiara: salvo comprovati motivi sanitari o di tutela degli animali stessi, è vietato spostare una colonia dal suo habitat o scacciare i gatti dalla loro comunità. In Italia esistono inoltre leggi che puniscono severamente — fino al carcere — chi maltratta animali domestici o randagi.

Sterilizzazione e randagismo

Il primo passo che ogni proprietario di un gatto conosce è la sterilizzazione, e lo stesso vale per i gatti liberi. Tutor e volontari collaborano con l'ATS per catturare i gatti, sterilizzarli e poi rilasciarli nella colonia d'origine: l'obiettivo è il reinserimento dell'animale nel suo habitat. A Milano, ogni anno, tra ATS, Comune e associazioni convenzionate vengono sterilizzati circa mille animali. C'è chi considera questa pratica ingiusta, ma per le autorità è il principale strumento per tenere sotto controllo il randagismo, garantendo a tutti i gatti di strada cibo e cure.

Per questo l'Ufficio Tutela Animali di Milano si avvale di associazioni convenzionate per la protezione degli animali, organizzazioni no profit incaricate di catturare, sterilizzare e poi reimmettere i gatti nella colonia.

Adottare un gatto a Milano

Attenzione a una distinzione importante: i gatti di colonia non si adottano, perché per legge appartengono al loro territorio. Si possono invece adottare i gatti ospitati nelle strutture cittadine, come il gattile del Parco Canile di Milano. Qui i gatti vivono in spazi ampi e luminosi, con giochi, tiragraffi e cucce. Un'ala è dedicata ai gatti affetti da FIV e FeLV, patologie del sistema immunitario che non permetterebbero loro di sopravvivere in natura ma che non sono trasmissibili all'uomo. Tutti questi mici non aspettano altro che una nuova famiglia: perché non pensare a un'adozione?

Domande frequenti

Si possono adottare i gatti del Castello Sforzesco?

No: i gatti di colonia, compresi quelli del Castello, per legge non possono essere spostati né adottati. Vivono liberi nel loro habitat, accuditi dai volontari. Per adottare un gatto ci si rivolge al gattile del Parco Canile.

Come si diventa tutor di una colonia felina a Milano?

Bisogna segnalare la colonia all'ATS Milano e al Comune: dopo un sopralluogo, la colonia viene registrata nell'Anagrafe degli Animali da Affezione e si avviano le procedure sanitarie. Diverse associazioni cittadine organizzano periodicamente corsi di formazione per tutor.

I gatti randagi trasmettono malattie?

I timori sono in gran parte luoghi comuni: per prevenire malattie come la toxoplasmosi basta rispettare alcune semplici norme igieniche. Le patologie feline FIV e FeLV non sono trasmissibili all'uomo.

Cosa fare se trovo una colonia di gatti?

Si può segnalarla all'Ufficio Tutela Animali del Comune e all'ATS – Dipartimento Veterinario, che provvederà al censimento e alla sterilizzazione gratuita dei gatti.

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