Quartiere di Musocco a Milano: storia, Certosa e Cimitero

Il quartiere di Musocco, Musocch in meneghino, si trova nella zona nord-ovest di Milano (oggi Municipio 8). Se ne ha notizia già nel XII secolo come territorio agricolo, attivo soprattutto nella coltivazione della vite: un borgo di cascine, rogge e campi, tipicamente lombardo.
Da comune autonomo a quartiere di Milano
Prima di entrare a far parte di Milano, anche Musocco era un comune a sé. Nel 1859 era retto da un consiglio di quindici membri con una giunta di due, e contava poco meno di 1.200 abitanti. Nel 1869 al comune di Musocco furono aggregati diversi piccoli comuni limitrofi — tra cui Quarto Oggiaro, Vialba, Villapizzone, Roserio e Garegnano — facendone un territorio molto esteso. Con l'arrivo della ferrovia Milano-Torino e poi dell'industria, la popolazione crebbe rapidamente, fino a superare i 15.000 abitanti. Infine, con il Regio Decreto del 2 settembre 1923, Musocco fu annesso alla "grande Milano" insieme agli altri comuni della prima cintura.
Curiosità: nel 1932 le ferrovie ribattezzarono la stazione di Musocco con il nome di "Certosa", preso dalla vicina Certosa di Garegnano — un cambio che, di fatto, contribuì a far dimenticare il nome dell'antico comune.
La Certosa di Garegnano e il Petrarca
Il gioiello del quartiere è la Certosa di Garegnano, complesso monastico fondato il 19 settembre 1349 da Giovanni Visconti, arcivescovo e signore di Milano, che ne affidò la gestione all'Ordine dei Certosini. Nell'estate del 1357 ebbe l'onore di ospitare Francesco Petrarca, allora al servizio dei Visconti, che la definì "bella e nobile" e vi tornava spesso in cerca di pace. Nel tempo la Certosa accolse anche San Bernardino da Siena, San Carlo Borromeo e Filippo IV di Spagna.
Da non perdere il suo interno barocco a navata unica, riccamente affrescato: vi lavorarono Simone Peterzano — il maestro di Caravaggio — e Daniele Crespi, con episodi della vita della Vergine e di San Bruno. Alla cascina Torchiera, sul confine del comune e di proprietà dei Padri della Certosa, si lega la memoria agricola di tutta la zona.
Il Cimitero Maggiore, il camposanto del popolo
Parlare di Musocco senza citare il Cimitero Maggiore è impossibile: per molti milanesi il quartiere è il "cimitero di Musocco". Inaugurato nel 1895 per sostituire i piccoli cimiteri alle porte della città, ormai saturi, si estende per circa 678.000 metri quadrati. Con tipico spirito meneghino, i milanesi classificarono subito i due grandi cimiteri: il Monumentale divenne quello dei "scior" (i signori), mentre quello di Musocco era il camposanto dei "poveritt", il cimitero del popolo.
Qui riposano comunque personaggi noti, come il poeta dialettale Delio Tessa, e si trova il celebre Campo della Gloria, dedicato ai caduti per la libertà. Per la sua storia, i reparti e le informazioni di visita rimandiamo alla nostra scheda dedicata al Cimitero Maggiore.
La Croce Verde di Musocco
Un pezzo d'identità del quartiere è la Croce Verde: nel giugno del 1909, grazie al vicesegretario comunale Pio Zucchetti, nacque la sezione Croce Verde Musocco, con il bel motto "Ama, Lavora, Corri, Soccorri". Una realtà di volontariato e soccorso radicata nel territorio, che nel 1998 ha assunto la qualifica di ONLUS — testimonianza dello spirito solidale e operaio che ha sempre caratterizzato la zona.
Musocco oggi
Da borgo agricolo a periferia industriale negli anni Trenta-Cinquanta (storica la Smalteria Moneta, che durante la guerra arrivò a produrre migliaia di elmetti al giorno), e poi a quartiere residenziale popolare: oggi Musocco è una zona in trasformazione, con nuove riqualificazioni urbane come il ridisegno di piazzale Santorre di Santarosa, pensato come nuovo centro del quartiere con più verde e spazi pedonali. Sotto la patina di periferia, Musocco conserva una memoria forte e un carattere autentico, simboleggiato dalla piccola "Madonnina", l'edicola votiva del primo Novecento cara ai suoi abitanti.
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