Abbazia di Chiaravalle: storia, tiburio e visita al monastero

L'Abbazia di Chiaravalle, a soli 3 km dal centro di Milano e immersa nel Parco Agricolo Sud Milano, fu fondata nel 1135 da San Bernardo di Clairvaux come filiazione dell'abbazia francese di Clairvaux, e divenne uno dei primi e più importanti monasteri dell'Ordine Cistercense. Ancora oggi è abitata da una comunità monastica ed è tra gli edifici di culto più cari ai milanesi.
Storia: da San Bernardo a oggi
Dedicata a Santa Maria, l'abbazia sorse sul terreno paludoso donato dal Comune di Milano e bonificato dai monaci, che ne fecero un centro di preghiera e lavoro e una florida azienda agricola. La chiesa abbaziale fu edificata tra il 1172 e il 1221, anno della consacrazione: uno dei primi esempi di architettura gotica in Italia, che precede persino l'avvio del Duomo di Milano. L'edificio fonde sapientemente lo stile romanico e quello gotico, declinati alla maniera tipicamente lombarda.
Cosa vedere: il tiburio e i capolavori
La chiesa ha pianta a croce latina, con tre navate divise da pilastri cilindrici e volte a crociera affrescate in gran parte dai Fiammenghini. Si accede al complesso da una porta ricavata in una torre cinquecentesca, sul cui fianco sorge il piccolo oratorio di San Bernardo (1412), con un affresco raffigurante Cristo davanti a Pilato.
L'elemento più celebre è il tiburio, la slanciata torre nolare che svetta sull'incrocio del transetto: la sua parte più antica è decorata con preziosi affreschi trecenteschi di scuola giottesca. All'interno si ammirano inoltre il pregevole coro ligneo di Carlo Garavaglia (XVII secolo) e, sulla scala che conduceva al dormitorio dei monaci, il commovente affresco della "Madonna della Buonanotte" di Bernardino Luini (1512), che i monaci salutavano prima del riposo notturno.
Di altissimo valore è anche il chiostro duecentesco, di cui restano il lato settentrionale e due campate orientali, insieme alla Sala Capitolare — con finestroni rinascimentali in cotto inscritti in quelli romanici — e al Refettorio. Purtroppo il grandioso chiostro attribuito al Bramante, del 1493, fu interamente demolito nel 1861 per far passare la ferrovia.

La ciribiciaccola: il tiburio in dialetto
Il tiburio di Chiaravalle è talmente identitario da essere protagonista di una celebre filastrocca milanese: la ciribiciaccola è proprio il nome dialettale della torre, con i suoi numerosi pinnacoli (i ciribiciaccolitt).
« Sora del campanin de Ciaravall
gh'è una ciribiciaccola con cinqcentcinquantacinq ciribiciaccolitt
var pussee la ciribiciaccola che i soo cinqcentcinquantacinq ciribiciaccolitt?
quant i cinqcentcinquantacinq ciribiciaccolitt voeren ciciarà con la ciribiciaccola
la ciribiciaccola l'è pronta a ciciarà con i cinqcentcinquantacinq ciribiciaccolitt
la ciribiciaccola la ciciara, i ciribiciaccolitt ciciaren
ma la ciciarada de la ciribiciaccola l'è pussee lunga de quela de i cinqcentcinquantacinq ciribiciaccolitt »
Il Grana Padano e la bottega dei monaci
Una tradizione vuole che proprio tra le mura di Chiaravalle sia nata la ricetta del Grana Padano: un espediente dei monaci cistercensi per conservare il latte in eccedenza prodotto dalle loro fattorie. Ancora oggi la Bottega dei Monaci propone prodotti monastici, dal Grana Padano DOP ai dolci, mentre il Ristoro dell'Abbazia permette di fermarsi a mangiare nella quiete del parco.
Informazioni e visita
L'abbazia è accessibile durante l'anno, con orari che possono variare in base alle celebrazioni religiose e alle attività della comunità monastica. La chiesa è generalmente visitabile durante il giorno; il tiburio e il chiostro si visitano invece solo con le visite guidate, organizzate nei fine settimana (a cura della cooperativa Koiné) e su prenotazione. Poiché orari e modalità cambiano spesso, conviene verificare e prenotare in anticipo sui canali ufficiali del monastero.
Abbazia di Chiaravalle
Via Sant'Arialdo 102, Milano
Tel. 02 84930432 –
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