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Palazzo Isimbardi a Milano: storia, sale e visite guidate gratuite

  • Redazione MilanoFree.it
Palazzo Isimbardi a Milano, sede istituzionale della Città metropolitana
Palazzo Isimbardi, tra dimora storica e sede istituzionale nel cuore di Milano.

Dove si trova e perché vale la visita

Palazzo Isimbardi si affaccia su Corso Monforte, a due passi da San Babila, ed è oggi la sede principale della Città metropolitana di Milano. È uno di quei luoghi che molti milanesi “hanno sempre visto” ma che pochi hanno davvero visitato: dentro, invece, trovi sale storiche, un cortile rinascimentale, opere d’arte e un giardino interno sorprendentemente silenzioso rispetto al traffico del centro.

La particolarità? Non è un museo “fermo nel tempo”: è un palazzo vivo, dove si svolge attività istituzionale. Proprio per questo l’accesso avviene principalmente con visite guidate.

Origini e storia (dal 1497 al Novecento)

Le prime notizie certe sul palazzo risalgono al 1497. Nella seconda metà del Cinquecento l’edificio passa ai Taverna, che ampliano i volumi e realizzano il magnifico cortile rinascimentale: allora ci troviamo ancora “oltre le mura”, in una sorta di villa di delizia dove la nobiltà milanese si ritirava per svago.

Nel 1731 subentrano i Lambertenghi e la facciata verso Corso Monforte viene rimodellata in stile barocchetto lombardo. Nel 1775 arrivano i marchesi Isimbardi (da cui il nome attuale): intervengono sugli interni e, nel tempo, aggiornano anche il rapporto tra palazzo e giardino. La facciata verso il verde, infatti, viene rinnovata nel 1826 dall’architetto Giacomo Tazzini.

Nel 1918 il complesso viene ceduto all’industriale Gian Franco Tosi. Negli anni Trenta la Provincia di Milano acquisisce l’immobile e affida i restauri all’architetto Ferdinando Reggiori, con l’obiettivo di recuperare e valorizzare le stratificazioni decorative dei secoli. L’ampliamento novecentesco verso via Vivaio viene invece progettato da Giovanni Muzio e inaugurato nel 1942. Dopo i bombardamenti, seguono ulteriori interventi di ricostruzione e restauro nel dopoguerra.

Le sale da non perdere

Il percorso tocca alcuni ambienti davvero scenografici. Nella Sala di Antegiunta spiccano gli stucchi settecenteschi del soffitto e lampadari in vetro di Murano del XVIII secolo, insieme a grandi tele di ambientazione paesaggistica.

Il “colpo al cuore”, però, arriva nella Sala della Giunta, dove è collocato il grande telero di Giovan Battista Tiepolo: Apoteosi di Angelo della Vecchia nel segno delle Virtù (6×8 metri), una delle opere più celebri custodite nel palazzo.

Da non saltare anche la parte legata al patrimonio artistico diffuso: tra dipinti, sculture e arredi storici, Palazzo Isimbardi conserva anche una curiosa collezione di pendole e orologi.

Cortile rinascimentale e giardino interno

Il Cortile d’Onore è uno dei punti più fotogenici: la pavimentazione in cotto a spina di pesce è quella originale cinquecentesca, arricchita da inserti in marmo di Candoglia (lo stesso materiale legato alla fabbrica del Duomo).

Dal palazzo si accede al giardino interno, nato “all’italiana” con i Taverna e poi trasformato in parte “all’inglese” nelle fasi successive. Passeggiando tra i vialetti, si incontrano anche sculture novecentesche che richiamano attività e identità del territorio.

Come visitare Palazzo Isimbardi (visite gratuite)

Le visite sono gratuite, ma solo su prenotazione (il palazzo ospita attività istituzionale e alcune sale sono utilizzate per riunioni e incontri).

  • Singoli o piccoli gruppi (fino a 5 persone): prenotazione tramite InfoMilano – tel. 02 8845 5555.
  • Gruppi (oltre 5 persone, massimo 10): tel. 02 7740 2448 / 02 7740 6160.

Il calendario cambia nel corso dell’anno: il consiglio è di verificare sempre le prossime date disponibili sulla pagina ufficiale delle visite a Palazzo Isimbardi.

FAQ

Palazzo Isimbardi è visitabile liberamente?

No: di norma si entra con visita guidata e prenotazione, perché è una sede istituzionale.

Quanto dura la visita guidata?

Dipende dal percorso e dalla giornata, ma in genere è un giro completo delle sale principali, del cortile e (quando previsto) del giardino interno.

Qual è l’opera più famosa dentro Palazzo Isimbardi?

Il grande telero di Giovan Battista Tiepolo, Apoteosi di Angelo della Vecchia nel segno delle Virtù, collocato nella Sala della Giunta.


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