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Pietà Rondanini di Michelangelo al Castello Sforzesco: dove si trova, storia e visita

  • Redazione MilanoFree.it

Perché la Pietà Rondanini è diversa dalle altre

Nella produzione michelangiolesca sono numerose le opere scultoree che presentano gradi di finitura diversi: basta confrontare la prima Pietà vaticana (compatta, levigata, “perfetta”) con la Pietà Rondanini (essenziale, vibrante, incompiuta). Molti storici dell’arte leggono questa evoluzione come il segno di una trasformazione profonda: la tensione tra spiritualità cristiana e ideali antichi rimane, ma nelle opere tarde si fa più intensa, fino a mettere in crisi l’idea stessa di “perfezione” formale.

La Pietà Rondanini di Michelangelo al Castello Sforzesco di Milano, nel Museo a lei dedicato
La Pietà Rondanini: l’ultima, struggente scultura su cui Michelangelo lavorò fino agli ultimi giorni.

Il “non finito” michelangiolesco

Tra i primi esempi di quello che è stato definito il “non finito” michelangiolesco si possono citare le sculture dei Prigioni (ad esempio lo Schiavo che si ridesta e lo Schiavo Atlante, 1530–1534), conservate oggi presso la Galleria dell’Accademia di Firenze. In queste opere la materia non è solo “incompleta”: sembra raccontare il processo stesso della nascita della forma dal marmo.

Michelangelo ha sempre concepito la scultura come “arte del levare”, non del “mettere”: l’artista non aggiunge, ma libera la figura dal blocco. Giorgio Vasari, descrivendo questo modo di lavorare, insiste proprio sull’idea di una forma che emerge gradualmente, come se affiorasse dal pieno.

Dalla Pietà Vaticana alla Pietà Rondanini

Per diversi anni Michelangelo continuò a studiare e a confrontarsi con il tema della deposizione e del dolore, come confermano disegni e bozzetti che precedono la metà del Cinquecento. Tra le opere cruciali c’è la cosiddetta Pietà Bandini (detta anche Pietà fiorentina), un gruppo complesso con più figure: Michelangelo la abbandonò e, in un momento di crisi, tentò anche di danneggiarla. Proprio questa vicenda ha alimentato molte letture sull’evoluzione della sua idea di scultura e di fede.

Negli ultimi anni della vita, ormai anziano, Michelangelo tornò sul tema con una radicalità nuova. Nel 1564 lavorava ancora alla Pietà Rondanini, oggi a Milano, quasi come a un’opera privata e definitiva: un’immagine ridotta all’essenziale, dove la ricerca anatomica cede il passo a una forma sempre più spiritualizzata.

Cosa osservare davanti alla scultura

Il gruppo marmoreo rappresenta Cristo sorretto da Maria in una composizione verticale, quasi ascensionale. La scultura mostra chiaramente ripensamenti e fasi diverse: in alcune parti si percepisce una prima impostazione più “classica”, in altre la materia sembra sciogliersi in un’immagine più interiore, dove la superficie non cerca più la levigatezza ma una verità più nuda.

È proprio qui che il “non finito” diventa linguaggio: non è mancanza, ma scelta espressiva. La forma, invece di chiudersi, resta aperta, come se l’opera chiedesse a chi guarda di completarla con lo sguardo e con il silenzio.

Dove si trova e informazioni per la visita

La Pietà Rondanini è conservata nel Museo Pietà Rondanini – Michelangelo, all’interno del Castello Sforzesco. Dal 2015 la scultura è collocata negli spazi dell’ex Ospedale Spagnolo, in un allestimento dedicato che valorizza l’opera e l’ambiente storico.

  • Orari musei del Castello: martedì–domenica 10:00–17:30 (lunedì chiuso).
  • Biglietti: intero € 5, ridotto € 3, 0–17 anni omaggio (con categorie ridotte/gratuite secondo regolamento).
  • Ingressi gratuiti periodici: primo e terzo martedì del mese dalle 14:00 e prima domenica del mese (in genere senza acquisto online per la domenica gratuita).

Consiglio pratico: se vuoi goderti davvero la visita, prova a scegliere una fascia meno affollata (prima mattina o tardo pomeriggio) e dedicati qualche minuto in più: è una di quelle opere che “cambiano” a seconda della distanza e dell’angolazione.

FAQ

Perché la Pietà Rondanini è “incompiuta”?

Perché Michelangelo la ripensò più volte e lavorò sull’opera fino agli ultimi giorni. In questa scultura il “non finito” non è un difetto, ma un modo espressivo: la materia diventa parte del significato.

Dove si trova oggi: è ancora nella Sala degli Scarlioni?

No: dal 2015 l’opera è esposta nel Museo Pietà Rondanini, negli spazi dell’ex Ospedale Spagnolo del Castello Sforzesco.

Il biglietto vale solo per la Pietà Rondanini?

In genere il biglietto dei Musei del Castello consente l’accesso alle collezioni e alle mostre del Castello (salvo eccezioni/chiusure temporanee comunicate).

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