La Darsena di Milano: storia dell'antico porto e cosa fare oggi

La Darsena di Milano, all'incontro tra il Naviglio Grande e il Naviglio Pavese in piazza XXIV Maggio, è uno degli scorci più amati della città: passeggiate sull'acqua, un mercato coperto, locali e vita serale. Ma dietro l'aspetto contemporaneo si nasconde una storia di otto secoli — quella dell'antico porto di Milano, per secoli cuore del traffico commerciale lombardo. Ripercorriamola.
Le origini: il marmo del Duomo
Le radici della Darsena affondano nel Medioevo. Nel 1157 i milanesi deviarono parte delle acque del fiume Ticino per creare un canale a scopo difensivo, che separasse le terre di Milano da quelle di Pavia, alleata dell'imperatore Federico Barbarossa. Quel canale, chiamato Ticinello, prolungandosi negli anni fino a raggiungere la città nel 1211, diede vita al Naviglio Grande.
Il Naviglio Grande divenne presto la via d'acqua per trasportare il marmo di Candoglia dalle cave sul Lago Maggiore — messe a disposizione da Gian Galeazzo Visconti — necessario alla costruzione del Duomo. I barconi carichi di marmo scendevano lungo il Naviglio fino al laghetto di Sant'Eustorgio, un bacino d'acqua che sorgeva dove oggi si trova la Darsena, per poi percorrere l'ultimo tratto via terra. Per velocizzare il trasporto, nel 1439 fu realizzata la Conca di Viarenna, che collegava direttamente il laghetto alla cerchia interna dei Navigli: da allora i barconi arrivavano fino al laghetto di Santo Stefano, a soli 300 metri dal cantiere del Duomo.
La Darsena spagnola del 1603
La Darsena come la conosciamo nasce sotto la dominazione spagnola. Verso la fine del Cinquecento il governatore Pedro Enríquez de Acevedo, conte di Fuentes (1525-1610), decise di realizzare un vero e proprio porto in sostituzione del vecchio laghetto di Sant'Eustorgio. I lavori si conclusero nel 1603, quando il nuovo porto cittadino fu inaugurato. La sua caratteristica forma oblunga — detta anche "a banana" — deriva dal fatto che il bacino era addossato alle mura spagnole (realizzate a partire dal 1560) e ne assecondava il perimetro sud-occidentale. È proprio questo adattamento alle mura a testimoniare la datazione dell'opera al periodo iberico.
Il porto di Milano fino al Novecento
Per oltre tre secoli la Darsena fu il principale snodo del traffico commerciale della Lombardia. La sua importanza logistica non venne meno neppure durante la Seconda Guerra Mondiale: quando i bombardamenti alleati colpirono la rete ferroviaria, la navigazione fluviale tornò a essere una valida alternativa per il trasporto merci. Nel dopoguerra, la ricostruzione portò sulle sue sponde ingenti quantità di sabbia, raccolte in alte dune che per oltre un ventennio divennero un elemento pittoresco del quartiere Ticinese.
I numeri raccontano la sua rilevanza: nel 1953 la Darsena era al tredicesimo posto tra i porti italiani per ricevimento merci e al terzo per tonnellaggio. Poi il declino: con la diffusione del trasporto su gomma e ferrovia, i Navigli persero la funzione commerciale. Il 30 marzo 1979 l'ultimo barcone carico di sabbia attraccò in Darsena, ponendo fine alla secolare storia del porto di Milano. Curiosamente, dal punto di vista amministrativo la Darsena è ancora oggi ufficialmente un porto: banchine e bitte fanno parte del demanio portuale.
L'abbandono e i ritrovamenti archeologici
Dopo il 1979 seguì un lungo periodo di abbandono: la Darsena divenne di fatto un piazzale disorganizzato adibito a parcheggio. Nel settembre 2004 il Comune affidò l'area occidentale a un'impresa per la realizzazione di parcheggi sotterranei, ma durante gli scavi vennero alla luce reperti archeologici di grande interesse: le fondazioni delle mura spagnole e una piattaforma lignea attribuita alla pavimentazione originale della Conca di Viarenna. Questi ritrovamenti bloccarono il progetto dei parcheggi. Durante quasi un decennio di abbandono, la parte ovest del bacino (verso piazzale Cantore) vide fiorire una piccola oasi naturale, popolata da anfibi e uccelli.
La Darsena oggi
La riqualificazione arrivò con Expo 2015: nell'ambito del progetto delle Vie d'Acqua, dopo un concorso internazionale vinto dal gruppo di Jean-François Bodin, Edoardo Guazzoni, Paolo Rizzatto e Sandro Rossi, la Darsena fu completamente rinnovata e inaugurata nell'aprile 2015. Oggi presenta sponde rinnovate con due passeggiate ciclopedonali, un'area verde che scende fino allo specchio d'acqua, punti di attracco per la navigazione turistica e un mercato comunale coperto con struttura in acciaio verde. Durante i lavori è stato riportato alla luce il canale del Ticinello, interrato per oltre 80 anni sotto piazza XXIV Maggio, e i resti del ponte medievale sono oggi visibili al pubblico.
La riqualificazione non fu priva di polemiche: alcuni comitati cittadini lamentarono che l'assetto attuale non rispecchiasse quello storico testimoniato dai ritrovamenti, e la scarsità di verde pubblico sulle sponde. Al di là di queste critiche, la Darsena è oggi uno degli scorci più vivi e frequentati di Milano: punto di ritrovo per l'aperitivo, passeggiate serali e mercatini, resta uno degli spazi urbani più riusciti del rinnovamento legato a Expo.
Come arrivare
Dove: Piazza XXIV Maggio, zona Porta Ticinese, Milano.
In metro: M2 (verde) fermata Porta Genova, poi pochi minuti a piedi; oppure M3 (gialla) fermata Porta Romana un po' più distante.
In tram: linea 3 e linea 9 fermano nelle vicinanze; il 9 collega direttamente da Porta Genova e dalla Stazione Centrale.
A piedi: la Darsena è il punto di partenza ideale per una passeggiata lungo il Naviglio Grande e il Naviglio Pavese, con i loro locali e il mercatino dell'antiquariato (l'ultima domenica del mese).
Domande frequenti
Quando è stata costruita la Darsena di Milano?
La Darsena nella sua forma attuale fu realizzata nel 1603 dal governatore spagnolo Pedro Enríquez de Acevedo, conte di Fuentes, sul sito del preesistente laghetto di Sant'Eustorgio. Le origini del sistema di canali risalgono però al XII-XIII secolo, legate al trasporto del marmo per il Duomo.
Perché la Darsena ha quella forma allungata?
La sua forma oblunga, detta anche "a banana", deriva dal fatto che il bacino era addossato alle mura spagnole cinquecentesche e ne seguiva il perimetro sud-occidentale.
La Darsena è ancora un porto?
Dal punto di vista amministrativo sì: banchine e bitte fanno ancora parte del demanio portuale. Ma la funzione commerciale è cessata nel 1979, con l'ultimo barcone di sabbia. Oggi è un luogo turistico e di ritrovo con navigazione turistica sui Navigli.
Cosa si può fare oggi in Darsena?
Passeggiare lungo le sponde ciclopedonali, visitare il mercato comunale coperto, prendere un aperitivo, partire per una gita in battello sui Navigli o passeggiare lungo il Naviglio Grande e il Pavese. La zona è particolarmente viva nel tardo pomeriggio e la sera.
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