Porta Lodovica: la porta scomparsa di Lodovico il Moro

Porta Lodovica era una delle porte nelle mura spagnole di Milano che sorgeva in quello che è ora piazzale di Porta Lodovica, allo sbocco di corso Italia. Oggi non ne resta nulla: né della porta né degli archi. Ma il suo nome racconta ancora la Milano di Lodovico il Moro, dei pellegrini e dei bastioni.
La storia e il nome
Porta Lodovica era posta a sud della città, eretta per volere di Lodovico il Moro all'interno della cinta delle mura spagnole — l'anello di bastioni lungo circa 11 chilometri, dalla caratteristica forma "a cuore", costruito tra il 1548 e il 1562. Il nome deriva proprio da Ludovico il Moro, che aveva voluto allargare l'antica Porta Sant'Eufemia per facilitare l'accesso a corso San Celso, l'odierno corso Italia.
Il contesto è quello delle grandi porte dei bastioni: per un quadro d'insieme vedi Le antiche Porte di Milano.
La porta dei pellegrini
Porta Lodovica garantiva l'ingresso dei pellegrini in Milano per raggiungere le chiese di Santa Maria dei Miracoli presso San Celso e quelle di S. Eufemia e San Paolo Converso, per il raccordo con Porta Romana sino al ponte in via San Damiano.
La demolizione e il progetto perduto
L'arco di Porta Lodovica venne smontato alla fine del 1800 per esigenze legate al traffico e al nuovo piano edilizio di zona. Del progetto che prevedeva la ricostruzione all'interno del Parco di Monza se ne perse poi traccia. Nel 1905 vennero demolite anche le mura tra Porta Ticinese e Porta Lodovica, e tutte le parti che non furono abbattute vennero incluse fra le costruzioni che andarono a riempire la fascia tra i Bastioni e la circonvallazione.
Il patibolo di Antonio Boggia
Poco fuori da questa porta, in uno spazio fuori dalle mura tra Porta Lodovica e Porta Vigentina, l'8 aprile 1862 venne impiccato Antonio Boggia, il "Mostro di Milano", considerato il primo serial killer italiano documentato. La sua vicenda — e il vicolo che ne conserva la memoria — è ricostruita nella guida a via Bagnera e alla Milano più inquietante.
Che cosa resta oggi
Attualmente, nel piazzale di Porta Lodovica non si hanno più tracce né della porta né degli archi: il ricordo vive nel toponimo e nella fascia di edifici che, dopo il 1905, riempì lo spazio tra i Bastioni e la circonvallazione. È una delle tante "porte perdute" di Milano, come Porta Lodovica dimostra meglio di altre: una porta che oggi è solo una piazza di passaggio.
FAQ
Perché si chiama Porta Lodovica?
Il nome deriva da Lodovico il Moro, che volle allargare l'antica Porta Sant'Eufemia per facilitare l'accesso a corso San Celso, l'odierno corso Italia.
Quando fu demolita?
L'arco venne smontato alla fine del 1800 per il traffico e il nuovo piano edilizio; nel 1905 furono demolite anche le mura verso Porta Ticinese. Un progetto di ricostruzione nel Parco di Monza non fu mai realizzato.
Che cosa resta oggi di Porta Lodovica?
Nulla: nel piazzale non ci sono tracce né della porta né degli archi. Restano il nome della piazza e la toponomastica della zona di corso Italia.
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